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Pd, i pugliesi in direzione nazionale Emiliano dentro, D'Alema entra da ex premier

Bari – Cinque pugliesi nella nuova direzione democratica di Matteo Renzi. Se più di uno aveva storto il naso per la mancanza di una rappresentanza del Tacco nella squadra del neosegretario, la pattuglia composta dai parlamentari Decaro, Boccia e Scalfarotto, con l’assessore regionale Elena Gentile ed il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, riequilibra gli assetti. Della partita anche l'ex premier Massimo D'Alema, in quanto già inquilino di Palazzo Chigi ma Gianni Cuperlo non indica alcun nome. E il Governatore non rimane a guardare e rimarca: “Sel non confluirà nel Pd, resterà un soggetto autonomo”.

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“Sono molto onorato di rappresentare insieme ad altri miei colleghi pugliesi la nostra regione nella direzione nazionale del mio partito. Spero che il Pd torni ad essere il partito del lavoro e dei diritti e che parli del futuro senza più pensare al passato”, ha commentato a caldo Decaro, secondo alcuni rumours da lui smentiti, in lizza per un posto da sottosegretario nell’esecutivo. “Con piacere mi sento di condividere questo percorso con tanti amministratori, tanti validi parlamentari e tante ragazze e ragazzi che in questo nuovo corso del Pd devono avere e prendersi il loro posto”, manda a dire, alla vigilia dei tavoli di coalizione sulle Comunali baresi, aspettando che la sua situazione giuridica diventi più chiara.  Nella Bat, il posto nella stanza dei bottoni va ad un lettiano (Boccia), mentre dalla Capitanata arriva l’unica donna del gruppo: “Il mio impegno per un lavoro collegiale con i territori per rigenerare la politica sarà, come sempre, appassionato e coraggioso”, assicura la civatiana Gentile, titolare della Sanità regionale, “per la nostra terra e per la Puglia”. Stesso collegio del Lider Maximo, entrato con lo stesso titolo di Romano Prodi.

E poi c’è il Gladiatore, pompiere nel post primarie, senza esitare a parlare del nuovo corso del partito come di una “rivoluzione italiana, pacifica, razionale e fattiva”. Anche il primo cittadino del capoluogo, prossima città metropolitana, entra di diritto nell’organo operativo dei dem, dopo l’apertura ad Enrico Letta degli scorsi giorni. Tanto che nei corridoi si sussurra che, piuttosto che l'ingegnere barese ai Trasporti, uno dei nomi di peso spendibili per un ruolo di sottogoverno potrebbe essere proprio il suo. Solo una ipotesi, s’intende, ma nemmeno troppo repentina, se si conta che tra qualche mese perderà lo scranno più alto di Palazzo di Città e che, in alternativa, dovrebbe cimentarsi in una complessa sfida per le Europee. In attesa di poter competere per i galloni di candidato alla presidenza della Regione, sempre ammesso che non sia Nichi Vendola ad anticipare i tempi.

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Il Rivoluzionario Gentile, intanto, non dribbla le regole di buon vicinato e fa gli auguri al rottamatore: “La contraddizione più grande per Renzi è il Governo Letta, un governo che ha cestinato con sciatteria temi decisivi come il reddito, i diritti civili, la cura dell'ambiente. Su questi temi speriamo di poter intraprendere insieme una ricerca nuova”, stuzzica, “perché se la sinistra non occupa lo spazio della speranza, la destra occuperà lo spazio della paura”.

(a.bucci1@libero.it)

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