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MinerviniBari – A ventiquattro ore dall’ufficializzazione dei nomi per la segreteria provinciale, in casa dei democratici si riaprono gli accordi e si annuncia trattativa serrata su tutti i tavoli. Poche conferme e tanta strategia, in barba alla linea della ricerca di nomi il più possibile condivisi, scongiurando la conta delle tessere, ma con una new entry di peso dal cilindro dell’inedita coppia Minervini-Lavarra.
 
 
La partita più complessa si gioca nel capoluogo dove la spaccatura tra i renziani della prima ora di Giusy Servodio e quelli di nuova osservanza di Michele Emiliano si prospetta tutt’altro che secondaria nelle prossime ore. E se scendono le quotazioni dell’ex assessore comunale Floriana Gallucci ed il Sindaco di Mola, Nicola Berlèn, si sfila dalla contesa, gli ultimi rumours da Via Re David farebbero risalire le quote di un bis del primo cittadino di Adelfia, Vito Antonacci, vicino al consigliere regionale Mario Loizzo e sul quale potrebbero convergere verosimilmente anche i Giovani Democratici, il nome del cui segretario Pierpaolo Treglia era entrato inizialmente nel novero dei papabili, pur senza troppe chances. “Se i Gd ci avessero proposto un nome lo avremmo accolto”, manda a dire Enrico Fusco dalle fila della nuova formazione nata attorno all’inatteso asse tra il titolare delle politiche giovanili regionali e il responsabile nazionale agricoltura del partito, pronta già in serata a lanciare in extremis un proprio candidato: “La nostra non è una mozione congressuale né una corrente”, chiarisce il civilista barese ad Affari, “non siamo nati per esserlo né vogliamo capibastone”. Difficile capire se il riferimento alla parità di genere usato in assemblea da Lavarra possa costituire un valido indizio sulla scelta finale ma sul come si ottenga la sintesi tra dalemiani, ex Margherita, mariniani come Patrizia Calefato e i non pochi supporters di Pippo Civati, Fusco non ha dubbi: “Bisogna superare gli steccati di partenza come si disse anni fa nell’ultimo Congresso dei Ds, la questione è che il partito è assente sia sul territorio che come sostegno alle istituzioni. È inaccettabile, ad esempio, che i circoli non facciano rete sul web o che non ci siano modalità quasi referendarie per consultare gli iscritti sulle questioni politiche sulle quali poi dobbiamo avere una posizione unitaria”.
 
 
Non va meglio sugli altri fronti: a Taranto a tremare è la poltrona di Massimo Serio, eletto un anno fa al posto del dimissionario Francesco Parisi, dribblando l’ipotesi di commissariamento, ma frenato dai renziani di Michele Pelillo che gli preferirebbero Walter Musillo. Oppure a Brindisi, dove a fermare Mimmo Consales è stato, invece, il regolamento, netto sull’incompatibilità della carica per i Sindaci dei Comuni al di sopra dei 15mila abitanti. Candidato forte della vigilia sarebbe anche Maurizio Bruno, nella scuderia dell’inquilino fiorentino di Palazzo Vecchio, ma la annunciata corsa alla fascia tricolore di Francavilla Fontana rischia di creargli non pochi grattacapi, mentre nella Bat Andrea Patruno potrebbe ottenere la riconferma forte del disco verde delle aree Boccia e Caracciolo. In compenso, fino alle 21 può cambiare tutto e toccherebbe ricominciare da capo.
 
(a.bucci1@libero.it)
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