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Primarie saltate, Schittulli: “Venduta la Puglia”. FI: “Farsa strumentale”

Bari –  I gazebo del centrodestra non vedranno mai la luce e a Giorgia Meloni non resta che prenderne atto: “Se non si faranno è il segno che, probabilmente, si sono venduti la Puglia" e che "hanno già deciso per altri accordi che esulano dai veri interessi della regione, mettendo il centrodestra in condizioni tali da non poter vincere", aveva attaccato a testa bassa Francesco Schittulli in conferenza stampa, all’indirizzo degli azzurri di Luigi Vitali e di Adriana Poli Bortone. L’obiettivo è mettere all’angolo l’altro troncone di coalizione, guidato dall’ex Sindaco di Lecce, rispedendo al mittente la responsabilità contestata di aver spaccato inesorabilmente il fronte dei moderati: “Una farsa strumentale alla quale non credono loro per primi e alla quale non intendo prestarmi”, chiude la porta a doppia mandata il segretario dei berlusconiani.

La sedia del commissario azzurro resta vuota ma al tavolo convocato in mattinata – formalmente per scrivere le regole della competizione - siedono Nicola Ciracì ed Ignazio Zullo, Massimo Ferrarese – fresco di accordo sul listone bifronte tra gli alfaniani e gli uomini di Schittulli – e lo stesso ex Presidente della Provincia, oltre ai fratelli d’Italia. Proprio FdI, peraltro, deciderà la prossima settimana le sorti della pasionaria salentina, in direzione nazionale: "La Poli Bortone è un'esponente del nostro partito che in questo momento è dall'altra parte. Il partito, all'unanimità, si è espresso per primo al fianco del professore Schittulli”, si limita a constatare Marcello Gemmato, prima che lo stesso Ferrarese getti benzina sul fuoco, ricordando il copione già visto cinque anni fa. Con Rocco Palese aspirante Governatore e la stessa Donna Adriana nei panni del candidato di rottura, all’epoca sostenuta dai centristi dell’Udc: “È stata regalata una vittoria. Se dovesse accadere, ma io mi auguro di no, lo stesso candidato che ha fatto vincere il centrosinistra cinque anni fa, lo farebbe rivincere. Sta nei fatti", chiosa il coordinatore Ncd.

Vitali tiene la barra dritta, supportato dalla Lega di Matteo Salvini, dalle cui sponde confermano la preclusione ad alleanze con gli alfaniani: “Il centrodestra un suo candidato unitario lo aveva già scelto ed era sostenuto da tutti i partiti. Poi questo candidato unitario ha deciso di spaccare in due la coalizione, schierandosi da una parte e cacciando l'altra”, ribadisce come un mantra l’avvocato francavillese. Poi incalza: “Se Schittulli vincesse queste ipotetiche primarie ci troveremmo punto e a capo. Con lui che torna a imporre a Forza Italia i candidati dettatigli da Fitto, io che mi rifiuto e lui che ci caccia. Vogliamo continuare così all'infinito? Non scherziamo”. Anche l’ultimo atto del gioco delle parti si è consumato e manca ormai una settimana alla presentazione delle liste: è il tempo delle limature, degli intarsi e delle migrazioni dell’ultimo minuto per far quadrare i conti ed equilibrare pesi e contrappesi. “Le abbiamo provate tutte, compresa la richiesta di celebrare le primarie per far scegliere agli elettori il candidato presidente più competitivo e rappresentativo. Purtroppo dobbiamo prendere atto che qualcuno ha deciso di spaccare tutto", commenta amara la leader degli ex aenne.  Fuoco alle polveri.

(a.bucci1@libero.it)

 

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