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Le storie candies di Mc Candy 'Le palle di Mozart'

Mark Mc Candy, al secolo Marco De Candia, non è un fornaio ma ha cominciato a sfornare - anche per Affaritaliani.it - delle originalissime "pizze" dai condimenti più impensabili e colorate, come dei veri e propri 'candies': pillole di buonumore per contribuire a rasserenare gli animi e stimolare simpaticamente la riflessione nel bailamme dei messaggi incrociati e nella freneticità dei ritmi da fibra ottica (ag).

DeCandia big
 

Come molti sanno lpalle di Mozart, gustosi dolciumi al cioccolato, sono state create a Salisburgo nel 1890 dal pasticciere Paul Fürst in onore del noto compositore Wolfgang Amadeus Mozart, a quasi un secolo dalla sua scomparsa.

 

Il mastro pasticciere giunto a Salisburgo nel 1884, aprì un proprio negozietto e dopo pochi anni presentò al pubblico per la prima volta il Mozart-Bonbon, successivamente prodotto in grosse quantità e messo in commercio con il nome di palle di Mozart. 

 

In realtà il loro nome deriva da…..beh la vera storia è questa

 

Mozart palle6
 

Un pomeriggio piovoso dell’ottobre del 1780 il Mozart, povero in canna come al solito, riuscì ad avere un ingaggio per suonare nel palazzo del nobile Von Fischer (i cui discendenti avrebbero inventato i tasselli ad espansione da mettere nel muro) che dava una festa in onore dei 18 anni della sua primogenita.

 

Il buon Wolfgang con tutti i suoi spartiti, ed un abito tenuto su dalla buona sorte era seduto al clavicembalo che lo avrebbe visto protagonista della serata.

 

Tutte intorno a lui sedevano le figlie della migliori famiglie di Colonia, ben vestite e con l’immancabile ventaglio.

Mozart palle5
 

 

L’inizio dell’esibizione fu decisamente sottotono, ma nessuno poteva immaginare che di lì a poco sarebbero nate nuove sonorità ed un dolce noto ancora adesso.

 

I pantaloni del Mozart nel corso del terzo pezzo cedettero proprio in quel punto lì, lasciando pendere ben in vista le due…cioè i due…insomma il sacchetto con i due gioielli. Fortunatamente l’ospite più titolato rimase ben saldo all’interno del pantalone. Mozart capì che qualcosa era successo per una certa frescura che avvertiva. Ma “the show must go on” e non poteva interrompere.

 

L’inconveniente non passò inosservato alle giovani donzelle, che iniziarono a seguire la musica seguendo l’ondeggiare ritmico del sacchetto di Mozart.

 

Ahimè, il simpatico intrattenimento non sfuggì a due gattini che il nobile Von Fischer lasciava girare per casa. Lo puntarono da diversi metri e con tre saltelli furono sotto lo sgabello del celebre compositore. 

 

 

Iniziò la danza dei gattini che cercavano di appendersi al sacchetto, ed ogni volta che ci riuscivano Mozart entrava in trance musicale dando vita a nuove sequenze e nuove sonorità che fecero andare in estasi la meglio gioventù presente nella grande sala delle feste di Palazzo Von Fischer.

mozart palle3
 

 

Un tumulto di emozioni. Le ragazze inebriate dalle note che sgorgavano nuove dal Clavicembalo si muovevano come delle canne di bambù al vento e tenevano alti i ventagli come oggi gli smartphone ai concerti. Mozart saltava sullo sgabello per scrollarsi i gattini dai coglioni e riusciva a mettere insieme note che l’avrebbero reso immortale. Un’apoteosi unica e irripetibile

 

Mozart al pezzo finale andò in catalessi sussurrando “le palle, le palle, le palle”. Fu subito soccorso e portato nelle cucine. Lì un amorevole cuoca prese della cioccolata tiepida e gliela spalmò sulla zona interessata creandogli subito beneficio. 

 

Tutte le giovani donne, spiando dalla porta, videro il trattamento e il fatto iniziò a correre veloce di bocca in bocca fino a diventare quello che ancora oggi possiamo comprare nelle pasticcerie delle città mittle-europee: le palle di Mozart.

 

DeCandia sax
 

Mark Mc Candy - MarK Mc Candy e non Marco De Candia... perchè?

Non lo so. O meglio lo so. A quindici anni, quando ero molto più magro, giocavo a calcio come Nino con la scarpette di gomma dura. Facevo il terzino e fluidificavo sulla fascia. I compagni, forse facendo riferimento a qualche campione scozzese dell’epoca, mi diedero questo soprannome cambiando il mio nome e cognome nella versione “scottish”. Ho continuato a fluidificare per qualche anno ancora. Il peso degli anni e dei chili non mi consentiva più di ritornare. Partivo e non tornavo. E questo nel calcio non è buono. Oggi mi diverto a vedere mio figlio Giulio che gioca ma lui e i suoi compagni fanno le “ripartenze” e non fluidificano…altro gioco, altri schemi. Quindi stando fermo ho iniziato a scrivere. Ho provato a scrivere mentre fluidificavo ma non riuscivo a tenere la penna sul foglio e venivano delle schifezze. (www.mccandy.it)

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Pubblicato in precedenza: Le storie candies di Mc Candy 'Cara e amata, ti scrivo...'

                                       Le storie candies di Mc Candy "Lotte di classe nel salone"

                                       Le storie candies di Mc Candy 'Mai addormentarsi a cinema'

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