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Introna

È un messaggio di apprezzamento e di riconoscenza quello che il presidente del Consiglio regionale della Puglia e grande elettore nelle Camere riunite, Onofrio Introna, vuole rivolgere al Presidente della Repubblica. “Un gesto importante quello di Napolitano – fa notare in una dichiarazione – il sacrificio di tornare sulla decisione di non rinnovare il settennato dimostra ancora di più la sua ferma convinzione nei principi della democrazia. Di fronte ad un Parlamento bloccato sui nomi, ha scelto di confermarsi garante e dare intanto un contributo decisivo alla politica per uscire da un momento difficile”.

Allo stesso tempo, un segno “di sincera stima va indirizzato a Stefano Rodotà, per la serenità d’animo con la quale ha accolto la scelta del Parlamento, dimostrando un alto senso delle Istituzioni nell’esaltare il ruolo stesso delle Camere, dopo aver accettato che sulla sua persona si potesse sviluppare un confronto che ha dato prestigio all’elezione del presidente Napolitano. Questo conferma chi come i grandi elettori di SeL avevano individuato in lui un candidato autorevole e la stima è accresciuta anche dalla trasparenza e limpidezza con le quali Rodotà ha preso le distanze da chi ha tentato di strumentalizzare nelle piazze un passaggio così importante per la nostra democrazia rappresentativa”.

L’auspicio di Introna è che “si possa dare vita in tempi brevi, col sostegno della saggia guida di Napolitano, a un governo capace di avviare le riforme che il Paese attende, partendo dal rilancio dell’economia, del lavoro e dell’imprenditoria e con attenzione particolare alle condizioni di milioni di lavoratori, di giovani e di donne. Non meno importante, la modifica prioritaria dell’attuale legge elettorale (il Porcellum), che si è dimostrata una volta di più inefficace e inceppata”.

“Quanto è accaduto in questi quattro giorni a Montecitorio – conclude il presidente dell’Assemblea pugliese - la stessa caduta di stile di una parte minoritaria dell’Aula, che non ha sentito il dovere di salutare la proclamazione del Capo dello Stato, è una bocciatura ulteriore delle modalità di selezione della classe parlamentare. I rappresentanti del Paese non possono essere indicati da primarie pasticciate o lasciati all’arbitrio dei capipartito. La loro scelta va riportata agli elettori, per restituire ai cittadini l’esercizio di un diritto che oggi gli viene negato”

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