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guglielmo minervini

Piacevolmente sorpreso è stato il commento a caldo di Guglielmo Minervini, Assessore regionale alle Politiche giovanili, Trasparenza e Legalità, dopo la sua relazione sulla vicenda TAP in Salento: "In Consiglio Regionale la mia lunga relazione per dire che non si possono fare più opere pubbliche di una certa rilevanza, passando sulla testa dei cittadini. Che nessuna infrastruttura è 'neutra', tutte hanno a che fare con i valori del territorio e col futuro della comunità. Che un coinvolgimento allargato dei cittadini non è perdita di tempo ma un guadagno di efficienza, trasparenza e costi. E che faremo così sulla questione del gasdotto Tap. Tutti d'accordo, hanno apprezzato la sperimentazione che stiamo facendo partire in questi giorni. Non me lo aspettavo. Sorpreso. Ho capito che anche loro sono arrivati alla conclusione che l'unico modo per restituire una funzione credibile alla politica e alle istituzioni è riconnetterla con le persone. Con la realtà".

Sono l’ascolto e quindi il confronto i temi fondamentali per immaginare un percorso corretto sulla questione del Trans Adriatic Pipeline (Tap), il gasdotto trans adriatico. Questo è l’argomento prioritario della relazione dell’assessore alle politiche giovanili alla trasparenza e alla legalità, Guglielmo Minervini, nel corso del dibattito in aula sul Tap.

“Se dal confronto vengono fuori dei buoni argomenti, delle buone proposte, delle buone idee - ha detto l’assessore -  alziamo la probabilità, che il dibattito  possa incidere positivamente sulla decisione finale".

TAP pipeline

"Chiedo a tutti di giocare in modo leale. Se non giochiamo in modo leale questa partita rischia di diventare un’occasione persa. Se procediamo partendo dai posizionamenti personali  quello che ne deriverà sarà la fotografia di una situazione di stallo”.

Il messaggio dell’assessore è chiaro, l’argomento è troppo importante perché possa diventare ostaggio di posizioni pregiudiziali rivenienti da rivendicazioni localistiche.  La questione del TAP non è difficile definirla una sorta di simbolo in un Paese come l’Italia, “dove esiste un gap spaventoso nella propria dotazione infrastrutturale”.

“Noi siamo stritolati in una sorta di tenaglia che oscilla tra la paralisi, la condizione di stallo, l’incapacità di procedere alla realizzazione di opere pubbliche e, dall’altra parte, dal timore che ogni opera in realtà imprima al territorio una ferita mortale, sia più un ecomostro – ha spiegato l’esponente del Governo".

Su questo - secondo Minervini - è fondamentale una riflessione, “abbiamo provato a capire che cosa si può fare anche in termini non solo di innovazione dei procedimenti, ma che in termini normativi – ha detto - in modo particolare stiamo lavorando ad un testo di legge che consenta di sviluppare a monte e non a valle il confronto con le comunità locali; a monte significa nella fase di elaborazione, di definizione del bisogno e di risposta progettuale, quando inizia il percorso in redazione di un progetto”.

melendugno

Il principio enunciato da Minervini è quello inequivocabile che “quando si fa un’opera, si cambia in qualche modo l’equilibrio complessivo su cui si regge una certa visione dello sviluppo del territorio”. In tal senso il processo partecipato serve a far emergere i valori della comunità e a introdurre nel processo, nell’elaborazione progettuale, elementi di conoscenza molto più ricchi e molto più pregiati. “E questo mi sembra di scorgerlo anche nel dibattito che si è innescato, prima ancora che noi partissimo con questa sperimentazione formale, nel territorio” – ha detto l’assessore.

“Alla luce di questa consapevolezza – ha continuato Minervini - abbiamo pensato che il TAP potesse costituire una specie di caso di studio-test, per sperimentare questa discussione anticipata a monte, il che significa che collochiamo tra questo e il mese di dicembre una discussione che ha come obiettivo la definizione e l’isolamento delle criticità, così come sono percepite dal territorio, sulla proposta progettuale presentata da parte dell’impresa, le isoliamo attraverso una loro sistematizzazione all’interno di una sorta di tabella per poter svolgere nel mese di dicembre una discussione con le parti, con i diversi saperi, con le diverse competenze al fine di esaminarle nel merito e verificarne la superabilità o con posizioni di convergenza, oppure ratificando le ragioni per cui su una certa criticità rimangono posizioni divergenti”.

In realtà per il Governo è questo un esperimento di democrazia diretta, ormai diffusa anche in diversi Paesi del mondo. In Francia per esempio  una legge nazionale regola e definisce tempi e passaggi per lo svolgimento del dibattito pubblico, anche negli Stati Uniti e in Danimarca vi sono procedure legiferate sul piano nazionale. “Penso – ha affermato Minervini - che stiamo calpestando un terreno che per il nostro Paese abbastanza innovativo, almeno per quanto riguarda il livello regionale, ma che ha una relativa consolidata esperienza sul piano internazionale”.

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Quali sono le regole?  Secondo l’assessore sono due. La prima è la consapevolezza che questa discussione si apra con il presupposto che si discute di tutto. Dove tutto significa “tutto”.  Una discussione senza tabù, quindi anche il tema della localizzazione non deve essere un problema.

La seconda regola è che per dare un carattere effettivo al tutto valgono le idee, non le posizioni. Si discute del merito e non del posizionamento reciproco, simbolico, che ciascuno ha sul tema. “Altrimenti – ha detto l’assessore il confronto diventa sterile, tradotto, facciamo finta di discutere, ma nessuno, in realtà, è intenzionato a capire le ragioni dell’atto. Se così dovesse accadere, sprecheremmo un’occasione. Sto chiedendo a tutti di giocare in modo leale”.

Poi l’assessore ha spiegato la tempistica: “il processo sarà strutturato in tre parti ha detto - la prima si sta chiudendo in queste ore e tra domani e dopodomani dovrebbe essere pronto il sito nel quale condensiamo tutta la documentazione, tutta la rassegna stampa, tutto il materiale che consente ai cittadini in modo trasparente di avere accesso ad un’informazione qualifica sul processo; entro la fine del mese si svolgerà l’attività di ascolto, una giornata e mezza di lavoro, attraverso metodologie di discussione innovative, sarà presumibilmente un open space technology o qualcosa del genere, perché si lavori nell’individuazione delle criticità, molte delle quali per la verità sono già emerse.

Si tratta di sistematizzarle, di aggregarle per cluster, per gruppi coerenti e di argomentare sul perché quelle criticità sono essenziali, sono fondamentali per la valutazione del progetto. Il mese di dicembre è dedicato ad una batteria di incontri nei quali mettiamo al fronte tutte le parti, impresa inclusa, Governo incluso, perché sulle singole criticità si svolga il confronto”.

“Alla fine di questa fase di confronto – ha concluso l’assessore -  si tira la sbarra, si mette tutto insieme, si fa un documento di sintesi e questo documento di sintesi passa agli organi regionali, all’organo del Comitato VIA nazionale e ovviamente al Governo, ai Ministeri competenti. Questo è il percorso”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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