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Regionali, le Idi di Fitto: “Niente cartellini, in FI a casa nostra”

Bari – “Siamo qui per dare il nostro contributo, per ricostruire ed evitare che qualcuno possa agitare senza motivo cartellini rossi, perché per vincere le elezioni bisogna includere”, scandisce Raffaele Fitto dal palco dello Spazio 7 della Fiera del Levante. Quasi un braccio di ferro nel giorno evocativo delle Idi di Marzo, rispetto alla manifestazione di coalizione di una settimana fa, alla presenza di Gasparri, Toti e del commissario azzurro Gino Vitali. “Non possiamo ridurre tutto ad una lite da condominio e non c’è un problema di liste, semplicemente perché noi in Forza Italia siamo a casa nostra. Non si mette fuori qualcuno solo perché ha un’idea diversa, sarebbe un suicidio”, suona la carica sotto lo sguardo dei fedelissimi e di circa 3mila sostenitori. E Schittulli è perentorio e lo vuole fisicamente accanto durante tutto l’intervento: “Siamo tutti necessari ma Fitto è fondamentale, senza di lui il centrodestra in Puglia non vince”.

In platea i volti noti dei dissidenti, dall’ex capogruppo regionale Rocco Palese a Nuccio Altieri, passando per Distaso, Baldassarre, Ciracì, Gino Perrone, D’Ambrosio Lettieri, Chiarelli e Zizza: “Notoriamente sto provando a fare una mediazione ma è difficile”, commenta il pontiere Francesco Paolo Sisto. Ci sono possibili big delle urne - come il canosino Ventola e il leccese Gabellone -, il non schierato Giorgino, ricandidato Sindaco ad Andria, gli alleati di FdI, Melchiorre e Gemmato, ma anche i consiglieri regionali Ignazio Zullo e Luigi Mazzei, reduci dal corpo a corpo dialettico con il neo coordinatore, intenzionato ad estrometterli dalla lista forzista. “Non c’è uno scontro con Berlusconi, abbiamo posto un problema di linea politica, di alternativa al governo Renzi, di contenuti e di un modello organizzativo che, così com’è, non va. È meglio sostenere verità scomode che stare accovacciati su comode bugie. Abbiamo il torto di aver avuto ragione ma non c’è il minimo dubbio che siamo all’interno di Forza Italia e che quella di oggi sia una manifestazione di FI”, arringa l’europarlamentare, poi a testa bassa contro Matteo Renzi e lo stesso Michele Emiliano “che cerca di dirsi del tutto estraneo ad un governo regionale nel quale è stato segretario del primo partito di maggioranza”.

A tenere banco, in compenso, è la guerra di posizione interna al partito azzurro e il professore gravinese lo sa. Cita il passato familiare Dc e Moro, ribadisce la volontà di fare da traghettatore e tributa al Vicerè di Maglie l’onore dell’imprimatur: “Se sono qui è, prima di tutto, grazie a Raffaele, che in tempi non sospetti ha creduto in una mia candidatura alla presidenza.  Chiunque pensi di far bene dividendo le forze sappia di star facendo un favore alla sinistra”, prova a serrare i ranghi. L’aria, però, resta tesa: “A casa loro? Nessuno li sta cacciando né agita cartellini rossi, evidentemente Fitto faceva autocritica”, taglia corto con Affari il neo numero uno regionale Vitali, assente alla kermesse. “Per includere bisogna essere in due e con chi diserta le riunioni convocate e delegittima il segretario è difficile ragionare. È come prendere a calci l’arbitro durante una partita”, spiega, ricordando che “in questa partita siamo tutti indispensabili”. A meno di un mese dalla presentazione delle liste e prima che nel Tacco torni anche l'ex Cavaliere.

(a.bucci1@libero.it)

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