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PugliaItalia
Schiaffo a Fitto: commissione sulle regionali. Toti archivia i gazebo

Bari – Lo schiaffo di Berlusconi a Raffaele Fitto arriva inatteso dalla Capitale e scompagina i piani dell’ex Ministro di Maglie: sarà una commissione nazionale ad avere l’ultima parola su programmi, candidature e alleanze delle prossime Regionali. A presiederla, l’ex aennino Altero Matteoli, affiancato da Renato Brunetta, Paolo Romani, Denis Verdini e Giovanni Toti: tutti fedelissimi del Cavaliere, in nessun modo riconducibili all’ex delfino pugliese. E l’ex direttore di Studio Aperto non ci mette molto ad archiviare i gazebo: “Sono un mezzo e non un fine. Non ci sono particolarmente affezionato, mettersi insieme per fare le primarie mi pare un fine, francamente, modesto. Se ci saranno candidati condivisi senza il bisogno delle primarie, non vedo la ragione di farne”.

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Di fatto una sconfessione, o quantomeno uno scavalcamento in piena regola, per il Vicerè salentino, che sulla battaglia per i gazebo aveva poggiato buona parte della contesa nazionale, facendo della Puglia laboratorio privilegiato per metterli a frutto: “Abbiamo una soluzione migliore? Io penso di no”, aveva ribadito a Monopoli, incontrando lo stato maggiore del partito. Invece, la strada si fa in salita e - nel Tacco come altrove – l’ultimo miglio lo decideranno i saggi scelti dall’ex premier, cercando di tenere in piedi un accordo quadro trasversale. In primis con gli alfaniani, che dovrebbero sciogliere le riserve entro una decina di giorni: “L'obiettivo è rafforzare ulteriormente l'attuale rapporto che lega Ncd, Udc, Scelta Civica e Popolari per l'Italia, in vista non solo delle prossime elezioni regionali, ma ancora prima dell'appuntamento che nei prossimi giorni porterà ad un coordinamento politico tra le forze politiche in questione”, commenta il coordinatore Massimo Cassano. Ed anche l’esordio del rassemblement centrista conferma il no alla consultazione popolare, perorato dal brindisino Massimo Ferrarese, pur mantenendo la linea di Quagliariello che vuole il centrodestra interlocutore privilegiato.

Cartina al tornasole ancora le Province: se a Foggia e Lecce ci sono buone possibilità che gli uomini di Alfano sostengano i forzisti Landella e Gabellone con liste autonome - ammesso che quest’ultimo non preferisca correre per Via Capruzzi -,  a Taranto si va verso l’appoggio al Sindaco di Massafra, Tamburrano, con FI e scudocrociato. Nel capoluogo e a Brindisi manterrebbero liste di bandiera, accordando il lasciapassare al renziano Bruno nel secondo caso.

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Più vicina l’intesa? Raffaele Fitto tiene le carte coperte e i beninformati lo danno al lavoro sul nome di un possibile outsider della società civile, il cui identikit - per alcuni - potrebbe anche portare al direttore del TgNorba Enzo Magistà, già sondato cinque anni fa. Senza contare l’impasse con Schittulli sulla vicepresidenza del Consiglio Comunale barese: alla fine la spunta Pasquale Finocchio a larga maggioranza, lanciato dagli azzurri al posto di Irma Melini, sulla quale si era ingaggiato il braccio di ferro con Anita Maurodinoia. Tuttavia, sempre di un forzista si tratta. E non è per nulla detto che l’oncologo gravinese si accontenti.

(a.bucci1@libero.it)

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