A- A+
PugliaItalia
Palmisano Leo

L’impoverimento di pezzi interi della città, di pezzi un tempo produttori di ricchezza con il lavoro – i commercianti, gli operai, le maestre, i liberi professionisti onesti, per esempio – sta pian piano avvicinando in una convivenza forzata mondi non soltanto diversi, ma avversi per destino, sentimenti ed educazione.

Ce ne accorgiamo, per esempio, quando varchiamo la spiaggia di Pane e Pomodoro, dove il civile barese medio – medio nel ceto, ma spesso di cultura medio alta – è fatto oggetto di attenzioni di rapina da parte del barese basso – nel ceto e nella cultura – in una coesistenza spossante e logorante nello spazio angusto e un po’ trasandato di quella spiaggia.

Tutto questo mentre l’attuale amministrazione comunale ha tentato per anni di far credere al primo pezzo di società – quella impoverita, ma onesta e meglio attrezzata culturalmente – che esiste un tratto identitario comune a tutti che si chiama baresità.

Ebbene, io non sono un cultore dei fasti folcloristici del sottoproletariato urbano barese, perché subordinano il senso civico al senso parziale dell’appropriazione dello spazio, del silenzio e della libertà altrui con abitudini i cui disgustosi tratti sottoculturali hanno letteralmente devastato una città. Colpe sottoproletarie? Solo in parte.

Le responsabilità sono tutte dei veri ceti parassitari della città: quella casta di pescecani della finanza, della politica, dell’edilizia, del non lavoro, insomma, che si è lungamente arricchita in questi anni sottraendo risorse pubbliche e private, invadendo con il proprio inutile cemento spazi pubblici destinati a verde, costruendo retoriche securitarie dopo aver giocato a carte con gli aguzzini mafiosi della città.

Peccato che a furia di far diventare tutti pesci piccoli, i tratti elementari della convivenza siano spariti, aumentata la rissosità, l’aggressività, lo spontaneismo della reazione dei civili pesci rossi di cui è popolata Bari. Il passaggio successivo sarà prevedibilmente il disincanto ed il distacco con il quale i pesci rossi tratteranno gli emissari di pace dei pescecani – i candidati sindaci – durante le prossime elezioni amministrative. Inutile prendersi in giro: la città per bene non ha voglia di andare a votare perché ha già trovato le sue forme alternative di autogoverno in assenza di un governo vero e proprio, o in presenza di un governo assente.

Ecco perché sentire nomi e cognomi spuntare come funghi nella distanza siderale che corre tra i pesci rossi e i pescicani, suona come un motivetto comico prima dell’avverarsi di una tragedia politica senza eguali. Non v’è dubbio, infatti, che il dibattito giornalistico e partitico sui candidati sindaci usciti di recente non appassioni per nulla le decine di migliaia di baresi sotto i cinquant’anni, già belli che lontani dalla politica di partito e adesso impegnati non soltanto nella ricerca di un lavoro continuo, ma anche di un po’ di tranquillità nella burrasca rumorosa e puzzolente dei quartieri della città.

La risposte non potrà che essere un robusto e legittimo snobismo elettorale, se nessuno saprà costruire con queste generazioni un discorso onesto e puntuale: basta con la finzione del siamo tutti uguali perché baresi, perché non è così.

A Bari la ricchezza monetaria ed immobiliare è nelle mani di malpagatori, evasori, arroganti non lavoratori il cui hobby è garantirsi attraverso la politica, la mafia, l’usura, il meretricio, la connivenza di alcune banche. Bene, solo un ribaltamento pattuito per iscritto di questa mortale abitudine può riportare fiducia nei pesci rossi.

In sostanza serve la scrittura collettiva di un programma aggressivo, avverso ai pescecani… Servono abitudini alte contro la bassa ebetudine che contraddistingue in natura animali violenti e poco furbi come i pescecani, i quali, una volta portati a combattere in acque dolci, soccombono soffocando.

Tags:
barielezionirinnovamentoamministrazione
i blog di affari
Sistemi di raccomandazione in retail ed education con aKite e SocialThingum
di Francesco Epifania
Cav in campo per le Comunali: "Con Salvini intesa su tutto"
"Ecco il nostro compito: un partito repubblicano"
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.