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“Scriverò immediatamente ai ministri dell’Interno, Alfano e della Giustizia Cancellieri per tornare a sensibilizzare il Governo – in cui nutriamo la fondata speranza che questa volta non si limiterà a semplici risposte di cortesia come quella ricevuta all’interrogazione già presentata nel settembre scorso, ma produrrà atti concreti  sulla situazione dell’ordine pubblico, dello stato di sicurezza e delle forze dell’ordine, in ordine a organico e risorse, qui a Bari". Lo dichiara in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri, coordinatore cittadino PdL Grande Città di Bari.
 
"Si tratta di dare una risposta forte che restituisca alla comunità la certezza che lo Stato c’è, le istituzioni si muovono e sono accanto agli uomini e alle donne che quotidianamente svolgono un lavoro difficile in situazioni critiche e che i principi della legalità possono essere sempre ripristinati".
 
"Quanto al sindaco Emiliano - aggiunge Lettieri - delle due l’una: o in questi anni dormiva, oppure è in malafede. In entrambi i casi, le sue responsabilità, per quanto cerchi di mistificare la realtà, sono schiaccianti. Per parafrasare una famosa canzone di De André, per quanto si creda assolto, sarà per sempre coinvolto, considerato che, non solo è rimasto indifferente ai reiterati appelli del sottoscritto che insieme ai parlamentari baresi del centrodestra lo chiamavano ad una attenzione maggiore su giustizia e criminalità, sottolineando la necessità di fare fronte comune per chiedere una convocazione urgente del Comitato nazionale per la sicurezza alla presenza dei ministri competenti, la realizzazione di misure adeguate per rispondere alle gravi criticità denunciate dagli operatori della giustizia, nonché una via seria, credibile e perseguibile per restituire serenità e dignità al lavoro di quanti operano negli uffici giudiziari di Bari".
 
"Ma ha anche colpevolmente lasciato letteralmente andare 40 milioni di euro, che erano l’ammontare delle risorse destinate alla costruzione di un nuovo penitenziario nel capoluogo, maglia nera in Italia per il livello di inadeguatezza delle proprie strutture carcerarie. Lo denunciavo pubblicamente in aula al Senato, nel gennaio del 2012, proponendo in maniera provocatoria addirittura la chiusura del carcere barese, una vergogna nazionale e stigmatizzando, nel contempo, lo sperpero di denaro pubblico con la mancata utilizzazione dei cosiddetti carceri fantasma, a cominciare da quello di Spinazzola, che invece avrebbero potuto contribuire ad alleggerire l’intollerabile situazione di sovraffollamento del carcere di Bari".
 
"A settembre dello scorso anno ho chiesto in una interrogazione urgente al Governo che fossero assegnate anche a Bari le risorse del FUG, oltre due miliardi di euro di cui non si era visto un euro. Ho anche chiesto che si indagasse e verificasse se chi è entrato in politica avesse già negoziato con la criminalità un patto scellerato per mettere sotto scacco una città sulla quale incombe pesantemente un'attività che meritava e merita di essere accertata anche con riferimento alle possibili infiltrazioni di organizzazioni criminali e di suoi rappresentanti nelle società controllate dal comune, municipalizzate ed altro".
 
"I parlamentari baresi del PdL hanno esercitato tutte le prerogative assegnate ad un parlamentare della Repubblica perché nell’interesse dei cittadini baresi fosse tutelato il diritto alla sicurezza. Può forse dire lo stesso il sindaco di Bari che oggi si lava le mani come Ponzio Pilato di fronte ad una città sempre più spaurita e sola? O pensa sempre il sindaco di Bari che basti lanciare qualche accusa nel mucchio per lavare via le proprie responsabilità? "
 
"Non è con la denigrazione altrui - conclude d'Ambrosio Lettieri - che riuscirà a ricostruirsi l’immagine del cavaliere senza macchia e senza paura o ad assicurarsi il passaporto per occupare altre poltrone, né farà dimenticare che è lui a governare Bari, male, malissimo, da nove anni. Il centrodestra continuerà a fare la sua parte. Perché Bari merita di uscire dall’incubo di una gestione affidata agli interessi di una piccolissima parte, nel nome di un professionista della mistificazione”.
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