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San Severo, guerra di mafia Ucciso Severino Palumbo

San Severo – Agguato mortale di stampo mafioso in Corso Leone Mucci, verso le ore 20.30 contro Severino Palumbo, di 53 anni, ritenuto personaggio di spicco della criminalità organizzata locale. Secondo una prima ricostruzione l’attentato si sarebbe consumato nei pressi di un negozio di elettrodomestici da incasso dove Palumbo si trovava. Sul posto sono intervenute pattuglie del locale Commissariato della Polizia di Stato.

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L'omicidio sarebbe stato consumato da una banda armata di pistole e a volto coperto. Una raffica di proiettili, ma solo uno, quello mortale, colpisce dritto alla testa Palumbo. Un colpo vagante ferisce ad una gamba in odo non grave uno dei clienti presenti. Dopo un primo, e tempestivo intervento delle Volanti di San Severo,sul luogo del delitto indaga anche un nucleo della Squadra mobile di Foggia.

Ore concitate, cariche di panico, che si rincorrono tra indiscrezioni, e testimonianze di passanti che in pieno centro e in un'ora di punta sono stati catapultati in una delle più feroci scene criminis. Indagini a tutto campo, e a 360 gradi vengono effettuate degli inquirenti per stabilire la corretta dinamica dei fatti, e alla ricerca di elementi che possano ricondurre agli artefici del delitto. Atteso nei prossimi giorni i risultati dell'esame autoptico che i medici legali effettueranno sul cadavere.

Severino Palumbo saltò agli onori della cronaca criminale più efferata del territorio a seguito della maxi operazione “Blitz Sugar” condotta dai Carabinieri con indagini partite nei primissimi anni ’90. Nel 2003 le prime sentenze di condanna pronunciate dal gup del Tribunale di Bari. 15 anni di carcere furono inflitti al Boss Palumbo. Il processo di primo grado si concluse con rito abbreviato, in tutto con 11 assoluzioni, 6 patteggiamenti e 41 condanne nei confronti di 58 criminali di San Severo accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, tentato omicidio, estorsioni collegate al fenomeno delle auto rubate, armi, incendi, furti, ricettazione e riciclaggio.

Emiliano Miglio
 

Ma appena due anni fa il suo nome di Severino Palumbo ricomincia ad emergere in grosse inchieste svolte dalla Guardia di Finanza, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio, dello spaccio di droga con accertamenti effettuati nei quartieri di via Luisa Fantasia, “Texas”, e nelle palazzine popolari di via Mario Carli, “Bronx”.

Gli inquirenti accertarono che il boss risultava a capo dell’ associazione ci sarebbe stato Severino Palumbo, che seppur detenuto, impartiva gli ordini ai suoi luogotenenti: Donato D’ Aloia per la droga, Giuseppe Palumbo per furti, estorsioni, ricettazioni e contrabbando, Matteo Notarangelo e Luciano Grassano per il riciclaggio del denaro, attraverso la vendita di carni. La base logistica del clan sarebbe stato un deposito di carni idonee alla vendita.

"Hanno ucciso un boss mafioso. É chiaro che è in corso una guerra di mafia. Sto seguendo la vicenda." Questo è il commento a caldo rilasciato con un tweet da Michele Emiliano, Assessore alla sicurezza e legalità del comune celestino e candidato Governatore alle prossime elezioni regionali.

(inesmacchiarola1977@gmail.com

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