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Ignazio Zullo PdlBari – Il day after del Bilancio è quello del redde rationem, almeno tra i banchi dell’opposizione. “C’è un dato generale che serve a fare chiarezza e ce n'è uno eclatante che fa riferimento a Surico, ma anche a De Biasi ma lì è questione di dignità e di lealtà. Non di politica”, commenta amaro ad Affari il capogruppo regionale Pdl, Ignazio Zullo, dopo la durissima requisitoria con la quale in mattinata aveva sferzato i dissidenti del partito e della coalizione chiedendo di uscire allo scoperto “per rendere un contributo alla credibilità della politica”: “A loro saremo eternamente grati se vorranno toglierci da ogni imbarazzo”, stronca senza mezzi termini.
 
 
La sconfessione è netta ed arriva dopo il voto favorevole dei due accordato al documento finanziato varato dall’esecutivo, tanto più che Surico dal 2010 è passato, armi e bagagli, tra le fila dei finiani di Fli, pur senza lasciare formalmente il gruppo degli azzurri: “Se il Consigliere Surico ad oggi non ha inteso chiarire posizioni equivoche, nel raccogliere l’invito di tanti elettori e dei colleghi è giunta l’ora che sia il sottoscritto a farlo dichiarando che il Consigliere Surico non appartiene al Gruppo PdL nel Consiglio regionale”, attacca il successore di Rocco Palese, lasciandosi sfuggire in privato un velenoso: “Abbiamo mostrato con lui grande signorilità, in altri partiti sarebbe stato cacciato a pedate”. Diverso il caso di De Biasi, già ex assessore provinciale nel brindisino e a capo della pattuglia de “La Puglia prima di tutto” in Via Capruzzi dopo le dimissioni di Cecchino Damone lo scorso marzo. A costringere il consigliere di San Severo a lasciare il Movimento di Raffaele Fitto era stato, non a caso, il fuoco di fila sollevatosi dopo il suo incontro con il Rivoluzionario Gentile durante le consultazioni per il rimpasto di Giunta: “Damone ha scelto apertamente un’altra strada, diverso è il comportamento di chi fa il gioco delle tre carte”, manda a dire Zullo, riferendo di numerose assenze di entrambi i colleghi sotto accusa dai tavoli di coalizione, compreso l’ultimo nel quale si sarebbe definita la linea da adottare sulla manovra economica, tanto che i beninformati parlano di un solo sms di De Biasi per annunciare la mancata partecipazione alla riunione. Senza fare alcun cenno alle proprie intenzioni in sede di voto: “A noi non è stato riservato un po’ del loro prezioso tempo per un confronto mentre a rappresentanti della coalizione Vendola si dedicava ogni attenzione”.
 
 
Due voti non determinanti, dato il risultato di 41 a 21 con il quale si è concluso il muro contro muro in Aula, ma fondamentali per aprire una fase profonda di verifica dalla quale non è esente nemmeno il titolare del Bilancio, Di Gioia, anche lui ex azzurro poi traghettatosi sulla sponda montiana prima di approdare al dicastero di Michele Pelillo: “Resta un uccello migratore, insieme a noi aveva condotto una linea antitasse e lontana dalla filosofia del tassa e spendi, ma d’altro canto è risaputo che si stia più al freddo all’opposizione invece che ristorandosi tra gli scranni del Governo ”, non gli risparmia il consigliere cassanese. In compenso Di Gioia non dovrà rispondere alla coalizione, a differenza di Surico e De Biasi, e a poco varrà la chiosa del vendoliano Losappio sull’autonomia degli eletti blindata dalla Costituzione.
 
 
L'ex finiano, ora vicino a "Puglia protagonista" replica parlando di “senso di responsabilità” che lo avrebbe convinto a concedere il disco verde e rilancia contro Zullo: “Mi deve spiegare come ha potuto votare contro un bilancio che ha previsto una boccata di ossigeno per gli Enti ecclesiastici, un bilancio che ha puntato essenzialmente sulla sanità, sui trasporti, quindi su porzioni importanti per il benessere dei cittadini? Come si può non votare in favore di un bilancio che ha previsto rimborsi alle famiglie dei trapiantati e investimenti per le università? Ancora, come si può votare contro un rendiconto che ha ottenuto la certificazione della Corte dei Conti?”. Ma il capogruppo Pdl resta lapidario: “Ora mi aspetto un atto di dignità”.
 
(a.bucci1@libero.it)
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