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Regionali, la Cura di Schittulli. Fitto: “No a liste mie, siamo in FI”

Bari – Torna sul palco dello Showville, Francesco Schittulli. Lo aveva già fatto qualche mese fa ma ora ha i galloni di candidato unitario del centrodestra e una nave da portare in porto: “Serve un cambiamento radicale e io sono un uomo d’onore. Consegnerò ad un notaio le mie dimissioni firmate già il giorno prima delle elezioni e, se non porterò a termine il programma promesso, basterà mettere un timbro per mandarmi a casa”, arringa il professore, prima che arrivi anche la benedizione di Silvio Berlusconi. In platea ci sono gli alleati e lo stato maggiore azzurro, da Maurizio Gasparri a Giovanni Toti, passando per Elvira Savino, Licia Ronzulli, Francesco Paolo Sisto e il neo commissario regionale Gino Vitali. La sedia vuota, però, è quella di Raffaele Fitto, impegnato a Palermo: “Avrà avuto un altro impegno”, prova a derubricare Toti ma la divisione tra le due anime forziste è plastica e fa da prologo al secondo round di domenica prossima, in Fiera del Levante.

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Lo scontro - “Chiedetelo a chi, sapendo che oggi io sono a Palermo, ha organizzato l'apertura della campagna elettorale di Schittulli”, replica secco - l'europarlamentare salentino - a chi gli chiede dell'assenza, per nulla intenzionato ad incassare l'accusa di fare da incendiario e voler trascinare il partito in Tribunale, fino allo scontro sull'uso del simbolo: “Solo un maniaco può pensare di dissociare il simbolo dal presidente Berlusconi, che ha fondato il partito 20 anni fa e l'ha guidato per tutti questi anni, avendo la stragrande maggioranza di ogni suo organismo e soprattutto avendo tutti gli elettori, che hanno votato Forza Italia perché votavano Berlusconi”, sferra il consigliere politico dell'ex premier. Ottenendone una replica altrettanto piccata: “Mi chiedo se sia giusto o sbagliato che ovunque noi andiamo per fare manifestazioni con il simbolo di Forza Italia, ci sia un'azione mirata a commissariamenti, esclusioni, epurazioni e anche una serie di telefonate in cui si 'consiglia' di non partecipare”, rispedisce per al mittente l'ex Governatore. “Non è che noi vogliamo andare dai magistrati, ma se ovunque noi andiamo a manifestare per parlare di contenuti la risposta è l'epurazione o il commissariamento, dovremo difenderci”, tiene la linea, ribadendo la rotta anche per le regionali pugliesi: “Non penso a liste mie in Puglia. Noi siamo in Forza Italia”.

La Cura – I volti sono quelli dei consiglieri regionali “dialoganti” - Marmo, Alfarano, Aloisi, Scianaro – ma anche del brindisino Pietro Iurlaro, del foggiano Landella, dei socialisti di Barani e dei Fratelli d'Italia  Melchiorre e Gemmato, con il secondo in corsa per uno scranno in Via Capruzzi e Donna Adriana Poli Bortone ad assicurare dal palco l'appoggio all'oncologo. E poi ci sono gli alfaniani Ferrarese, Cassano e Azzollini, guidati dal leader nazionale Gaetano Quagliariello: “Pretendiamo che questa storia non diventi una faida, e staremo qui anche a garantire questo ai cittadini”, punta i piedi l'ex Ministro. Il presidente Lilt promette 5mila euro di “regalo di nozze” alle giovani coppie che non migrino altrove, l'abolizione dei ticket e del superticket sanitario per le fasce più deboli - sulla base del modello Isee -, un fondo finanziario per i non autosufficienti, Irap ridotta e deburocratizzazione per favorire il lavoro delle imprese che scelgano di investire nel Tacco: “Sarà una campagna low cost e senza campagne acquisti, non ci sarà alcuna ricompensa politica per chi cambia campo e bandiera”.

Alla fine telefona anche l'ex Cavaliere, in un primo momento previsto in video: “Si apre davanti a noi, con tutto il centrodestra finalmente di nuovo insieme, una nuova fase, agli amici di Ncd dico che, un giorno o l'altro, dovremo deciderci a fare fronte comune”, spiega, lanciando fendenti contro Renzi “presidente del Consiglio non eletto dal popolo” e facendo gli auguri al candidato.  E per ironia della sorte, gli tocca incoronare il medico che si era appena detto ispirato da valori degasperiani. A pochi mesi di distanza da quel “Sei figlio di un vecchio Dc” lasciato cadere dall'inquilino di Palazzo Grazioli all'indirizzo di Fitto, nel fatidico ufficio di presidenza. Per il secondo tempo, servono solo sette giorni.

(a.bucci1@libero.it)

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