Un artista, Savio Vurchio, da sempre molto amato in terra pugliese, e non solo, e (ri)conosciuto a tutti gli effetti dal Belpaese, grazie al talent musicale di Raidue, “The voice”. “Ci toglieremo grandi soddisfazioni assieme, hai una voce bellissima”, aveva detto di lui il suo coach Piero Pelù: Savio, però, non ha superato la fase successiva delle “blind auditions”, quella ovvero delle “battles”. Un’eliminazione che ha scatenato una vera e propria rivolta del web, e non solo: “Questa esperienza – rivela il musicista in esclusiva ad Affaritaliani.it - la rifarei ma la vivrei in maniera diversa, come un gioco”. In attesa della prossima data del 18 aprile con la Jazz Studio Orchestra del maestro Paolo Lepore, presso il nuovo teatro Abeliano, e dell’album “Corde”, ecco la nostra intervista in esclusiva.

Facciamo un salto indietro nel tempo e partiamo dagli inizi: hai una lunga gavetta alle spalle, siamo curiosi di capire come sia iniziato questo viaggio. Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Savio Vurchio: “Non so esattamente quando, la mia è una famiglia di musicisti perciò la musica è sempre stata presente. A 5 anni i miei genitori mi hanno regalato una batteria e da allora è iniziato tutto: avevo già deciso cosa fare della mia vita”.
 

Hai conosciuto e fatto tue diverse sonorità, dalle percussioni cubane al funky, dall’acid jazz al soul. Ad oggi quale senti essere più tua?

Savio Vurchio: “Musicalmente sono sempre stato molto curioso. Negli ultimi anni ho maturato un amore spropositato per la musica brasiliana: Joao Gilberto, Caetano Veloso, Djavan, Ed Motta, MPB insomma. Allo stesso modo, amo la musica di James Taylor, Joni Mitchell, Crosby, Stills & Nash, Bob Dylan. Senza dimenticare i cantautori italiani: De Andrè, Fossati, Dalla, Daniele. Poi, c'è il soul e la black music: un amore che dura da sempre! Ho – sorride - molti amori”.
 

Il 27 aprile uscirà il tuo nuovo album, “Corde”. Puoi regalarci qualche dettaglio in anteprima?

Savio Vurchio: “Corde è nato soprattutto grazie a Luca Fortugno, chitarrista finger style dotato di un talento incredibile. Dopo aver visto insieme un concerto di James Taylor abbiamo deciso di incontrarci in sala prove e di registrare una demo, così, solo per il gusto di cantare e di fare musica. Durante le prove, si sono aggiunti altri amici musicisti e pian piano abbiamo registrato "Corde". E’ nato in maniera molto spontanea”.

Savio Pelù

Un artista, Savio Vurchio, da sempre molto amato in terra pugliese, e non solo, e (ri)conosciuto a tutti gli effetti dal Belpaese, grazie al talent musicale di Raidue, “The voice”. “Ci toglieremo grandi soddisfazioni assieme, hai una voce bellissima”, aveva detto di lui il suo coach Piero Pelù: Savio, però, non ha superato la fase successiva delle “blind auditions”, quella ovvero delle “battles”. Un’eliminazione che ha scatenato una vera e propria rivolta del web, e non solo: “Questa esperienza – rivela il musicista in esclusiva ad Affaritaliani.it - la rifarei ma la vivrei in maniera diversa, come un gioco”. In attesa della prossima data del 18 aprile con la Jazz Studio Orchestra del maestro Paolo Lepore, presso il nuovo teatro Abeliano, e dell’album “Corde”, ecco la nostra intervista in esclusiva.

Facciamo un salto indietro nel tempo e partiamo dagli inizi: hai una lunga gavetta alle spalle, siamo curiosi di capire come sia iniziato questo viaggio. Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Savio Vurchio: “Non so esattamente quando, la mia è una famiglia di musicisti perciò la musica è sempre stata presente. A 5 anni i miei genitori mi hanno regalato una batteria e da allora è iniziato tutto: avevo già deciso cosa fare della mia vita”.
 

Hai conosciuto e fatto tue diverse sonorità, dalle percussioni cubane al funky, dall’acid jazz al soul. Ad oggi quale senti essere più tua?

Savio Vurchio: “Musicalmente sono sempre stato molto curioso. Negli ultimi anni ho maturato un amore spropositato per la musica brasiliana: Joao Gilberto, Caetano Veloso, Djavan, Ed Motta, MPB insomma. Allo stesso modo, amo la musica di James Taylor, Joni Mitchell, Crosby, Stills & Nash, Bob Dylan. Senza dimenticare i cantautori italiani: De Andrè, Fossati, Dalla, Daniele. Poi, c'è il soul e la black music: un amore che dura da sempre! Ho – sorride - molti amori”.
 

Il 27 aprile uscirà il tuo nuovo album, “Corde”. Puoi regalarci qualche dettaglio in anteprima?

Savio Vurchio: “Corde è nato soprattutto grazie a Luca Fortugno, chitarrista finger style dotato di un talento incredibile. Dopo aver visto insieme un concerto di James Taylor abbiamo deciso di incontrarci in sala prove e di registrare una demo, così, solo per il gusto di cantare e di fare musica. Durante le prove, si sono aggiunti altri amici musicisti e pian piano abbiamo registrato "Corde". E’ nato in maniera molto spontanea”.

Savio Pelù

Un artista, Savio Vurchio, da sempre molto amato in terra pugliese, e non solo, e (ri)conosciuto a tutti gli effetti dal Belpaese, grazie al talent musicale di Raidue, “The voice”. “Ci toglieremo grandi soddisfazioni assieme, hai una voce bellissima”, aveva detto di lui il suo coach Piero Pelù: Savio, però, non ha superato la fase successiva delle “blind auditions”, quella ovvero delle “battles”. Un’eliminazione che ha scatenato una vera e propria rivolta del web, e non solo: “Questa esperienza – rivela il musicista in esclusiva ad Affaritaliani.it - la rifarei ma la vivrei in maniera diversa, come un gioco”. In attesa della prossima data del 18 aprile con la Jazz Studio Orchestra del maestro Paolo Lepore, presso il nuovo teatro Abeliano, e dell’album “Corde”, ecco la nostra intervista in esclusiva.

Facciamo un salto indietro nel tempo e partiamo dagli inizi: hai una lunga gavetta alle spalle, siamo curiosi di capire come sia iniziato questo viaggio. Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Savio Vurchio: “Non so esattamente quando, la mia è una famiglia di musicisti perciò la musica è sempre stata presente. A 5 anni i miei genitori mi hanno regalato una batteria e da allora è iniziato tutto: avevo già deciso cosa fare della mia vita”.
 

Hai conosciuto e fatto tue diverse sonorità, dalle percussioni cubane al funky, dall’acid jazz al soul. Ad oggi quale senti essere più tua?

Savio Vurchio: “Musicalmente sono sempre stato molto curioso. Negli ultimi anni ho maturato un amore spropositato per la musica brasiliana: Joao Gilberto, Caetano Veloso, Djavan, Ed Motta, MPB insomma. Allo stesso modo, amo la musica di James Taylor, Joni Mitchell, Crosby, Stills & Nash, Bob Dylan. Senza dimenticare i cantautori italiani: De Andrè, Fossati, Dalla, Daniele. Poi, c'è il soul e la black music: un amore che dura da sempre! Ho – sorride - molti amori”.
 

Il 27 aprile uscirà il tuo nuovo album, “Corde”. Puoi regalarci qualche dettaglio in anteprima?

Savio Vurchio: “Corde è nato soprattutto grazie a Luca Fortugno, chitarrista finger style dotato di un talento incredibile. Dopo aver visto insieme un concerto di James Taylor abbiamo deciso di incontrarci in sala prove e di registrare una demo, così, solo per il gusto di cantare e di fare musica. Durante le prove, si sono aggiunti altri amici musicisti e pian piano abbiamo registrato "Corde". E’ nato in maniera molto spontanea”.

Savio Pelù
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Un artista, Savio Vurchio, da sempre molto amato in terra pugliese, e non solo, e (ri)conosciuto a tutti gli effetti dal Belpaese, grazie al talent musicale di Raidue, “The voice”. “Ci toglieremo grandi soddisfazioni assieme, hai una voce bellissima”, aveva detto di lui il suo coach Piero Pelù: Savio, però, non ha superato la fase successiva delle “blind auditions”, quella ovvero delle “battles”. Un’eliminazione che ha scatenato una vera e propria rivolta del web, e non solo: “Questa esperienza – rivela il musicista in esclusiva ad Affaritaliani.it - la rifarei ma la vivrei in maniera diversa, come un gioco”. In attesa della prossima data del 18 aprile con la Jazz Studio Orchestra del maestro Paolo Lepore, presso il nuovo teatro Abeliano, e dell’album “Corde”, ecco la nostra intervista in esclusiva.

Facciamo un salto indietro nel tempo e partiamo dagli inizi: hai una lunga gavetta alle spalle, siamo curiosi di capire come sia iniziato questo viaggio. Come ti sei avvicinato al mondo della musica?

Savio Vurchio: “Non so esattamente quando, la mia è una famiglia di musicisti perciò la musica è sempre stata presente. A 5 anni i miei genitori mi hanno regalato una batteria e da allora è iniziato tutto: avevo già deciso cosa fare della mia vita”.
 

Hai conosciuto e fatto tue diverse sonorità, dalle percussioni cubane al funky, dall’acid jazz al soul. Ad oggi quale senti essere più tua?

Savio Vurchio: “Musicalmente sono sempre stato molto curioso. Negli ultimi anni ho maturato un amore spropositato per la musica brasiliana: Joao Gilberto, Caetano Veloso, Djavan, Ed Motta, MPB insomma. Allo stesso modo, amo la musica di James Taylor, Joni Mitchell, Crosby, Stills & Nash, Bob Dylan. Senza dimenticare i cantautori italiani: De Andrè, Fossati, Dalla, Daniele. Poi, c'è il soul e la black music: un amore che dura da sempre! Ho – sorride - molti amori”.
 

Il 27 aprile uscirà il tuo nuovo album, “Corde”. Puoi regalarci qualche dettaglio in anteprima?

Savio Vurchio: “Corde è nato soprattutto grazie a Luca Fortugno, chitarrista finger style dotato di un talento incredibile. Dopo aver visto insieme un concerto di James Taylor abbiamo deciso di incontrarci in sala prove e di registrare una demo, così, solo per il gusto di cantare e di fare musica. Durante le prove, si sono aggiunti altri amici musicisti e pian piano abbiamo registrato "Corde". E’ nato in maniera molto spontanea”.

Savio Pelù

Molte persone ti conoscevano già per la tua ricca attività dal vivo, il grande pubblico ha imparato a volerti bene, però, attraverso il nuovo talent di Raidue, “The voice”. Com’è nata l’idea di parteciparvi?

Savio Vurchio: “La produzione di “The voice” mi ha contattato e mi ha proposto di fare l’audizione, mi conoscevano di nome. Sinceramente ero restio a farla, poi ho guardato il format americano e mi è sembrata un programma vero e professionale. Il format italiano – racconta - ė un po' differente”.


Il mentore della tua squadra nel programma, Piero Pelù, ti ha fatto i complimenti via Facebook dopo la tua eliminazione, parlando di una vera e propria “voce devastante”. Eppure in molti, non solo sul web, hanno storto il naso alla tua eliminazione: raccontaci la tua versione.

Savio Vurchio: “Piero ė davvero dispiaciuto per la scelta che ha dovuto fare: mi ha chiamato, un po’ di giorni fa, dicendomi di andare avanti e facendomi tanti complimenti... la produzione aveva deciso così. La domanda nasce spontanea: se la produzione decide le coppie da far sfidare, può decidere anche chi far andare avanti? Non lo sapremo mai”.
 

Secondo rumours insistenti, inoltre, pare la produzione abbia “sfasato” i volumi di alcune esibizioni, facendo scomparire magicamente alcune stecche. Tu cosa ci puoi dire?

Savio Vurchio: “Non dico”.
 

Questa esperienza, in positivo ed in negativo, cosa ti ha regalato? La rifaresti?

Savio Vurchio: “E’ stata un’esperienza bellissima e positivissima. Mi ha portato tanti contatti  importanti... per scaramanzia – sorride - non dico altro. Questa esperienza la rifarei ma la vivrei in maniera diversa, come un gioco”.
 

savio vurchio the voice of italy tvoi

Dall’alto tua esperienza, non sei nuovo ad “incursioni” televisive infatti, il tubo catodico sta aiutando la musica? Se un tempo avevamo Renzo Arbore a farlo, il talent è ad oggi una nuova forma per raccontare la musica?

Savio Vurchio: “Intanto la musica non va solo raccontata ma soprattutto ascoltata: qui, appunto, viene il difficile! La gente e, soprattutto, i giovani non hanno avuto alcuna educazione musicale un po' per colpa loro ed un po' per quello che i media trasmettono. In altri paesi europei la musica è materia didattica a tutti gli effetti. Quello che chiamano “tubo catodico” è al servizio delle multinazionali e sono loro che stabiliscono quale prodotto consumare. Un paragone con la tv di Arbore – mette in subito l’artista - mi sembra irriverente: Renzo era al servizio di se stesso e della sua cultura! E, soprattutto, Arbore ci metteva tantissima passione ubbidendo alle leggi del cuore. Oggi si ubbidisce alla legge del dio Denaro.

Per concludere, aggiungo semplicemente un concetto vissuto sulla mia esperienza di vita da musicista: oggi le produzioni artistiche sono affidate a personaggi che nulla hanno di professionale, a personaggi che non conoscono la differenza tra un diesis ed un bemolle. Per loro, contano altre cose che con la Musica hanno pochissimo da spartire. Che il buon Dio ci salvi!”.
 

Sei tornato alla vita di sempre, fatta di palchi e concerti. Quali le tue prossime date?

Savio Vurchio: “Ho un calendario abbastanza pieno di impegni, serate ed ospitate: il 18 sarò con la Jazz Studio Orchestra del maestro Paolo Lepore al nuovo teatro Abeliano, un progetto a cui tengo tantissimo. Faremo un omaggio ai grandi artisti del soul: Ray Charles, Sam Cooke, Stevie Wonder, James Brown. Una bomba”.

 

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