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Rivivere la commedia e la tragedia La storia del Petruzzelli in Opera

Non solo una première assoluta, ma anche la prima opera che, tra storia e leggenda, celebrerà la nascita di uno dei teatri italiani più belli ed apprezzati a livello internazionale, il Petruzzelli di Bari. Sabato 10 maggio, alle 21.00, al Teatro Petruzzelli di Bari, va in scena La bottega dei sogni – La memoria del Petruzzelli, commedia lirica in 2 atti composta dal compositore bitontino Angelo Inglese su libretto del drammaturgo barese Nicola Saponaro. È un grande evento, uno degli appuntamenti più attesi del cartellone 2014 dell'Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, che tornerà ad esibirsi nel Petruzzelli – con lo stesso Angelo Inglese in veste di maestro concertatore e direttore.

La compagnia di canto sarà composta da Sandra Pastrana (Donna Maria Petruzzelli, soprano), Giuseppe Altomare (Angelo Cicciomessere, baritono), Roberto Jachini Virgili (Nicolino Scattarelli, tenore buffo), Carmine Monaco (Don Antonio Petruzzelli, baritono buffo), Cesidio Iacobone (Don Onofrio Petruzzelli, basso buffo). I cinque personaggi indosseranno i costumi della sartoria «G. Inglese» di Ginosa (Taranto) ideati da Angelo Inglese (omonimo del compositore, celebre per aver vestito il principe William per le sue nozze). Si esibirà anche la Banda Musicale XI Centro di Mobilitazione Corpo Militare, Croce Rossa Italiana, diretta da Antonio Tinelli.

Bottega dei sogni
 

A vivacizzare l'introduzione dell'opera: la partecipazione straordinaria dell'attore Gianni Ciardo, simbolo artistico e prezioso della comicità e della tradizione barese..

"Tutto ha origine in quel lontano 27 ottobre 1991 quando abitavo con i miei genitori in via De Giosa, a pochi metri dal Teatro Petruzzelli", ha dichiarato Angelo Inglese, a proposito del motivo che lo ha spinto a realizzare un lavoro dedicato al Petruzzelli. "Tutti riversati per strada, la cupola ancora fumante, contemplavamo lo straziante spettacolo, l’ultimo! Le lacrime agli occhi, i ricordi, le speranze... Mia madre, artista del coro del Teatro, perdeva di lì a poche settimane il suo posto di lavoro e come lei tanti musicisti pugliesi. Insomma un dramma si annunciava negli animi di tutti noi. In quella stessa mattina sorgeva in me l’idea musicale: far “rivivere” il Teatro attraverso la Musica. Un’opera! Dopo un paio di anni mi trasferì a Parigi dove terminai gli studi di composizione e direzione d’orchestra al Conservatoire Supérieur de Musique. Portavo sempre dentro il “mio” Teatro, la “mia” Terra".

"Ogni tanto tornavo in Puglia - continua - per rivedere la famiglia e in un pomeriggio, passeggiando per le via di Bari, entrai, come ero solito fare, nella libreria Laterza. I miei occhi caddero su di un piccolo libricino di Nicola Saponaro, dal titolo «La bottega dei sogni (la memoria del Petruzzelli)». Era il segno di un destino...? Lo acquistai immediatamente e lo lessi strada facendo tutto d’un fiato! Contattai Nicola Saponaro e, facendogli i complimenti per la bellissima pièce, gli proposi di porre in musica il suo testo. Entusiasta accettò dandomi la “libertà” di apportare alcune modifiche necessarie per la stesura di un libretto d’opera. Insomma cominciai a buttar giù le prime idee musicali facendo ricerche sui temi popolari pugliesi. M’incamminavo per i vicoli della città vecchia per ascoltare i suoni della lingua dialettale, le inflessioni melodiche, i ritmi, le cadenze tipiche dell’antico idioma barese. Prendevo spunto ovunque, cercavo d’impregnarmi di sapori, profumi, suoni nostrani. Tornato a Parigi iniziavo la composizione dell’opera» [Dalle note del libretto di sala]

Petruzzelli 4
 

Trama dell'opera

Come in un’opera buffa, cinque personaggi si divertono, in una Bari tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, a rappresentarci, tra storia e leggenda, la nascita del Teatro Petruzzelli. L’azione si svolge nel retrobottega della ditta Petruzzelli, durante l’ora dell’intervallo tra l’apertura della mattina e quella del pomeriggio. I titolari della ditta, Don Onofrio e Don Antonio, sulla quarantina, tutti casa e bottega, non si sono sposati e hanno accumulato una fortuna, dedicandosi totalmente all’attività di commercianti di tessuti all’ingrosso. 

Addirittura hanno riversato in un pozzo, riempiendolo fino all’orlo, un fiume di monetine incassate giorno dopo giorno. I due fratelli sono anche sensibili alle novità del nuovo secolo, hanno importato dalla Svezia una delle prime calcolatrici a manovella, una meraviglia della tecnica, che però ogni tanto si blocca, e hanno acquistato una fiammante “autocarrozza”, mossa da un possente motore a scoppio, che però sul più bello “spara” e s’ingrippa. Intanto ci sono da risolvere un paio di problemi a carattere familiare. 

Petruzzelli 11
 

Prima di tutto, Don Onofrio si è invaghito della contessina Isabella Gentile di Bitonto, e per portarle l’ambasciata incarica il capo commesso della ditta, Nicolino Scattarelli, che per la sua abilità e astuzia nel trattare i clienti è soprannominato “il Vento”. Nicolino, rivestito di gran lusso, si mette alla guida della torpedo e offrirà un grosso anello di brillanti alla soave fanciulla come pegno d’amore del suo spasimante. Ma il tentativo fallisce, perché i nobili non accettano di celebrare un matrimonio con un mercante, anche se pieno di soldi e di gioielli. E poi bisogna maritare la sorella Maria, che superati i trent’anni e portando una dote e un corredo formidabili, attende con ansia il suo principe azzurro, dopo che una mattina le è spuntato il primo capello bianco e teme di finire zitella. 

Nicolino Scattarelli acchiappa al volo la situazione, si finge un esperto sensale, propone come promesso sposo un ingegnere del Comune, Angelo Cicciomessere, e pattuisce con i suoi datori di lavoro un lauto compenso, che gli sarà pagato in contanti al “sì” sull’altare. Dopo una serie di incomprensioni e contrasti, di reticenze e colpi di scena, Maria accetta di convolare a giuste nozze con Angelo, a patto però che il cognome di lui venga cambiato all’anagrafe da un ridicolo “Cicciomessere” in un più signorile e conciso “Messeni”. 

A questo punto, dato che il Comune offre in concessione un suolo pubblico in riva al mare, i due mercanti, che amano molto il melodramma e l’operetta, fiutano l’affare di costruire un grande “Politeama”, il cui cantiere sarà pagato con le monetine che traboccano dal pozzo, e spediscono in viaggio di nozze Maria e il suo sposo ingegnere. Il quale, unendo l’utile al dilettevole, potrà studiare da fuori e da dentro i più famosi teatri lirici delle capitali europee, da Parigi a Mosca, per poi disegnare il più grande teatro privato d’Europa, un magnifico tempio della musica e della danza, tutto rosso e oro, a ferro di cavallo, con la cassa armonica, la conchiglia sul prospetto e la cupola, che sarà inaugurato in pompa magna davanti a tremila spettatori, il giorno di San Valentino del 1903. E così, come in una favola bella, una polverosa bottega delle merci diede alla luce “La bottega dei sogni”.

 

 

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