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Magistro: "Berlusconi impone un suo candidato? Se lo votasse lui!"

“I socialdemocratici non voteranno né Schittulli né Giorgino alle prossime regionali. La decisione di Berlusconi di cancellare ogni forma di democrazia interna al proprio partito ed alla coalizione, senza il suggello delle primarie, non può trovare favorevoli i Socialdemocratici.

I Socialdemocratici, che avevano già fatto conoscere con lealtà il 28 agosto scorso al Presidente uscente della Provincia di Bari (alla cui vittoria contribuirono nel 2009 con la loro lista), i motivi politici per i quali non ritenevano la sua una candidatura in grado di entusiasmare gli elettori dell’iSD. A parere dei socialdemocratici, Schittulli, nel corso degli anni, anziché mantenere  la sua veste di amministratore prestato alla politica dalla società civile, al di sopra delle parti, ha creato un suo partito, entrato a gamba tesa ed in concorrenza con gli altri partiti della sua coalizione indebolendone i più piccoli.

Inoltre, in Puglia il centro-destra, assalito recentemente anche dai salviniani della Lega Nord che spingono verso una destra lontana dalla nostra storia riformista, continua a fare "harakiri" e si dedica da 6 mesi solo alla scelta di chi dovrà perdere contro Michele Emiliano, per diventare magari  il capogruppo di opposizione alla Regione Puglia e guadagnarsi uno scranno futuro a Palazzo Madama!

Abbiamo lasciato quel tavolo a luglio dopo una pomposa conferenza stampa nella quale si annunciava la decisione di celebrare a novembre le primarie, primarie su cui mette una pietra tombale l'ex cavaliere infischiandosene degli accordi e del pensiero dei partiti e movimenti.

Appare pertanto legittimo che qualunque sia la futura decisione di  Berlusconi, nel silenzio assordante di chi in Puglia sino a 24 ore fa teneva alta la bandiera delle primarie,  di certo non potranno farsene carico quanti si riconoscono nei valori del Socialismo Democratico.

Restiamo sempre convinti della necessità di una politica riformista e laica (prima presente anche in Forza Italia) ma ormai sepolta, anzi incenerita da scelte personalistiche  di chi non pensa a far vincere la coalizione ma a far prevalere, nella sconfitta, le proprie posizioni.

Esattamente quanto accaduto nelle ultime elezioni in cui l'ing. Mimmo Di Paola, è stato mandato al patibolo e con lui un elettorato forse ancora innamorato di "Oltre il Polo di Pinuccio Tatarella" in cui la differenza per battere la sinistra arrogante dell'epoca fu fatta proprio da socialisti, repubblicani, liberali, socialdemocratici e comunisti (Enrico Picone). 

Noi Socialdemocratici che abbiamo commesso errori negli ultimi anni vogliamo recuperare il rapporto con tutte le altre forze del socialismo riformista, libertario e laico, a Bari come in Italia.

Ed ecco perché, anche in Puglia, non potranno che essere uomini e programmi (più che partiti o, peggio, gruppi di potere o uomini solitari) a convincerci sulle scelte future da indicare ai tanti o pochi militanti socialdemocratici, vecchi e giovani, che credono che ci siano ancora le condizioni per guardare alla difesa degli interessi del nostro territorio".

Mimmo Magistro

Presidente Nazionale iSD (i SocialDemocratici)

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