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Rating, Governo rinuncia Non sarà Parte Civile
“Il Mef, dopo il declassamento del rating italiano deciso da S&P nel 2011, pagò a Morgan Stanley -  tra gli azionisti di Mc Graw Hill, il colosso che controlla proprio Standard & Poor's - 2 miliardi e mezzo di euro, così come era previsto da una clausola del contratto di finanziamento della banca d'affari statunitense. Non siamo noi a mettere il dito nella piaga di un conflitto di interessi tanto evidente quanto disarmante. E’ tutto agli atti del processo che la Procura di Trani sta coraggiosamente portando avanti contro manager e analisti di S&P e il caporating di Fitch, accusati di manipolazione del mercato aggravata", lo ricorda Luigi d'Ambrosio Lettieri capogruppo FI 12^ Commissione Senato.
 
"Lo stesso Ministero dell’Economia - aggiunge - non ritiene di doversi costituire oggi né parte civile né parte offesa in quel processo. Con buona pace di tutto il governo che tace vergognosamente e quando non tace, si arrampica sugli specchi senza prendere l’unica posizione credibile davanti ad un quadro indiziario del genere: costituirsi parte civile, appunto ed avviare, come chiediamo dal 2013 attraverso la costituzione di una Commissione di inchiesta, una seria indagine parlamentare su un tema che coinvolge tutti gli italiani, oggi alle prese, anche grazie a quanto accadde nel 2011, con problemi gravissimi".
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"Non è un caso, infatti, che a costituirsi parte civile e ad essere ammessi come tali dal Tribunale collegiale di Trani siano quattro associazioni di consumatori e anche privati cittadini che giustamente ritengono di essere stati danneggiati da questa <tempesta perfetta> e chiedono giustizia".
 
"E’ inaccettabile - prosegue Lettieri - che il presidente del Consiglio, il capo del Governo italiano non senta il dovere morale, ancor prima che politico, di fare piena luce su una pagina nera della storia della nostra Repubblica. Auspichiamo che il ministro Padoan risponda nel merito e con chiarezza alla nostra interrogazione".
 
"E mi appello al presidente della Repubblica perché si possa dare ancora un senso compiuto alla parola trasparenza, alla parola giustizia e alla parola democrazia in questa nostra Italia, dove sembra imperare il famoso detto di Mao Tse Tung <grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è eccellente>. Per non assumersi alcuna responsabilità e continuare nella propaganda”.
 
(gelormini@affaritaliani.it)
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