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Lavoro merce rara: 'Italiani out!' L'appeal flessibilità e convenienza

di Antonio V. Gelormini

Il leitmotiv ogni tanto torna come un vecchio ritornello, dare addosso allo straniero che “ruba il lavoro in terra/casa nostra”, per costruire in verità una sorta di alibi, capace di celare accidia, incapacità di reazione e mancanza di spirito d’iniziativa. In pratica, l’antica e sempreverde ricerca del capro espiatorio.

Succede tra i braccianti agricoli, nei campi di raccolta di pomodori, tra gli uliveti di Puglia o in quel segmento in crescita esponenziale di nuove attività sociali, la cui punta di diamante sono le/i “badanti”: in una società meno dinamica - solo in apparenza regolata dai ritmi della fibra ottica - ad indici altissimi di anziani e infermi.

Un fenomeno che si intreccia anche con la carenza diffusa di esperienze e professionalità artigianali - ormai da manuale il caso dell’idraulico polacco diventato emblema della Direttiva Bolkestein -  e con la maggiore flessibilità della forza lavoro proveniente da altri Paesi della stessa Unione Europea.

Ne ha parlato con finezza subliminale il blog di Ceglie Messapica (Br) www.diavoleggo.com, accompagnando l’articolo con un’eloquente foto della rumena Mădălina Diana Ghenea, che in Italia “toglierebbe lavoro” alle nostre ragazze immagine…

Una provocazione giornalistica, per porre l’accento su un altro aspetto del problema, che assume tutt’altro aspetto e ripercussioni nella sua declinazione in atto presso lo stabilimento Alenia Aermacchi di Grottaglie. Dove, in queste settimane, alla scadenza dei contratti di lavoro interinale vengono rinnovati solo i contratti dei lavoratori stranieri, mentre quelli degli italiani non risultano ri-confermati”.

"La questione dell'Alenia è da verificare e approfondire. In un momento di crisi economica come questo, politiche di esclusione dal lavoro dei soli italiani, a vantaggio degli stranieri, rappresenterebbero un paradosso inaccettabile ed un torto raddoppiato, qualora si considerino le grandi difficoltà del territorio ionico in particolare", dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso.

Che poi aggiunge: "È necessario fare chiarezza, per poter ripristinare un clima di serenità, smentendo tali notizie, a dir poco spiacevoli. Una vera e propria  beffa a danno dei cittadini".

L’impressione è che con ‘Alenia Aermacchi’ ci si trovi di fronte a un modello di evoluzione organizzativa aziendale. Nello stabilimento di Grottaglie dall’inizio del 2014 lavorano un centinaio di interinali rumeni. Chiamati dall’azienda aerospaziale per far fronte ai picchi di produzione funzionali al rispetto dei tempi di consegna dei componenti della fusoliera  per il Boeing.

Una pratica riscontrabile anche negli altri stabilimenti dell’Alenia Aermacchi, dato che la stessa cosa è accaduta nel 2013 nello stabilimento di Venegono, in provincia di Varese, con una settantina circa di operai e tecnici rumeni assunti con contratto di lavoro interinale; ed è successo a Foggia, nel 2012, quando dalla Romania furono chiamati 37 montatori aeronautici specializzati.

“Si tratta di operai specializzati la cui expertise non è facilmente reperibile in tempi stretti a Grottaglie o in Puglia”, dicono dall’azienda. Ma l’innesco di un processo, che tende a qualificare gradualmente soprattutto la mano d’opera più economica e più flessibile, assume contorni piuttosto evidenti. Ancor più nello stabilimento di Grottaglie dedicato esclusivamente al Boeing 787 Dreamliner, il colosso dei cieli, di cui nel sito ionico si costruisce la fusoliera.

I malumori si moltiplicano. Certo, la Romania è un Paese della Ue e i suoi lavoratori possono circolare all’interno dell’Unione al pari di quelli italiani. Ciononostante gli interrogativi provocati dalla vicenda chiamano in causa diversi soggetti istituzionali, nonché i protagonisti del mondo del lavoro in Italia.

Bene farebbero sindacati, Enti territoriali e Ministero a individuare efficaci azioni di concerto per favorire un’adeguata formazione di giovani operai aeronautici, che possano rispondere alle esigenze di una domanda altamente qualificata. Tanto più che la Puglia può contare su un cosiddetto distretto aeronautico d’eccellenza. E che secondo pareri di esperti del settore, le commesse di Alenia, a Grottaglie e a Foggia, sia per il Boeing che per l’Atr, garantiranno lavoro per almeno altri venti anni.

(gelormini@affaritaliani.it)

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