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PugliaItalia
179263 10150171027928084 2963576 nBari – “Renzi si candida alla segreteria del Partito Democratico ed è per cambiare l'Italia e per far cessare i patetici tentativi di smacchiare un giaguaro col quale, poi, si va a bere insieme al laghetto, come vecchi reduci”. A pochi minuti dall’annuncio a Genova con il quale Matteo Renzi scioglie le riserve e si dice disponibile a guidare i democratici e chiede data e regole del Congresso, Michele Emiliano rispolvera l’immagine che aveva utilizzato nell’arena di Michele Santoro per assicurare il proprio appoggio, e non solo il suo, al collega fiorentino.
 
 
Basta parlare del passato, rimettiamo in pista l'Italia che sa studiare, sa lavorare, sa creare, noi siamo qui pronti a cominciare la battaglia dentro il nostro Partito”, suona la carica il Gladiatore dalla festa dem di Cerignola, main sponsor dell’inquilino di Palazzo Vecchio nel Tacco e capofila di una pattuglia sempre più nutrita che, nelle ultime settimane, ha visto, accanto al tranese Fabrizio Ferrante, numero uno dei comitati, al leccese Paolo Foresio e alla parlamentare Giusy Servodio, anche big regionali del calibro di Filippo Caracciolo o Dino Marino, oltre a Giovanni Epifani, Franco Ognissanti, Gerardo Degennaro ed Antonio Maniglio, solo a citarne alcuni. Guai, però, a parlare di correnti: “Se ci fosse stata una corrente dei renziani avrebbe chiesto spazio dopo la sconfitta alle ultime primarie, al Congresso non voglio il voto dei renziani, che sembra una brutta parola, ma di tutti gli uomini e le donne che hanno a cuore il Pd”, dribbla il Sindaco di Firenze durante l’intervista con Enrico Mentana.
 
 
L’ultima apertura di lusso era stata quella di Nichi Vendola, le cui quotazioni di un tris sulla tolda di comando di Lungomare Nazario Sauro fanno da contraltare alla voglia di una nuova avventura nella Capitale, supportata dai recenti sondaggi di Swg che darebbero Sel in risalita di oltre tre punti rispetto alle Politiche. A frenare, in quel caso, era stato l’ex assessore Fabiano Amati: “Detta come fa lui sembra l'adesione a un concorso di bellezza o un soccorso al probabile vincitore”, commentava, “a meno che…”. A meno che l’interesse del Governatore non diventi una presa di posizione netta sulle questioni programmatiche e non preluda alla costruzione di una organica coalizione di Governo. E se tra i desiderata citati dal palco genovese c’è un partito in cui siano i territori a dare la linea a Roma e non viceversa, nell’agenda pugliese non è per nulla scontato che la partita per la successione alla segreteria di Sergio Blasi riproponga gli stessi schemi ed equilibri nazionali e non ne trovi di trasversali. Non a caso lo ha confermato anche Antonio Decaro, osservato speciale delle convention alla presenza del braccio destro renziano, Luca Lotti, e golden boy per le prossime comunali nel capoluogo. “Barca e Civati sono bravissimi, ma un leader é anche colui che sa vincere una vera battaglia politica globale e Renzi sembra l'unico”, serra le fila Michele Emiliano con più di un’incognita sugli scenari futuri. La sfida è ufficialmente lanciata.
 
(a.bucci1@libero.it)
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