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Manifesto per Bari si candida a governare programmaticamente la città con il Centrosinistra, per cui nessuna candidatura a Sindaco per il suo leader, Leo Palmisano, ma la partecipazione alle Primarie, se ci saranno, non come protagonista individuale bensì collettivo.

Il Movimento, che conta di trasformarsi quanto prima in Associazione, nasce per mettere insieme intelligenze cittadine e contribuire alla formazione e alla costruzione di idee, approfondimenti e progettualità per il governo della città di Bari.

“Troppi i nomi che circolano per il Palazzo di Città”, secondo Palmisano, “alcuni addirittura con percorsi controversi non ascrivibili ai canoni tradizionali dello stesso centrosinistra”.

Manifesto per Bari nasce nella libreria Zaum e incrocia percorsi avviati in un’altra libreria - la Laterza - e quelli provenienti dalla Cittadella della Cultura, a testimonianza della volontà di ricostruire la rinascita della città, attraverso elaborazioni che producano patrimoni culturali nuovi, alti, praticabili e riqualificati rispetto a quanto prodotto negli ultimi anni.

Tre gli assi fondamentali per supportare l’idea programmatica da presentare, in vista dell’appuntamento elettorale del 2014. Cultura e progetti culturali in senso lato, che comprendano i processi di ricostruzione di un tessuto sociale e comunitario smarrito. Che rispondano al lamento di una città vittima delle “frantumazioni” e dell’eccesso di aggressività: frutto di sedimentate egemonie sottoculturali.

Naturalmente lavoro: provando a favorire meccanismi virtuosi d’incrocio tra domanda e offerta di lavoro, puntando molto sul commercio, vocazione antica e principe della città.

E poi welfare, perché anch’esso può produrre lavoro, con l’innesco di dispositivi produttivi derivanti dal dialogo tra generazioni, per riconquistare quegli spazi finora occupati, invece, dal conflitto.

Un programma di “buone pratiche” elaborato da persone competenti, che abbraccia Welfare, Terzo settore, Volontariato, Lavoro ed anche Sicurezza. Affinché la parte sana della comunità possa svolgere l’azione terapeutica, con “effetto staminali”, nei confronti di un tessuto urbano e sociale deteriorato. Anche perché ampie sono le sacche di appetiti malavitosi e di pratiche criminali nell’area metropolitana in genere.

Per ottenere questo, c’è bisogno che la politica sia organizzata, “che i partiti tornino a fare politica”, aggiunge Leo Palmisano, “che prenda corpo una sorta di pedagogia dell’umanità”. Nell’attesa, la proposta di liste civiche assume i caratteri ambiziosi e catalizzatori della funzione di “cerniera” tra un Centrosinistra in cerca di rinnovata identità e la cittadinanza da risvegliare.

Quello presentato da Manifesto per Bari è un “robusto” programma di partenza, sul quale la città è chiamata a confrontarsi e a sforzarsi di apportare tutti i contributi possibili, per arricchirlo, plasmarlo e strutturarlo per farne elemento di identità amministrativa nella corsa al governo dei prossimi anni della città levantina. Ma anche a segnare un cammino dalla prospettiva lunga, perché MpB non morirà con le Amministrative del 2014.

(gelormini@affaritaliani.it)

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