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“Aprire presto un tavolo di confronto con il ministero dello Sviluppo economico per individuare, insieme con le forze sociali e gli stessi vertici della Bridgestone, le soluzioni idonee a impedire che 950 dipendenti dell’azienda perdano il posto di lavoro”. Il neodeputato e capogruppo del Pd pugliese, Antonio Decaro, fa proprio l’appello che in queste ore sta giungendo dagli operai, in seguito alla scioccante notizia della chiusura dello stabilimento barese della Bridgestone, nei primi mesi del 2014, come riportato da Affaritaliani.it. “Purtroppo – aggiunge Decaro – sono gli stabilimenti del Sud a dover pagare ancora una volta le conseguenze di una crisi che non risparmia neanche grandi aziende come la Bridgestone”.  Una richiesta sposata in pieno anche dal Pdl pugliese, come dimostrano le parole del vicecapogruppo PdL, Massimo Cassano: "La Puglia della politica, delle istituzioni, delle imprese, dei sindacati non lasci soli i circa 1000 lavoratori dello stabilimento Bridgestone di Bari. “Manifestare per lavorare”; lavorare per sopravvivere e per crescere. I dipendenti della Bridgestone hanno acquisito professionalità nei singoli settori, professionalità che non possono essere abbandonate”. Cassano loda, inoltre, l’unione delle forze e degli intenti  tra il presidente della Regione, Nichi Vendola, e l'onorevole Raffaele Fitto nel chiedere all'unisono l'intervento del governo: “Occorre una forte sinergia istituzionale per dare certezze ai lavoratori della Bridgestone di Bari”.

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Diverse, nel frattempo, le tensioni registrate davanti alla sede di Confindustria, a Bari. Oltre un centinaio di lavoratori dello stabilimento Bridgestone hanno deciso, infatti, di ritrovarsi per cercare di capire gli esiti dell’incontro tra i vertici di Confindustria, i sindacati, l'amministratore delegato Bridgestone Italia, Roberto Mauro, direttore del personale, Nicola Raspone, e Girolamo Porta, capo delle relazioni industriali. Rabbia e disperazione nella parole dei lavoratori, diversi gli striscioni (“Senza lavoro non c’è futuro”, “950 grazie”, “Pagliacci”). Ed un’incredulità che, almeno fino alla prossima settimana, non potrà trovare soluzione: solo nei prossimi giorni sarà convocato, infatti, un incontro con i rappresentanti di Bridgestone Europa per cercare di trovare delle soluzioni al dramma sociale. Il ministero dello Sviluppo economico fa sapere, inoltre, subito dopo l’incontro tenutosi a Roma, in presenza del viceministro al Lavoro, Michel Martone, del sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, del presidente Vendola e del sindaco di Bari, Emiliano“Sono già stati attivati i contatti tra governo italiano e la casa madre giapponese. Immediatamente dopo verrà convocato il tavolo Bridgestone presso il Ministero, alla presenza delle parti sociali e delle istituzioni”. Per ora, quel che è certo, è che le procedure di chiusura dello stabilimento saranno avviate e verranno concluse entro il primo semestre del 2014. Flebile lo spiraglio di luce lasciato dall’azienda: i vertici avrebbero deciso di prendere comunque parte ai tavoli di contrattazione.

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Il sindaco di Bari, Michele Emiliano, intanto rende noto che nel caso in cui "il sindacato dovesse decidere per forme di lotta più incisive, come l'occupazione dello stabilimento, la città ed il sindaco in persona saranno dalla parte degli operai e occuperanno la fabbrica". Ed aggiunge preoccupato: "La situazione della Bridgestone è catastrofica, perché ha un impatto sul tessuto industriale di Bari, già sotto stress". Gli operai stessi, infatti, non esitano a parlare di “clima da guerra civile” e mostrano non pochi dubbi sulla vicenda: secondo alcuni, infatti, i segnali erano da leggere nel mancato rinnovo di alcuni contratti a tempo determinato, mentre per altri – come confermato dallo stesso Emiliano – lo stabilimento si stava confrontando da tempo con la Regione Puglia sull’ipotesi altre assunzioni. Unite nel coro d’incredulità la Uiltec, l’Ugl e le segreterie nazionali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil; particolarmente duro il segretario generale della Cisl, Bonanni, infine: "Io spero che prevalga il senso di responsabilità per allestire al più presto un governo nazionale ma anche un'azione più puntuale dei governi locali. Comuni e regioni hanno molti poteri e vanno amministrati diversamente, con una gestione forte dei fattori d'industria”. E conclude: ”Io sono stupefatto dalle espressioni delle varie forze politiche che battibeccano: io non sto con lui, non sto con l'altro, non governo con questo non governo con quello, dopo una baraonda che dura da diverso tempo. Costoro sono chiamati ad amministrare il Paese e non certamente a fare una sorta di Palio di Siena, dove ogni contrada pensa di tagliare il traguardo da solo: è davvero sconcertante".

 

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