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Sacco e Vanzetti, Di Iorio 'Vogliamo atti processo'

Due “bastardi anarchici”, li chiamò in aula il giudice Webster Thayer. Due migranti italiani, come quelli di oggi. Due italiani alla ricerca del sogno americano, condannati a morte sulla sedia elettrica il 23 agosto del 1927. Dopo 30 anni riappare il video dei funerali di Sacco e Vanzetti, proiettato in anteprima a Torremaggiore in occasione del “Memorial” a 87 anni dalla loro scomparsa. Un documento restaurato da un comitato scientifico di Boston, circa un anno fa, già in tour per tutto lo stivale, prima della presentazione ufficiale negli States, l'anno prossimo.

Approda a Torremaggiore  il film “La marcia del dolore - Il buon calzolaio e il povero pescivendolo”, dopo la primissima di Savigliano a palazzo Taffini, (23 maggio), e la proiezione fiorentina presso l'Istituto De Martino a Sesto Fiorentino, (22 agosto). Ora la proiezione al Castello ducale. Si tratta del filmato del funerale di Nicola Sacco (Torremaggiore, 22 aprile 1891 – Charlestown, 23 agosto 1927), e Bartolomeo Vanzetti (Villafalletto, 11 giugno 1888 – Charlestown, 23 agosto 1927), recentemente restaurato a Boston e proiettato in anteprima nazionale in circostanze ed eventi commemorativi particolari. Solo il prossimo anno la presentazione ufficiale negli States.

Un prezioso documento in bianco e nero da 4 minuti e 30 secondi, riportato alla luce, a 30 anni dalla sua scomparsa. Tracce perse e dimenticate, favorite, prima da una sorta di congiura del silenzio interessato, imposto dai governi negli anni del primo dopoguerra. In seguito dall'oblio riservato da Russel, giornalista d'inchiesta che acquistò per 1000 dollari una delle rare copie sopravvissute all'Ordinanza di distruzione emanata dal Governatore di Boston, subito dopo i funerali del '27. Un filmato ritrovato ad Holliwood, ripulito da aggiunte, restaurato e rimontato in ordine cronologico da Jerry Kaplan e Robert D’Attilio per conto della «Sacco and Vanzetti Commemoration Society» di Boston.

Il filmato ha una storia del tutto singolare. Venne realizzato in modo partigiano in quanto il Governo degli Stati Uniti, proprio soltanto il giorno dell'esecuzione di Sacco e Vanzetti, diede ordine che tutti i filmati sul caso dei due italiani venissero distrutti. Così fu. Il Comitato di Difesa di Boston guidato da Aldino Felicani diede però incarico ad alcuni cineoperatori di riprendere di nascosto il funerale per documentarlo ai posteri. La pellicola finì poi in mano anonime. Venne acquistata per 1.000 dollari dal giornalista Gardner Jackson, mostrata nel 1930 e poi conservata dal medesimo. Si perse nuovamente. Dopo alcuni lustri, alla fine degli anni Cinquanta, venne ritrovata dallo scrittore Francis Russel nella fase di preparazione del suo libro «Tragedy in Dedham. The Story of the Sacco Vanzetti Case».

Era disordinata ed a spezzoni, quasi irriconoscibile. Provvide a farla riordinare con un montaggio che fu approssimativo e che eliminò alcune parti ritenute di scarsa qualità e danneggiate. Nel 1962 lo scrittore la donò alla Brandeis University di Waltham, Massachusetts. Lì venne nuovamente dimenticata. Con la donazione nel 1979 di tutto il patrimonio del Comitato di Difesa alla Boston Public Library, la pellicola venne recuperata, duplicata e mostrata in pubblico a Boston un paio di volte. Lo scorso anno Jerry Kaplan riprende in mano le sei sezioni del film, che durano all'incirca sei minuti, le studia, elimina le ripetizioni e le riprese extra soggetto. Rimangono complessivamente 4'30" di proiezione. Li rimonta cronologicamente, seguendo scrupolosamente i quarantatre stacchi di scena.

“The March of Sorrow” racconta la scottante vicenda di due italiani emigrati alla ricerca del sogno americano, e forse ingiustamente condannati alla sedia elettrica il 23 agosto del 1927 dal Tribunale di Boston. Sette anni  durò il processo caratterizzato dalla difficile ricerca di prove, quando queste apparivano solo blandi indizi, montature “ad hoc” architettate dagli organi inquirenti di allora, e ipotesi del tutto deduttive prive di elementi probanti. Il tutto calato mentre negli Stati Uniti infuria la protesta per i diritti civili, quando è un proliferare di  manifestazioni di protesta in tutto il mondo, con Parigi e Londra città capofila, e attentati all'Ordine pubblico da parte di fazioni, allora ritenute anarchiche. Gruppi di protesta oggetto di spietate, e feroci repressioni perpetrate con agghiacciante consapevolezza da parte del governo americano, e di quelli del vecchio continente europeo occidentale. Ma invano, alla fine, arriva per Sacco e Vanzetti la sentenza di condanna a morte alla sedia lettrica con l'accusa di rapina, oltre all'aggravante del duplice omicidio. Un documento inedito, un certificato di avvenuta esecuzione, rinvenuto, dopo quasi mezzo secolo, parlerà di “omicidio”.

film sacco vanzetti
 

Una verità giuridica, da una parte, che vede di fatto i nomi dei due personaggi segnati da un accusa dai contorni ancora fumosi. Una verità storica, invece, che fa scendere in campo, il 23 agosto del 1977 il Governatore del Massacciaset, Michael Dukakis, con una assoluzione decretata esattamente, dopo 50 anni esatti. Un imperdonabile ritardo secondo “i più”. In mezzo: la richiesta dei parenti di  una pronta riapertura del caso, dell'inchiesta, del processo. Atti processuali in copia originale, ha anticipato, ieri sera il Sindaco di Torremaggiore, Costanzo di Iorio, che verranno acquisiti dal Comune per farne una sezione interamente dedicata alla storia, dei due “anarchici”. “Anarchico”: un aggettivo da un coacervo di interpretazioni. Ma l'idea del primo cittadino guarda già al prossimo anno: organizzare un intero Festival dedicato a due figure diventate negli anni riferimento per tutti gli Italiani sbarcati in America, vittime del pregiudizio, che di solito sorge nelle comunità soggette ad immigrazione, una volta  giustiziati divennero simbolo della contrarietà alla pena di morte e di un’attenzione forte alle comunità e alle più deboli della popolazione.

La storia di Sacco e Vanzetti rappresenta un altro 'mistero italiano', che va ad aggiungersi alla lunga lista dei “Cold case”, oggi come non mai di estrema attualità: dalle presunte cariche della Polizia a cavallo, che vi sarebbero state nel corso dei funerali dei due condannati, secondo quanto emerge dalle testimonianze verbali di allora, ma assenti nel video "originale" appena restaurato. Fino ad arrivare ai clamorosi attentati “post mortem” ai danni di alcuni illustri protagonisti tra Giudici, testimoni, giovani donne capofila dei movimenti di protesta. Successione di fatti ed eventi dal sapore di “Psy Ops”, che tanto ricordano certe dinamiche tra i grandi centri di potere e i Servizi segreti: dal secondo dopoguerra, fino alla prima Guerra Fredda, passando per gli anni di piombo. Sono state sfornate inchieste su inchieste, eppure dalle ricerche, dalla "messa in fila" di tutto il patrimonio archivistico raccolto continuano ad emergere documenti inediti spariti da mezzo secolo, dati per "distrutti" fino ad un anno fa.

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Una storia che ha appassionato giornalisti e scrittori di tutti i colori politici, molti di questi attenti studiosi del caso da oltre un ventennio. Ma quello che continua ad accomunare questi ultimi, con cronisti inciampati per caso ad un evento di eccezione, è ancora quello sguardo di meraviglia, e stupore, che solo la ricerca, e certe scoperte riescono ancora a serbare.

“E una circostanza particolare che sta ravvivando, ovunque nel mondo, la memoria sul caso dei due anarchici italiani, in vista ormai del novantennale della loro esecuzione.” Ha dichiarato Luigi Botta, girnalista, scrittore e studioso dal '69 dell'inchiesta Sacco e Vanzetti, intervenuto in qualità di relatore nel corso dell'anteprima al Castello ducale, già estensore di un libro ed in procinto di scriverne altri tre a puntate. “Il caso dei due emigrati - continua Botta - rimane più vivo che mai. Ogni anno si consolidano le iniziative cinematografiche, teatrali, fotografiche, letterarie ed artistiche in generale. Gli archivi continuano a riservare elementi di novità e fornire materiale per consolidare la ricerca storica ed alimentare le possibilità di approfondimento. La storia, che sino ad oggi ha prodotto oltre cinquecento volumi e migliaia e migliaia di saggi su giornali e riviste di tutto il mondo, molte volte è stata costruita sulla base di notizie non verificate che si sono tramandate come consuetudini consolidate. Invece, tali, sovente, non sono state. Molti errori – conclude lo scrittore - sono stati compiuti.”

 

(a cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com) Casa madre del servizio video Teledauna Srl canale 87 del digitale terrestre (copertura: Regione Puglia).

FOTOGALLERY a cura di Nicola Di Stefano riferita al Memorial del 23 agosto 2014

Immagini inedite tratte

Intervenuti al Memorial “Sud, Diritti, Integrazione, Tolleranza: Pace subito tra Israele e Palestina” (Torremaggioree, 23 agosto 2014), ed al “Sacco e Vanzetti Noi e oggi” (Sala del Trono di Castello ducale, 25 agosto 2014):

Matteo MAROLLA, Presidente Associazione Sacco e Vanzetti, Maria Fernanda SACCO, Presidente Onoraria Associazione Sacco e Vanzetti, Costanzo DI IORIO, SINDACO di TORREMAGGIORE, prof. Giancarlo LAMEDICA, Dirigente Liceo Classico – Torremaggiore: “L’educazione al rispetto dei diritti umani nelle Scuole”, dott. Mbaye NDIAYE, referente GHETTO OUT VOCE DI MIGRANTI: “La conflittualità nel Nord Africa ed i rischi per l’Umanità intera”, dott. Andrea CASCELLA, master Ist. Sup. Scienze Internazionali: “La questione Palestinese e la posizione dell’Italia”, dott. Abdel Qader HAMMAD, pediatra di origine palestinese: “Israele e Palestina: due popoli, due Stati“Mimmo DI GIOIA, referente LIBERA per la Puglia: “L’impegno di LIBERA per i Diritti Umani”Remo FUIANO,Illustratore – Fumettista: “Presentazione del fumetto SACCO e VANZETTI”dott. Pino APRILE, Storico – Scrittore: “”Michele CARUSO e Ferdinando Nicola SACCO: Brigantaggio ed Emigrazione nell’Italia post-unitaria”Nazario VASCIARELLI, scrittore-attore: Breve monologo tratto dal suo lavoro  ”L’Osteria dei Ricordi” Esibizione del cantautore Matteo IAMMARRONE, I NAMELESS per Sacco e Vanzetti

Fiaccolata per La Pace tra Israele e Palestina e i Diritti Umani fino al Monumento a Sacco e Vanzetti, Nazario VASCIARELLI, scrittore-attore: Lettura della poesia “Sacco e Vanzetti” di Salvatore D’Aprano, Marcella Bocola (Assessore alla cultura), Maria Fernanda Sacco, Luigi Botta (Relatore).

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