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300x01358974439642Combissimo a 5 Elezioni 2013Bari – Giucas Casella tifa Berlusconi, Alba Parietti sostiene Bersani, Celentano stravede per Beppe Grillo, Buffon per Monti: per sapere chi di loro potrà pronunciare il fatidico: “Io lo avevo detto”, basterà attendere qualche ora. Intanto, urne aperte per circa 50 milioni di italiani, senza citare gli agli altri tre che votano dall’estero, e non è un caso se la Rai ha smentito solo in serata di aver rinunciato agli instant poll che abitualmente precedono le proiezioni. Per conoscere la prima proiezione attendibile per Montecitorio bisognerà aspettare le 19, mentre per i primi dati sul Senato, il cui premio di maggioranza si calcola su scala regionale, addirittura il pomeriggio di martedì. Almeno per la Camera, in compenso, basta una vittoria secca della coalizione per far scattare, anche con un solo voto di vantaggio, 340 seggi, lasciandone 278 all’opposizione. Riuscirà il leader democratico, favorito per i bookmakers a garantirsi una maggioranza stabile in entrambi i rami del Parlamento o si avvereranno i pronostici circa il sorpasso imminente a Palazzo Madama teorizzato da Raffaele Fitto? A quel punto quale sarebbe il gioco di pesi e contrappesi nell’alleanza con il centro di Mario Monti e, perché no, anche con Beppe Grillo?
 
L'AFFLUENZA - Nuova flessione per il dato pugliese, alle 22 stabile al 47,66%, rispetto al 56,11% delle ultime Politiche. Le Province: Bari al 49,70%, Brindisi al 47,09%, Foggia al 45,28%, Lecce al 48,99%, Taranto al 44, 65%, Bat al 47,22%
 
Secondo il dato delle 19,00 della Prefettura l'affluenza pugliese è del 36,63%, in calo rispetto al 38,98% dell'ultima tornata. Le Province: Bari al 37,63%, (punta del 44,26% a Putignano), Brindisi al 37,02%, Lecce al 39,76%, Taranto al 34,84%, Foggia al 33,67%, Bat al 33,74.
 
Il primo dato, delle 12.00, che arriva dalla Prefettura registra un'affluenza del 13,10% nella provincia di Bari per Montecitorio; quello relativo all'ultima tornata segnava il 15,7%. Bari città segna sullo stesso dato una flessione di due punti. Le altre Province: Brindisi al 10,80%, Foggia 11,34%, Lecce 11,12%, Taranto 10,81%, Bat 10,40%.
 
LA PUGLIA AL VOTO - Per il Tacco dello Stivale, in base all’ultimo censimento, i seggi a disposizione sarebbero 62, rispettivamente 42 alla Camera (due in meno rispetto alle Politiche del 2008) e 20 al Senato (l’ultima volta ce n’era uno in più). E se i democrats padovani mettono a disposizione taxi gratis per battere maltempo e astensionismo, il primo cittadino barese, Michele Emiliano, guarda già al dopo e fa sapere che le scuole interessate dai seggi riapriranno mercoledì per consentire all’Amiu le operazioni di pulizia, quando non direttamente giovedì, per uguale motivazione. La macchina organizzativa è in funzione già da sabato pomeriggio, non senza qualche intoppo, se si contano le innumerevoli defezioni di scrutatori e presidenti di seggio alla vigilia della costituzione degli stessi e i tre milioni di euro di rimborso spese elettorali che il capoluogo deve ancora ottenere dallo Stato per le tornate passate fino al 2011. Sul tavolo del Prefetto Mario Tafaro, invece, è giunta, pochi giorni fa, anche la denuncia dei Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre e Marcello Gemmato in relazione ai rischi di compravendita di voti in città: secondo l’accusa, infatti, alcuni elettori sarebbero stati avvicinati con la proposta di 50 euro in cambio di tessera elettorale e seggio di riferimento e il fenomeno si sarebbe verificato anche in altri centri pugliesi.
 
 
BLASI SOTTOSEGRETARIO E STEFÁNO MINISTRO? - “Non sto scappando dalla Puglia ma voglio portarla al Governo”, ha ribadito Nichi Vendola nell’ultimo giorno utile di campagna elettorale, ma chi sono i papabili ad eventuali ruoli in un esecutivo di centrosinistra targato Bersani? Se nel centrodestra i rumours sono azzerati e l’unico posto al sole certo sembra essere quello per l’ex Ministro di Maglie, dall’altra parte dell’emiciclo voci e supposizioni si rincorrono, pronte ad essere smentite, s’intende. Il Governatore pugliese ha ipotecato da tempo la casella di vicepremier, alla quale si aggiungerebbe la delega per i Beni culturali, dicastero verso il quale non più di qualche mese fa lo si dava in dirittura d’arrivo in alternativa al Welfare, ipotesi ora molto meno probabile. A cambiare le carte in tavola, però, è la variante montiana, il cui ingresso in coalizione, se necessario, non è detto che non faccia conquistare proprio a Sel un secondo ministero come riequilibrio. A quel punto destinato al ruolo sarebbe il capolista al Senato Dario Stefàno, assessore regionale all’agricoltura, e della partita potrebbe essere anche Sergio Blasi, potenzialmente nel novero dei sottosegretari, oppure pronto a restare in Via Capruzzi ma con i galloni di vicepresidente, designato a traghettare la Regione al voto. Con lui anche il Rettore dell’Ateneo barese Corrado Petrocelli, verso un posto di sottogoverno all'Istruzione . 
 
a.bucci1@libero.it
(aggiornamento: 24 febbraio ore 22,30) 
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