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Punta Perotti inedificabile, ma... Approvata delibera ri-generante

C'è persino chi ironizza: "Dalle case chiuse alle case matte", ma la delibera del Consiglio Comunale sulla 'inedificabilità' dell'area parco di Punta Perotti, che però potrebbe essere funzionale alla rigenerazione dell'area costiera che si protende verso San Giorgio, causa comunque non pochi 'mal di pancia'.

Il sindaco Michele Emiliano ha illustrato in conferenza stampa, insieme all’assessore all’Urbanistica Elio Sannicandro e al direttore della ripartizione Urbanistica ed Edilizia privata Annamaria Curcuruto, il contenuto della delibera approvata dal Consiglio Comunale che sancisce l’inedificabilità dell’area di Punta Perotti.

Questa la dichiarazione del sindaco Emiliano:

“Fino a ieri nell’area di Punta Perotti si poteva costruire, a condizione che ci fosse un nulla osta paesaggistico, in quanto il Comune di Bari non aveva mai vietato l’edificazione. Da ieri sera, l’area di Punta Perotti e Torre Carnosa, è INEDIFICABILE grazie alla delibera che abbiamo approvato in Consiglio Comunale.

L’Amministrazione Comunale è altresì consapevole che Punta Perotti e Torre Carnosa sono inserite in un contesto di degrado urbano gravissimo, che riguarda tutto il lungomare Sud. Pertanto ha consentito la possibilità di presentare un Piano di rigenerazione urbana che possa risolvere le problematiche dell’intera zona, da Punta Perotti a San Giorgio, anche alla luce della Legge regionale 21 del 2008, che prevede la rigenerazione urbana in particolari ambiti di degrado ambientale, e del PPTR (Piano paesaggistico territoriale) del 2013 che è una norma addirittura più incisiva della legge nazionale nei vincoli territoriali di tutela del paesaggio.

Emiliano PPerotti
 

Con la procedura approvata ieri, dove attualmente sorge il parco non si costruirà e l’area verde resterà intatta; e se qualcuno in futuro volesse utilizzarla per computo ad area a verde, standard, ecc., deve presentare un Piano di rigenerazione. Il Piano di rigenerazione è un processo assai controllato e partecipato, cioè un processo nel quale intervengono tutte le associazioni ambientaliste e cittadine, che deve essere sottoposto al nulla osta paesaggistico, e che deve ripassare dal Consiglio Comunale esattamente come l’eventuale variazione sull’edificabilità dell’area. Quindi è un processo più forte, più intelligente e razionale dell’affermazione sic et simpliciter dell’inedificabilità.

In questo modo il nostro atto politico ha dato un indirizzo chiaro per il futuro. La delibera dice che l’area è inedificabile, e se i proprietari vogliono utilizzare i loro terreni, possono farlo solo a determinate condizioni e nell’ambito del processo di rigenerazione, senza intaccare lo spazio dove oggi sorge il Parco.

L’accusa principale che ci veniva mossa è che alla demolizione degli immobili non corrispondeva una rigenerazione. Grazie a questa delibera è possibile collegare la demolizione doverosa dei manufatti di Punta Perotti (demolizione che non era evitabile in nessuna maniera e che non è oggetto di nessuna problematica) alla rigenerazione di chilometri di costa”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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