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Bari – Matteo Renzi travolge anche la Puglia. Il dato che arriva dal Tacco conferma il trend dello Stivale e gli assegna il 58,3% dei consensi, doppiando il competitor Gianni Cuperlo, al 25,9% e lasciando a Pippo Civati il restante 13,7%: per il candidato dalemiano è la quarta miglior prestazione su scala nazionale, la piazza più difficile per il neo segretario. Un risultato “squassante” e “inatteso in questi termini”, lo definisce, non a caso, il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, main sponsor dell’inquilino di Palazzo Vecchio. “Ora serve un grande sforzo per tenere unito il partito”, scongiura eventuali strappi, all’orizzonte di snodi elettorali fondamentali.

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A tributare la vittoria al rottamatore fiorentino sono gli oltre 100mila votanti andati alle urne, realizzando i migliori pronostici della vigilia. A Bari città, roccaforte del Gladiatore dirottato in Provincia, Renzi incassa il 62,87%, tenendo entrambi gli avversari sotto il 20%: le punte migliori a Carbonara, con il 69%, che sale al 70% a Iapigia e San Paolo e scende al 61% a Poggiofranco, mentre la lista di Enrico Fusco fa il pieno a Madonnella, toccando il 29,7% e Massimo Maiorano garantisce ai dalemiani un buon 26,44% a Santo Spirito. “Matteo avrà, forte di un grande consenso, la forza di cambiare davvero il nostro partito e di dare al Paese una chance per essere governato in modo diverso”, chiosa Antonio Decaro, osservato speciale per la nomination democratica a Palazzo di Città: “Sono contento anche per il risultato che Pippo ha conseguito nella mia città che lo ha premiato, come merita, per la forza mite delle sue idee”. 

Nell’hinterland, feudo dell’ex deputato di Gallipoli, come testimoniano il 58,42% nell’Adelfia di Vito Antonacci e il 57% di Gravina, l’effetto Emiliano porta Castellana Grotte, Conversano, Monopoli e Noci oltre i settanta punti percentuali, mantenendo l’asticella alta anche ad Acquaviva, Altamura e Bitetto. E non che manchino i veleni: “Al voto anche i riciclati e gli iscritti ad altri partiti, un problema molto grave e segno di mala politica. Inquinano la domanda reale di partecipazione”, segnala amara ad Affari Adalisa Campanelli, in lista per i cuperliani, a Polignano a quota 65% con il traino di Domenico Vitto, citando sui social M5S e An. E se buoni piazzamenti dei civatiani sono Locorotondo, Rutigliano e Valenzano, a Molfetta è Guglielmo Minervini a portare in dote ben 68 punti.

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Il lider Maximo strappa due delegati nella Bat, il capolista Ruggiero Mennea ed Angela Tempesta, e regge a Foggia, portando al triestino il 32%, contro il 45% dei renziani e il 24% del gruppo guidato da Elena Gentile. Nel brindisino è il trentottenne di Rignano sull’Arno a vincere a mani basse (1087 voti, contro i 288 di Cuperlo e i 247 di Civati nella città di Consales) ma anche nel capoluogo salentino, la cui provincia si conferma area dalla affluenza maggiore. E se l’esito delle urne fa di Emiliano ufficialmente una testa d’ariete della mozione vincitrice del Congresso, e gli sarà ora assai più difficile provare a smarcarsi dalle posizioni del partito, interessante diventa anche la dinamica tutta interna, generata dall’approdo nella pattuglia dell’ assessore regionale alle Politiche giovanili, il cui allineamento con gli equilibri nazionali è stato non poco complesso. Oltre che fino all’ultimo dato per certo in favore del consigliere monzese. “È solo l'inizio di un cammino che in pochi abbiamo intrapreso dall'inizio e che in tanti stiamo portando avanti”, riferisce soddisfatto Fabrizio Ferrante, renziano della prima ora ma qualcuno giuarda già oltre. Nuovamente tutti compatti e correnti azzerate? “Se così non sarà, presto verranno fuori le incongruenze”, punge il civilista barese, Fusco. Il day after del partito, è appena iniziato.

(a.bucci1@libero.it)

 
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