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Sacra Corona Unita Salento, allarme turismo

I carabinieri del Ros e gli agenti della Questura di Lecce hanno eseguito 43 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti affiliati alla Sacra Corona Unita.

L'operazione congiunta, nata mettendo insieme le inchieste "Alta Marea" e "Terre d'acaia", e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, è finalizzata a sgominare diversi gruppi criminali operativi nel capoluogo salentino, nell'area sud-est e sulla costa adriatica del Salento.

I reati contestati a vario titolo agli indagati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di stupefacenti e estorsioni. In manette sono finiti sia i presunti capi dei sodalizi criminali che i gregari, alcuni dei quali accusati di estorsioni agli stabilimenti balneari.

Nelle scorse settimane Sergio Blasi, ex-segretario regionale del Pd, aveva lanciato l'allarme in Consiglio Regionale: "Se la mafia mette le mani sul turismo, la prima vittima è la speranza".

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Nel suo intervento Blasi sottolineava: “Le parole pronunciate da Cataldo Motta, all’indomani dell’operazione di polizia che ha portato dietro le sbarre una banda di estorsori nel Sud Salento, devono spingere la politica salentina a una immediata azione. La lotta alla criminalità organizzata, alla sua violenza e ai suoi interessi economici, deve tornare ad essere in cima all’agenda politica di tutti i partiti. E, aggiungo, di tutti i programmi delle amministrazioni locali, in particolare di quei comuni che stanno vivendo l’opportunità di una nuova economia legata al turismo e alla bellezza del territorio".

L'esortazione di Blasi: "Invitare i Comuni rivieraschi a sottoscrivere un protocollo per la richiesta della certificazione antimafia alle nuove attività legate al turismo, al divertimento e all’accoglienza è un importante impegno sul piano della prevenzione. Penso che questa iniziativa, voluta dal prefetto Giuliana Perrotta, vada nella giusta direzione e il fatto che vi abbiano prontamente aderito i sindaci dei comuni maggiormente attrattivi dal punto di vista turistico sia incoraggiante. Il loro impegno e quello delle amministrazioni comunali deve essere rivolto con fermezza alla tutela della nascente opportunità che viene da questa nuova economia. Proprio perché si tratta di un settore giovane che va accompagnato verso la stabilità e strutturato su basi solide di legalità".

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"La posta in gioco è straordinariamente alta - prosegue incalzando Blasi - e consiste nell’opportunità di offrire al Salento un futuro diverso dalla marginalità economica e ai giovani salentini un’opportunità diversa dall’emigrazione. Attenzione, dunque: se la mafia mette le mani sul turismo la prima vittima sarà la speranza".

"Per questo il presidio del territorio non deve essere visto come il compito delle sole forze di polizia ma anche come un impegno delle organizzazioni politiche salentine. Le stesse che con la loro azione danno vita ai programmi con i quali i Comuni vengono amministrati. Sindaci e politica nel Salento devono sentirsi mobilitati contro gli investimenti mafiosi. Se le operazioni di polizia hanno dimostrato che da fuori, attraverso le estorsioni e lo spaccio, o da dentro, attraverso investimenti diretti, la criminalità organizzata guarda al turismo per tornare a crescere, spetta alla politica svolgere un forte ruolo di presidio di legalità”.

(gelormini@affaritaliani.it)

Tags:
turismosacra corona unitasalentoarresti
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