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Pavaci Maazel

Come l’aquila imperiale del glorioso vessillo albanese, la testa di Paçalin Zef Pavaci – primo violino dell’Orchestra della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari – da un lato segue la vibrante e sicura direzione di Marco Angius, che nel quadro del programma sinfonico barese intreccia col cartellone di Suona Francese una serata all’insegna dei contemporanei: Ravel, Debussy, Saint Saens e Adams; dall’altra è già protesa verso gli Stati Uniti, dove in Virginia raggiungerà per il secondo anno consecutivo il maestro Lorin Maazel, per guidare l’orchestra di giovani talenti, che da tutto il mondo convergono per l’appuntamento estivo con il Festival di Castleton.

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Ultimate con successo le dieci repliche di Rigoletto, archiviato l’ultimo impegno sinfonico (prima della pausa estiva), sulle note sospese di due grandi pianisti come Emanuele Arciuli e Francesco Libetta, consegnando “l’estasi da Nuovo Mondo” agli applausi convinti di una platea vogliosa di familiarizzare meglio l’approccio sporadico con gli spartiti contemporanei del variegato patrimonio musicale e sinfonico, l’avventura oltreoceano di Paçalin Zef Pavaci mantiene una sua coerenza di fondo nella valenza duplice della sua essenza.

Raccogliere e trasmettere stima ed attenzione perduranti nei confronti di una realtà musicale ed orchestrale in crescita, come quella del golfo mistico del Teatro Petruzzelli e, nel contempo, mantenere saldo il sia pur esile filo di collegamento tra un gigante della direzione orchestrale, Lorin Maazel, e le aspirazioni di un tempio della musica e del balletto come il Petruzzelli, le cui ambizioni sono da sempre proiettate verso l’orizzonte largo e profondo di un’abituale e storica prospettiva internazionale.

Certamente la storia personale di Pavaci, la sua pervicace lotta per emergere, provenendo da un Paese che non offriva grandi prospettive, il suonare lo stesso strumento con cui Lorin Maazel avviò la sua prestigiosa carriera nel mondo della musica, e l’incontro nella magica atmosfera del Politeama barese, suggellato dalla performance che l’Orchestra del Petruzzelli realizzò a Washington DC., in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, hanno reso il sodalizio più avvincente e stimolante. La chiamata a Crest Hill, la fattoria in Virginia che a luglio diventa una piccola Spoleto-americana della musica classica, ne testimonia la solidità e rinnova la passione del grande maestro per il Vecchio Continente.

Al ritorno di Paçalin Zef Pavaci, finito l’intervallo estivo, la stagione del Teatro Petruzzelli riserva ancora due gradi appuntamenti con l’Opera: “La Sonnambula” di Vincenzo Bellini a settembre, e l’attesissimo omaggio a Giuseppe Verdi con “Falstaff”, regia di Luca Ronconi e direzione di Daniele Rustioni. Oltre alla “Messa da Requiem” di Mozart, a Natale, e agli altri concerti sinfonici in cartellone.

(gelormini@affaritaliani.it)

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