A- A+
PugliaItalia
Porto di Taranto, Vendola a Renzi 'Urge tavolo di mediazione'

Sul futuro del porto e della città di Taranto, alla luce dei ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche e delle criticità relative alla situazione occupazionale dei lavoratori, il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha scritto al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, e per conoscenza ai ministri delle Infrastrutture e Trasporti, del Lavoro e dello Sviluppo economico, affinchè possa valutare “l’opportunità di una urgente convocazione a Roma di tutte  le  parti coinvolte per esercitare una quanto mai incisiva azione di mediazione a recupero della normalità in un quadro di rispetto dei reciproci obblighi assunti dagli attori della vicenda”.

“Le agitazioni dei lavoratori ormai in Cassa Integrazione da più di due anni – si legge nella lettera di Vendola - la decisione del terminalista di spostare anche l’ultima rotta transoceanica dal Porto di Taranto al Porto del Pireo, interrompendo di fatto qualsiasi attività operativa sul Terminal, le “comprensibili” istanze dell’Autorità Portuale di porre al Terminalista “condizioni” e “garanzie” di operatività, stanno determinando delle frizioni che potrebbero facilmente degenerare in una irreversibile rottura. Sul punto, la scelta di TCT di dirottare ieri, verso il Porto di Trieste, l’ultima nave transoceanica attesa a Taranto, ha contribuito ad esasperare ancora di più i rapporti già compromessi”.

Per Vendola “obiettivo inderogabile dell’incontro sarà quello di confermare la volontà comune a proseguire nel percorso intrapreso, attraverso la rassicurazione che le legittime aspettative di tutti verranno soddisfatte attraverso l’impiego delle ingenti risorse disponibili, fondamentali per il rilancio della crescita e dello sviluppo di una realtà già pesantemente colpita”.

"Suona strano sentire il sindaco di Taranto preoccuparsi per le sorti economiche del territorio, dopo tutte le dichiarazioni degli ultimi tempi che hanno messo in allarme le compagnie internazionali", dichiarava solo qualche giorno prima il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso.

"Oggi si preoccupa per l'abbandono di Tct - aggiungeva - ma non si è preoccupato di dire di voler fare la variante al piano portuale. Lo sostengo da tempo: perseverando su questa linea e in un contesto di lavori infrastrutturali in ritardo, era ovvio che le grosse aziende organizzassero il ritiro da Taranto. Sembrava fosse questo l'obiettivo del sindaco e per questo resto sorpreso oggi. Chissà, di questo passo - concludeva - anche su Tempa Rossa o su altri investimenti fino ad ora osteggiati, potremmo vederlo cambiare idea, per la prima volta nel reale interesse della comunita' tarantina".

Di altro tenore la nota diffusa dal senatore Dario Stefàno, che riporta l'interpellanza al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai ministri dei Trasporti e del Lavoro.  "Il governo prenda a cuore le sorti del porto di Taranto e dei 570 lavoratori di Taranto Container Terminal. Si renda effettivo l’accordo del 2012 perchè ci sono in gioco l’ammodernamento dello scalo, il mantenimento del porto jonico nelle rotte e il futuro lavorativo dei dipendenti”.

L’accordo, come si legge nell’interpellanza, è quello per lo Sviluppo dei Traffici Containerizzati nel Porto di Taranto e il superamento dello stato d'emergenza socio economico ambientale siglato il 26 aprile 2012, che individuava gli interventi, le azioni necessarie ed i tempi per il rilancio dello scalo jonico. Purtroppo una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa ha portato ad un ritardo nella messa in opera dei lavori di adeguamento della banchina del terminal container di Taranto.

“Gli ultimi avvenimenti – sottolinea Stefàno - con la Taranto Container Terminal che ha annunciato uno stop operativo della movimentazione dei container per via dei lavori, l’eliminazione dello scalo jonico dalle  rotte oceaniche della compagnia Evergreen, e contestualmente lo sciopero dei lavoratori in cassa integrazione preoccupati per il loro futuro, impongono un’accelerazione. 

La Presidenza del Consiglio convochi tempestivamente un tavolo con tutte le parti al fine dare seguito ad un progetto di fondamentale importanza per la continuità dell'operatività dello scalo jonico, mentre al Ministro dei Trasporti chiedo di  agire per non vanificare l'individuazione del porto di Taranto quale Zona Franca”. 

“Senza dimenticare – conclude Stefàno – i  570 addetti di TCT : si consideri la opportunità di prorogare la cassa integrazione, la cui scadenza è prevista per maggio 2015, mese in cui i lavori al terminal non saranno completati”. 

---------------------------------------

Il testo integrale della lettera di Vendola a Renzi

 

Egr.  Presidente del Consiglio dei Ministri

 

                                               e, p.c     Egr. Ministro alle Infrastrutture Trasporti

                                                                  Egr. Ministro al Lavoro

                                                                  Egr. Ministro allo Sviluppo economico

                                                                  Taranto Container Terminal s.p.a.

                                                                  Segreteria territoriale CGIL  Taranto

                                                                  Segreteria territoriale CISL  Taranto

                                                                  Segreteria territoriale UIL  Taranto                                               

 

                   Caro Presidente,

 

come Le è noto, le vicende legate al rilancio dell’attività del porto di Taranto, per le quali nel febbraio del 2012 è stato nominato un Commissario straordinario per l’attuazione di opere infrastrutturali di importanza strategica, hanno maturato nel tempo un preoccupante ritardo.

Non è questa la sede in cui ripercorrere i motivi e le ragioni per le quali le iniziali previsioni di esecuzione delle opere hanno subito una dilatazione dei tempi che nella migliore delle ipotesi verrà consuntivata in almeno 24 mesi, quanto evidenziare come le ultime interlocuzioni tra l’Autorità Portuale di Taranto, le Organizzazioni Sindacali ed il Concessionario terminalista TCT, stiano assumendo toni preoccupanti per il  futuro del porto e della città di Taranto.

Le agitazioni dei lavoratori ormai in Cassa Integrazione da più di due anni, la decisione del terminalista di spostare anche l’ultima rotta transoceanica dal Porto di Taranto al Porto del Pireo, interrompendo di fatto qualsiasi attività operativa sul Terminal, le “comprensibili” istanze dell’Autorità Portuale di porre al Terminalista “condizioni” e “garanzie” di operatività, stanno determinando delle frizioni che potrebbero facilmente degenerare in una irreversibile rottura.

Sul punto, la scelta di TCT di dirottare ieri, verso il Porto di Trieste, l’ultima nave transoceanica attesa a Taranto, ha contribuito ad esasperare ancora di più i rapporti già compromessi.

Per questa ragione pur a conoscenza dell’iniziativa che il Presidente dell’Autorità Portuale di Taranto Prof. Avv. Sergio Prete ha intrapreso per convocare in Prefettura a Taranto, la Presidenza del Consiglio, le OO.SS e la TCT SpA, per un incontro finalizzato alla sottoscrizione di un ulteriore accordo tra le parti, Le chiedo di valutare l’opportunità di una urgente convocazione a Roma,  delle  parti coinvolte (ApTA, TCT SpA, le OO.SS e la Regione Puglia) ed esercitare una quanto mai incisiva azione di mediazione a recupero della normalità in un quadro di rispetto dei reciproci obblighi assunti dagli attori della vicenda.

Obiettivo inderogabile sarà quello di confermare la volontà comune a proseguire nel percorso intrapreso, attraverso la rassicurazione che le legittime aspettative di tutti verranno soddisfatte attraverso l’impiego delle ingenti risorse disponibili, fondamentali per il rilancio della crescita e dello sviluppo di una realtà già pesantemente colpita.

 

                   Cordialmente,

                                                                           Nichi Vendola

 

 (gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
tarantoportotctromatavolomediazionevendolarenzi
Loading...
i blog di affari
Lotta contro il razzismo, l'ennesimo strumento di controllo del tecnocapitale
L'OPINIONE di Diego Fusaro
Riminaldi incontra il Guercino e i giganti del Barocco
Gian Maria Mairo
PROGETTI PER CARCERI, GIUSTIZIA, VOLONTARIATO, CINEMA, DONATORI SANGUE
Boschiero Cinzia
i più visti


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.