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PD occupy

La reazione non solo a Bari e in Puglia dei Circoli Democratici e dei Giovani PD, attraverso l'occupazione simbolica delle sedi del partito in "Assemblea Permanente", è cominciata già prima del passaggio repentino di una rielezione del Presidente Napolitano, secondo i commenti raccolti: salvifica per molti e "imbarazzante" per tanti altri.

Il documento politico prodotto risente dello stato d'animo diffuso nella base del partito, ed evidenzia - ancora una volta - lo scollamento con i tecnicismi e le alchimie organizzative di una classe dirigente fondamentalmente figlia di obsolete logiche di partito, alla luce dei fatti incapace di modernizarne il ruolo propulsivo che la stessa Costituzione sancisce nel processo di determinazione, con metodo democratico, della politica nazionale.

Si direbbe che la marcia verso l'ennesima ristrutturazione del Partito Democatico è ripartita.

 

DOCUMENTO POLITICO

    Gli iscritti del partito democratico, gli elettori, i simpatizzanti, i giovani democratici pugliesi sono l’espressione autentica del partito democratico.

Molti politologi e marxisti della cattedra si affannano nella ricerca di cosa sia il partito democratico, ma non lo capiranno mai perché non lo vivono.

    Il partito democratico è casa nostra, è la casa delle nostre passioni, dei nostri amori, è la nostra comunità, è la speranza di regalare a noi e ai nostri figli un futuro di pace e prosperità.

    Noi siamo nati politicamente con il partito democratico e combatteremo per non vederlo morire. Conosciamo e rispettiamo le storie politiche di cui il PD è in linea astratta prosecuzione, ma non ci appartengono.

Sì, non ci appartengono.

Non ci appartiene il PCI, né il PDS, né i DS.

Non ci appartiene la DC, tanto meno i Popolari.

E non ci appartengono perché sappiamo il motivo che ha portato al superamento di quei partiti: non rappresentavano più l’Italia, non conoscevano più gli italiani; il corollario politico era che elettoralmente perdevano drammaticamente, relegandoci al berlusconismo e al tracollo economico e finanziario.

Il PD è nato per rappresentare le nuove generazioni, per creare una forza politica di sinistra di respiro europeo, per vincere le elezioni e goveranare l’Italia, per influenzare un’Europa troppo sbilanciata verso il volere dei ricchi e poco attenta alla bellezza e al Mediterraneo.

Epperò, nel bel mezzo del cammino di questa giovane forza politica qualcosa è andato storto: le aspirazioni personali e le resistenze al cambiamento di una classe dirigente che non riesce a superare i propri partiti di provenienza sta distruggendo il nostro sogno.

Ne è riprova, da ultimo, quanto accaduto per l’elezione del Presidente della Repubblica.

Al netto del gossip di Palazzo e dell’ombra di D’Alema, Rodotà non è stato eletto perché era mal visto da chi ricordava la sua figura di intellettuale autonomo del PDS, nonché dai cattolici che temevano la forza delle posizioni di Rodotà sul fine vita e su molti temi cari all’opinione pubblica italiana, ma lontani dalle stanze del potere.

E’ stato un comportamento miope e folle.

Chi ha temuto l’autonomia intellettuale di Rodotà è solo chi tiene questo partito imbrigliato a mezzo di un apparato sempre più ignorante e autoreferenziale; chi ha voluto evitare un’emorragia dei voti cattolici, semplicemente non sa quello che pensa un cattolico oggi.

Un cattolico in politica oggi vuole un nuovo “francescanesimo”, umiltà, moralità, semplicità; come ha capito subito la Chiesa cattolica con l’elezione di un nuovo papa che incarna plasticamente questi valori.

Rodotà era tutto questo: era sinistra, diritti, semplicità e non avendo un ruolo politico, ma di garanzia, le sue posizioni politiche forti non erano di ostacolo alla sua elezione.

Il partito democratico ha imboccato la strada sbagliata, peraltro, umiliando due persone del valore di Franco Marini e del nobile fondatore del partito Romano Prodi.

Tutto questo non può rimane impunito.

Gli iscritti del partito democratico, gli elettori, i simpatizzanti, i giovani democratici pugliesi non ci stanno a morire di tattica; anche perché la tattica prevede ora nuova austerità, finti tecnici e ancora umiliazioni per la politica e per il popolo.

* * *

    Cosa fare.

    Gli iscritti del partito democratico, gli elettori, i simpatizzanti, i giovani democratici pugliesi non riconoscono più alcun organismo locale e nazionale del partito democratico, per mancanza di autorevolezza, per violazione di tutte le norme interne in cui sono stabilite le regole di formazione della linea politica.

    Gli iscritti del partito democratico, gli elettori, i simpatizzanti, i giovani democratici pugliesi si convocano a partire da oggi in ASSEMBLEA PERMANENTE presso la sede provinciale del partito in Via Re David n. 15, aperta a tutti gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori, i contestatori del partito democratico.

L’assemblea si terrà ogni giorno a partire dalle ore 19.00 e avrà ad oggetto la ricostruzione della forma partito, secondo nuovi schemi, senza guardare al passato, per venire incontro alle esigenze dei cittadini e degli iscritti del Partito democratico.

L’assemblea stabilirà le nuove regole per arrivare ai congressi locali: regionale, provinciale e cittadino e si pone l’obiettivo di diventare laboratorio nazionale, affinché le strutture nazionali del partito si adeguino a quanto stabilito dall’Assemblea.

Queste nuove regole sulla forma partito e sulla partecipazione serviranno a dare vita al primo congresso vero del partito democratico.

Solo così possiamo evitare che i dirigenti che hanno trascinato il partito in questo orrore democratico si riciclino, sfruttando regole costruite per mantenere l’apparato e le vecchie logiche di potere, vendendo loro stessi e le loro tessere al leader di turno, fosse anche Renzi/Vendola/Barca o chiunque altro.

L’assemblea si scioglierà solo quando avrà raggiunto gli obiettivi politici sin qui illustrati.

Bari, 21.4.2013

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