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Lacarra: fiducia nel ripensamento Peacelink: Rischio razzismo ambientale

“Taranto deve essere tutelata sopra ogni cosa. È questo, adesso, l’obiettivo prioritario di tutte le forze politiche di governo, a livello nazionale e regionale, e di opposizione”, lo dichiara il segretario regionale del Partito Democratico e consigliere regionale, Marco Lacarra, in seguito allo stop del governo alla proposta della commissione Bilancio di destinare 50 milioni per l’emergenza sanitaria di Taranto.

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“La vita dei tarantini - chiarisce Lacarra - viene prima delle polemiche e di eventuali strumentalizzazioni politiche e di partito. Tutti noi siamo chiamati a dimostrare il nostro senso di responsabilità nei confronti di questa comunità ferita, concentrando gli sforzi unicamente per risolvere quanto prima l’emergenza ambientale e sanitaria della città. Il sottosegretario De Vincenti ci ha spiegato che l’emendamento è stato bocciato perché non chiariva l’utilizzo effettivo delle risorse e sarà discusso nel corso del Tavolo istituzionale per Taranto del 12 dicembre. In sede di legge di Bilancio al Senato sarà verificata la necessità di queste risorse, e di conseguenza saranno trovate e messe a disposizione dell’emergenza”.  

“Prendiamo atto dell’impegno del governo e della disponibilità del ministro Lorenzin a considerare deroghe al decreto ministeriale per aiutare e sostenere la sanità tarantina. Dopo questo passo falso che ha causato oltre alla delusione e allo sconcerto per una promessa mancata, anche un ritardo nell’arrivo delle risorse, dobbiamo riavviare la discussione e attendere fiduciosi le azioni concrete che il governo, ci ha garantito, metterà in campo”.

“Il lavoro solerte dei parlamentari e dei consiglieri regionali del territorio ionico - conclude Lacarra - impegnati affinché a Taranto vengano destinate le risorse di cui necessita,  sarà per noi garanzia della riuscita dell’operazione che permetterà di far fronte alla grave situazione sanitaria del territorio ionico. La segreteria regionale del Partito Democratico, in questa vicenda così delicata, sta svolgendo un ruolo da collante tra le esigenze del governo nazionale e le urgenze di quello regionale, nella convinzione che, anche quando i toni si fanno più aspri, resta ferma la volontà di trovare un punto d’incontro per il bene inviolabile della comunità tarantina”.

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Più diretta e pungente la nota di Peacelink a firma di Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti: "Un’ennesima scelta sciagurata contro la città di Taranto. Parliamo del taglio di cinquanta milioni di euro che un emendamento includeva nella Legge di stabilità. A Taranto e provincia ci si ammala di più e si muore di più".

"A Taranto vi è un +54% di bambini malati di cancro rispetto alla media regionale. Taranto da anni è priva di servizi necessari a causa dell’emergenza sanitaria già conosciuta e del picco di tumori che gli epidemiologi paventano per gli anni a venire". 

"A Taranto è difficile curarsi perché vi è un gap di posti letto in relazione ai residenti rispetto alle altre province pugliesi. La Regione è stata commissariata in materia di sanità ed è costretta a tagliare ospedali e spesa sanitaria. L’emendamento bocciato aveva lo scopo di riequilibrare l’offerta di servizi ospedalieri. Era in fondo un semplice atto di giustizia verso un territorio così martoriato".

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"Cinquanta milioni di euro erano in fondo poca cosa rispetto a quanto servirebbe. Ma anche quello è stato negato. La giustificazione con cui è stato tolto di mezzo l’emendamento per migliorare la sanità a Taranto è che 'non era stato autorizzato da Palazzo Chigi'. Quindi i tarantini non sono autorizzati da Palazzo Chigi a ricevere cure migliori nel ben mezzo di un disastro ambientale e sanitario".

"Tutto questo ha un nome e una definizione: razzismo ambientale. In un'altra città italiana non avrebbe osato tanto. Lo fa sapendo di avere di fronte una città in ginocchio. Il governo di copre di ignominia e di vergogna privando i suoi cittadini di cure adeguate". 

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"Negare le cure sanitarie significa negare un aiuto umanitario. Non viene neppure alleviato un danno creato da governi di vario orientamento in anni e anni di incuria se non addirittura di complicità".

"I tarantini da tempo non sono considerati cittadini ma sudditi privi di tutela. Devono tenersi l’inquinamento e in più non possono curarsi. E’ inaccettabile che l’emendamento a firma (si badi bene) di parlamentari Pd non abbia avuto il benestare del loro stesso governo. E’ possibile che il Senato corregga il tiro se ci sarà un’adeguata pressione popolare".

"Invitiamo i tarantini a far sentire la loro voce. Invitiamo i senatori a non ratificare un provvedimento punitivo.

"Infine ricordiamo che se non si elimina la fonte dell’inquinamento, non si tutela la salute dei tarantini. Urgono soluzioni rapide e definitive: la messa in sicurezza della falda, la chiusura dell’ILVA e un piano B di riconversione che parta dalle bonifiche dei terreni contaminati".

(gelormini@affaritaliani.it)

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Pubblcato sul tema: Taranto Sanità, la beffa della deroga Commissione piena di PD e pugliesi

                            Taranto Pittella-S&D ricuce Lorenzin assicura decreto

 

Tags:
marco lacarra taranto fiducia governo ripensamentotaranto peacelink razzismo ambientale
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