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Sentenza Eternit, Emiliano: "Una colossale catastrofe sociale"

L'ex sindaco di Bari e Magistrato in carica, Michele Emiliano, comenta in forma alquanto dura la sentenza della Cassazione sulla drammatica vicenda ETERNIT.

“La giustizia è una di quelle cose di cui si parla solo quando succede un guaio", attacca Emiliano, "Nessuno pensa alla giustizia nelle giornate normali, nella quotidianità, questo è un errore gravissimo dal punto di vista politico. In questo modo il sistema giudiziario perde ulteriormente credibilità".

"La sentenza della Cassazione sul caso Eternit è una catastrofe sociale".

Eternit Emiliano
 

Lapidario nella stigmatizzazione. "Il fatto che un processo di quella mole - aggiunge - che è costato fatica, danaro, dolore, si stemperi in un bicchier d’acqua è una catastrofe. E il fatto che quella catastrofe risulti poi anche facilmente evitabile dal legislatore demolisce chi siede in Parlamento, demolisce chi fa politica, demolisce le istituzioni".

"È un fatto di una gravità senza precedenti - continua l'attuale Segretario del Pd pugliese - e, naturalmente, a buoi scappati si può anche parlare di cambiare le regole sulla prescrizione, però erano stati tanti, anche i magistrati, le associazioni di lotta alla mafia, coloro che si battono per la legalità, anche qualche partito, erano stati tanti a chiedere la modifica della legge sulla prescrizione".

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"I buoi sono scappati in un processo non qualunque, ma in uno dei processi più importanti della storia italiana, perché dimostra la responsabilità di un sistema", è l'altra bordata a commento.

Per poi riassumere le vesti di ex sindaco, che con la vicenda ci si è scontrato: "Si sa da almeno quarant’anni che l’amianto è pericoloso, a Casale Monferrato come a Bari, con il caso della ex Fibronit. Noi abbiamo bonificato la fabbrica, dovuto seppellire anche noi centinaia di morti e, soprattutto, abbiamo affrontato un processo  che non è finito benissimo per ragioni simili. Da piccolo andavo in una scuola che si trovava accanto alla fabbrica Fibronit mentre questa funzionava. Erano gli anni Settanta e tutti, probabilmente già sapendo che quel materiale era pericolosissimo, hanno continuato a fabbricarlo e a far ammalare e morire la gente nella totale indifferenza. Come forse sta accadendo oggi, allo stesso modo, a Taranto per le cocherie dell’Ilva".

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Amara la conclusione: "È questo modo di essere del Paese e dell’idea della sua industrializzazione la vera catastrofe nella quale siamo infilati".

"Tutti sono responsabili. Tutti coloro che avrebbero dovuto impedire l’evento e ne avevano l’obbligo. Nel nostro ordinamento venire meno all’obbligo di impedire l’evento giuridico equivale a cagionarlo. È come se tutti avessero concorso in quel reato. E la prescrizione sul caso Eternit assolve tutti, questa è la cosa drammatica”.

(gelormini@affaritaliani.it)

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