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Ferri Noli

“Noli foras ire”, questo è il titolo impegnativo della mostra di Roberto Ferri, a Roma dal 7 maggio al 2 giugno presso la sala Fontana del Palazzo delle Esposizioni. Ferri nasce a Taranto il 20 febbraio 1978, dopo aver frequentato il Liceo Artistico si trasferisce a Roma dove studia e si laurea presso l’Accademia delle belle Arti nel corso di scenografia.

Artista figurativo, di ispirazione caravaggesca, il pittore tarantino con la sua pennellata di bellezza e cultura, degna di essere equiparata ai grandi pittori nazionali, da tempo ha conquistato espositori e collezionisti d'arte italiani ed esteri.

Il giovane, ma ornai affermato, artista pugliese ha la capacità di coniugare le forme classiche con le tensioni spirituali moderne, riuscendo pienamente ad innovare la pittura senza stravolgerne la teoria.

Le note critiche esaltano la maturità di questo artista dal deciso piglio espressivo: “Elabora subito un suo stile pittorico improntato su una approfondita conoscenza della pittura del Seicento italiano; studia in particolare Caravaggio e Guido Reni, senza tuttavia disdegnare contatti con il surrealismo di Salvador Dalì. Roberto Ferri fonde queste sue inclinazioni in una cifra artistica che dà vita ad una pittura potente e, allo stesso tempo, seducente, che gradualmente introduce ad una lettura introspettiva della più profonda indole dell’animo umano” (Francesco Buranelli).

“…un giovane pittore, Roberto Ferri, che lascia effettivamente stupiti per l’abilità anche propriamente tecnica con cui costruisce queste sue icone della fisicità, della bellezza, del tormento, con un eccesso, che vorrei dire ‘sfacciato’ di anacronismo…” (Maurizio Calvesi).

Il catalogo della mostra sarà edito da Giunti. L'esposizione conta 36 opere inedite a tema non sacro, ad

Ferri 1.png

eccezione delle 14 poste per la Via Crucis della Cattedrale di Noto, la cui supervisione è stata curata – tra gli altri - da Vittorio Sgarbi.

Affaritaliani parla con Roberto Ferri in anteprima di “Noli foras ire”:

La mostra ha un titolo importante “Noli foras ire, in te ipsum redi...”, una citazione di S. Agostino, perché proprio questo insegnamento?

L'invito che S. Agostino fa a guardarsi dentro e cercare la verità coincide, in un certo senso, con i propositi della mia pittura. L'interiorità e la spiritualità racchiuse nei corpi sono nell'obiettivo dei quadri esposti in questa mostra.

Perché, in genere i suoi soggetti sono diversi?

Più onirici, qui non ci sono “inquadrature” a metà fra il sogno e il risveglio. Non m'interessa tanto la Realtà quanto la verità , la verità che lo sesso S. Agostino non considera come trascendente e pura razionalità ma come significato ultimo a cui l'uomo deve tendere.

Perché ha abbandonato la dimensione onirica?

Una parte dei quadri esposti sono le poste della via crucis commissionate dalla Cattedrale di Noto e questo comporta dei “limiti” a cui attenersi o, meglio, la mia attenzione si è concentrata sulla dimensione razionale più che sull'irrazionalità del sogno.

Lucifero Ferri

Nella Cattedrale, prima del crollo degli anni '90, i dipinti e l'architettura spaziavano dal Barocco al neo-classicismo settecentesco. Lei si richiama a questo periodo?

Io sono stato scelto proprio perché la mia pittura è di gusto classicheggiante. Sempre. Mi piacciono i pittori come Caravaggio e questo è chiaro in tutta la mia opera. La profondità della luce, il movimento dei corpi sono motivi a cui mi ispiro e rielaboro continuamente.

Caravaggio usava come modelle persone del popolo, perfino prostitute, e lei?

Non ho predilezioni, nel senso che uso come modelli amici o gente chi incontro per la strada semplicemente perché mi colpiscono. Proprio ieri ho fotografato un mendicante per strada ma non ho criteri di riferimento precisi.

Dunque preferisce fermare le immagini con fotografia senza metterli in posa...

Sì, sarebbe difficile mettere le persona in posa ferme a lungo, nei miei quadri i corpi non sono figure rilassate o comodamente adagiate, per i modelli sarebbe un supplizio.

Lei cerca l'anima ma i corpi da lei dipinti sono molto carnali, una bellezza fisica e materiale.

Veri, m'interessa la verità e pertanto anche il corpo deve mantenere i suoi connotati materiali. Potremmo rifarci agli eroi greci che venivano raffigurati nudi proprio in onore della loro nobiltà d'animo. E comunque a me piace la bellezza pura che sia in un volto angelico o in un muscolo teso.

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