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Inaugurata nelle storiche sale del Palazzo Ducale di Martina Franca, la mostra d’arte contemporanea “Perino & Vele. Secondoatto”, a cura di Marta Ragozzino, Soprintendente ad interim per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia (SPSAE). Alla presenza di Antonio Scialpi, assessore alla Cultura della città, Franco Punzi e Alberto Triola rispettivamente presidente e direttore artistico del Festival della Valle d’Itria e della curatrice Marta Ragozzino.

L’esposizione, realizzata dalla Soprintendenza SPSAE della Puglia, in collaborazione con il comune di Martina Franca (Ta) e la XXXIX edizione del Festival della Valle d’Itria e che aderisce anche al programma regionale Open Days, rimarrà aperta fino al 29 settembre (dal lunedì al venerdì ore 10-13 e 18-20; sabato e domenica 10-13 e 18-22.30; nei giorni 27, 28, 29, 31 luglio e 1 agosto ore 10-13 e 17-19) con ingresso gratuito.

Il duo di artisti campano Emiliano Perino e Luca Vele, una delle coppie artistiche più apprezzate d’Italia, insieme dal 1994, è stata la rivelazione della Biennale di Venezia del 1999 di Harald Szeemann e da allora espone nei luoghi di culto del contemporaneo.

Dall’immaginario dei due artisti vengono fuori oggetti ispirati al quotidiano, caricati di valenze simboliche e non privi di accenti ironici o di riferimenti socio-politici. Opere realizzate in cartapesta, prodotta artigianalmente attraverso la macerazione di quotidiani suddivisi in base alle loro caratteristiche cromatiche, per dare vita a forme singolari, morbide e sinuose, in un miscuglio di parole ed immagini: un impasto mediatico che, una volta plasmato, torna a comunicare.

Una coppia nata ai tempi del mitico liceo artistico di Benevento e che ora vive a Rotondi, fra Caserta, Benevento e Avellino, nel cuore dell’irpinia, dove - mi dice Emiliano Perino – “vivono o sono nati nei paraggi altri grandi artisti tra cui Mimmo Paladino, Nicola De Maria, Luigi Mainolfi, Enzo Esposito, Lucio e Peppe Perone”, per fare qualche nome.

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“Sarà l’aria” ironizza Emiliano o “forse si respira il senso nascosto delle cose”. In Puglia, a Martina Franca, è la loro prima personale, infatti sono già stati ospiti, per delle collettive, al Castello di Acaya di Lecce per Intromenia/Extra Art, a cura di Achille Bonito Oliva e Giusy Caroppo, e, a Bari, all’ex convento di Santa  Scolastica per la mostra, a cura di Lia De Venere , Il giardino segreto. Opere d'arte da collezioni private pugliesi. Nove le sculture in esposizione nel Palazzo Ducale, in una sorta di dialogo speciale tra l'antico e il contemporaneo, e che riescono a loro volta a dare nuova forza espressiva ed emozionale a questo luogo antico e agli affreschi realizzati da Domenico Carella, di cui ricorre il bicentenario.

Ad accogliere i visitatori, in Piazza Roma, la monumentale opera simbolo della mostra, “The end of second act”, opera site specific realizzata per il Teatro Niccolini di San Casciano Val di Pesa, una “seconda pelle” dalle sembianze animali. Una mostra che s’inquadra nella tradizionale proposta estiva della città di Martina Franca, di coniugare l’arte contemporanea alle note del Festival della Valle d’Itria – “una mostra che pervade la città dove il passato dialoga con il contemporaneo “, come sottolinea la Soprintendente Marta Ragozzino.

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