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Sel contro Emiliano sul nodo Udc: “Non è il padrone della coalizione”

Bari – Sel e Michele Emiliano ancora distanti e discordi, spalla a spalla sulle regionali ma in una convivenza sempre più scomoda: “Emiliano speriamo comprenda, una volta per tutte, di essere parte e non padrone della coalizione”, rimbrotta a muso duro al Gladiatore il neosegretario regionale dei vendoliani, Ciccio Ferrara. A stretto giro dalle rassicurazioni dei rappresentanti Udc sull’intesa a sinistra per il voto di primavera: “Abbiamo voluto fortemente le primarie in Puglia per salvaguardare il progetto del centro sinistra così com’è. Questa ferma volontà accomuna tutte le componenti che compongono il tavolo politico”, ricordano dal partito del Governatore, citando espressamente il documento firmato dagli alleati il 29 novembre scorso. Poche ore dopo le fibrillazioni che avevano costretto il Rivoluzionario Gentile a sbottare “Il centrosinistra non esiste più”.

 Nell’ultimo weekend lo “iato” – come lo definirebbe Vendola – si è fatto palese: Emiliano alla convention centrista a benedire la lista bifronte Realtà Italia – Centro Democratico alla presenza di Tabacci e Dellai; il Masaniello terlizzese a Milano, provando a fare dello Human Factor meneghino la sala parto della Syriza italiana. Nichi ci crede. Attacca Matteo Renzi “che è peggio di Berlusconi”, lancia il coordinamento delle sinistre e propone il doppio tesseramento, ammiccando a Cofferati e Landini, ma anche Pippo Civati, Cuperlo e Fassina. I quali rispondono all’invito, lasciano aleggiare l’ipotesi ma chiariscono che non lasceranno il Pd. O almeno non ora, visto che  persino sul Quirinale non è detto che non si riesca a trovare la quadra tra i dem e non è il momento di strappi laceranti né diaspore repentine. Tutto rimandato? “Anche in Italia non mancheranno i riflessi di questo straordinario evento che incoraggia la sinistra a superare Renzi ed il suo contenitore, il Pd, in una diversa direzione”, dice della vittoria di Tsipras il capogruppo sellino in Via Capruzzi, Losappio.

Nel frattempo, dallo scudocrociato del Tacco aspettano di capire se, disatteso l’ordine di scuderia romano con la virata a sinistra, andranno al voto senza il simbolo storico e costretti a chiedere asilo altrove con il beneplacito dei democratici: “Lo stesso documento firmato a novembre ha permesso che le primarie si svolgessero con la presenza di Sel e di tutti i componenti della coalizione e la vittoria di Emiliano, contrastata dal consenso di Dario Stefàno pari al 32% degli elettori del centrosinistra, lo porterà a concorrere per la presidenza della Regione Puglia”, ribadiscono i patti da Sel. Eppure, per capire gli intendimenti della testa di serie basta una battuta fatta dal palco del Nicolaus, scherzando con Tabacci: “Attaccano lo slittamento al centro? Neanche fosse poi una cosa brutta…”

(a.bucci1@libero.it)

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