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Minervini - Azzollini Doppia morale in Senato

Il post è apparso sulla pagina facebook di Guglielmo Minervini, ex sindaco di Molfetta come il senatore Antonio Azzollini, e reduce dalle primarie del centrosinistra pugliese, per la scelta del candidato alla prossima presidenza della Regione Puglia.

Il parallelismo analizza quanto sta accadendo a Roma e come metri diversi di compartamento seguano a medesime considerazioni di trasparenza su una vicenda altrattanto inquietante maturata sulle coste pugliesi a Molfetta (Ba):

"Coincidenze.
Emblematiche.

Su "Mafia Capitale" tutti sconcertati. Indignati. Inorriditi.
Tutti a promettere rigore. Intransigenza. Linea dura. Durissima.

Verrebbe da concludere: beh finalmente, almeno questo.
Speriamo si volti pagina.

Poi accade nello stesso giorno.

Al Senato si vota su un altro caso di presunta frode ai danni dello Stato mica da poco, stiamo parlando di 150 di milioni di euro.
Riguarda il senatore Azzollini e l'affaire porto di Molfetta.
La Procura di Trani chiede semplicemente di potere utilizzare le intercettazioni, dalle quali emergerebbe chiaramente il ruolo di grande regista del presidente della commissione bilancio.
Il Senato dice che no, quelle intercettazioni non si devono usare.

Azzollini Senato
 



In altre parole, uno di noi non si tocca.

Eccola la doppia morale che lacera il rapporto di fiducia tra cittadini e politica, tra la società e il palazzo: declamare la fermezza e praticare l'omertà.

Hanno perso un'occasione irripetibile per testimoniare che dinanzi alle questioni di legalità, in un paese che sprofonda nella palude della corruzione, non c'è alleanza, non c'è consociazione, non c'è amicizia che tenga.
C'è solo il dovere di fare quello che è giusto.

post scriptum:
Il sen. Azzollini mi ha querelato per diffamazione per le cose che ho scritto su fb.
Singolare: lui che gode dell'immunità, cioè della libertà di dire (e di fare...) quello che vuole, chiede di perseguire l'opinione degli altri. Singolare gesto di tracotanza.
Fare agli altri quello che nessuno può fare a lui.
Però va a vuoto.
Incorrerò nella recidiva continuando a chiamare le cose col loro nome.
Se ne faccia una ragione: sono sedotto dal bisogno di autenticità come lui da quello del potere".

Tags:
minerviniazzolliniparlamentosenatomorale
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