di Antonio V. Gelormini
Il nuovo Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha radici nobili e da sempre i capelli bianchi. La nobiltà è quella d’animo, di spirito, di territorio e di dignità personale, che portano oggi un uomo mite e competente a Capo dello Stato.
La poesia sale al Colle, con la successione in rima al Quirinale: dopo Giorgio, sarà la volta di Sergio.

E fa ben sperare il consenso largo raccolto in Parlamento attorno alla sua candidatura, frutto di un lavoro finalmente ben preparato, prudentemente portato avanti e compiuto con la decisione e la determinazione necessari, evitando contrasti e distinguo sulla figura di massima garanzia istituzionale del Paese.
Dalla disperazione su un sedile insanguinato, alla poltrona di tutti gli italiani. Il percorso composto, dignitoso e irreprensibile di un autentico galantuomo.
Se prima ancora di essere eletto, ha già suscita le invettive di Magdi Allam – che si arroga il diritto che non ha di parlare a nome degli italiani… – la scelta deve essere davvero caduta sull’uomo giusto.
Auguri Presidente!
