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Regionali, Schittulli chiama FI: “Io in campo, presto la convention”

Bari – Tumulti romani e nebbia pugliese sulle regionali ma Francesco Schittulli ci crede: “Non è che io mi sento, io sono il candidato in campo del centrodestra e non lo dico perché sono fiducioso, ma perché sono realista”, conferma dopo il vertice in mattinata con gli alleati di Ncd, Fratelli d’Italia e Nuovo Psi, oltre al Movimento omonimo. “Stiamo limando il programma”, assicura, accogliendo i delegati dei liberali e dei Repubblicani in coalizione, convinto di poter contare presto anche sull’endorsement di peso di Forza Italia e della Puglia Prima di Tutto di Raffaele Fitto. E intenzionato a mollare gli ormeggi già entro un paio di settimane con una convention ufficiale.

Dalle fila azzurre, però, non arriva alcun segnale e il rinvio quirinale ha solo esacerbato le tensioni: le scosse di assestamento nella Capitale non sono ancora finite. Accuse e allusioni sui responsabili del cospicuo ammanco di schede bianche per l’elezione di Mattarella al Colle non accennano a diminuire e Giovanni Toti prova ad uscire dalle sabbie mobili, proponendo al Vicerè di Maglie un “patto dei quarantenni”: "Io, Fitto, la Rossi, la Bergamini, abbiamo la stessa età e siamo tutte persone che credono nel centrodestra e nella sua ricostruzione. Credo che le divisioni vadano lasciate indietro”, spiega il consigliere dell’ex premier. In compenso, viste dal Tacco, le ultime vicende nazionali sembrano ancora più spigolose: “Scusate tanto, ma c’è gente che davvero non ci sta, dentro e fuori i partiti, ad assistere all’emarginazione del centrodestra. In Forza Italia è in atto una guerra all’ultimo sangue, che non giova a nessuno - tantomeno alla Puglia! - ma viene cavalcata da tutti”, manda a dire l’andriese Nino Marmo. “Questo non è fare politica, perché è il ‘patto della sconfitta’: la politica si fa per vincere e per consegnare ai cittadini un Paese e un futuro. E per vincere si devono mettere da parte le ambizioni dei singoli, dalla Puglia a Roma, ed essere uniti”, sbotta il vicepresidente di Via Capruzzi, auspicando un sussulto comune d’orgoglio.

E se Atene piange, Sparta non ride, se si conta che gli alfaniani hanno perso in poche ore il capogruppo al Senato e la portavoce del partito  - Maurizio Sacconi e Barbara Saltamartini – ed ora temono che il premier chieda una prova di fedeltà a primavera, dopo le incertezze sulla strategia quirinalizia: “Sono già sette le liste che mi sostengono”, tira dritto Schittulli, determinato a non rititarsi neppure se da Roma dovessero incoronare un competitor forzista per sfidare Michele Emiliano. Solo strategia? “C'è chi si autoproclama candidato solo perchè ha messo insieme numeri ampiamente minoritari, che nascondono solo il tentativo - attraverso le regionali - di acquisire un posto nel futuro Senato”, gli rimbrotta Mimmo Magistro dai Socialdemocratici. Aspettando che anche l’ex Cavaliere riprenda il dossier pugliese.

(a.bucci1@libero.it)

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