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PugliaItalia
OM Carrelli, Lettieri (FI) 'Porto questio in Senato'
“Sulla Om Carrelli vergognosa inconcludenza del Governo nazionale e regionale. Gli operai hanno bisogno di chiarezza e di attenzione concreta. Le parole e le conseguenti azioni della propaganda generano solo vuoto e disperazione, mentre questi lavoratori e le loro famiglie hanno diritto di conoscere la situazione, di sapere cosa ha impedito la chiusura degli accordi, quali sono le reali intenzioni del gruppo Kion, quali prospettive si aprono sul loro futuro. Gli operai della Om e le loro famiglie devono poter contare sull’autorevolezza di un governo che sappia far valere le ragioni che non sono solo degli operai, ma del territorio barese e pugliese", dichiara in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo FI-PdL 12^ Commissione Senato e coordinatore del partito a Bari.
 
"La vicenda, dolorosissima per gli operai e le loro famiglie, relativa alla vertenza con la Kion della OM Carrelli di Bari rappresenta, purtroppo, il paradigma dell’assoluta inconsistenza e inefficacia degli interventi messi in campo sia dal governo nazionale che da quello regionale".
 
"Non entro nel merito di quello che ha stabilito il Tribunale civile di Bari con l’ultima sentenza che ha respinto il ricorso contro l’azienda per attività antisindacale. Ma è evidente che il livello politico non può esimersi dall’essere chiamato alle proprie responsabilità se diventano carta straccia gli accordi firmati intorno al tavolo ministeriale cui era seduta anche la Regione Puglia".
D'Ambrosio Lettieri
 
 
"Per tre volte, Ministero dello Sviluppo Economico e Regione Puglia hanno presentato come praticamente già chiusi accordi con ipotetici acquirenti che poi o si sono ritirati in buon ordine, o addirittura hanno dichiarato fallimento, come la QBell del Friuli. Gli operai sono stati illusi con dichiarazioni vittoriose e proposte quantomeno discutibili, e ad oggi non hanno portato a casa per Natale che parole e amarezza".
 
"Non è possibile che il Governo non faccia sentire forte la propria voce e non esiga spiegazioni sia sul naufragio dell’accordo con la Frazer Nash che doveva investire la cifra considerevole di 60milioni di euro per costruire taxi ibridi, sia sul mancato rispetto dei patti siglati ad un tavolo evidentemente inutile quanto debole. Anche se nessuna legge italiana può costringere la Kion a fornirle, è alla capacità di incidere sulle decisioni da adottare da parte dei livelli di governo locale e nazionale che è affidata la partita".
 
"Cercherò di portare all’attenzione del Senato, nell’ambito delle prerogative che mi derivano dal ruolo di parlamentare della Repubblica, questa vicenda assurda che si trascina ormai dal 2011, quando fu annunciato in pompa magna l’accordo per i taxi ibridi. Eppure siamo di fronte ad un’azienda sana, fiore all’occhiello del settore, con lavoratori specializzati che hanno contribuito in maniera determinante negli anni agli introiti del gruppo. Non si può far finta che questi 222 lavoratori e le loro famiglie non esistano. Mi auguro che l’ennesimo incontro convocato il 17 dicembre prossimo dall’assessore regionale al Lavoro poggi su basi più solide di quanto non lo siano state sinora”.
 
(gelormini@affaritaliani.it)
Tags:
d'ambrosio lettieriom carrellisenato
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