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"Quaquarauà". Un titolo che vuole essere un chiaro omaggio allo scrittore Leonardo Sciascia, per la prima personale di un ciclo di mostre che l’artista Luigi De Giovanni terrà tra l’estate e l’autunno in Puglia, partendo dalla nativa Specchia (Le), tra i  borghi più belli d’Italia, per approdare successivamente a Mesagne e a Brindisi.

Otto lavori per tessere la trama di un racconto che è l’insana abitudine al vuoto chiacchiericcio che alimenta il pettegolezzo, la maldicenza o copre misfatti quando non si traduce in omertà. Leonardo Sciascia fu il primo scrittore italiano a parlare di mafia negli anni Sessanta con il suo libro “Il giorno della civetta”, pagine esemplari che mostravano ad un paese intero connivenze e meccanismi di un’organizzazione criminale la cui esistenza veniva negata.

Celebre la divisione degli uomini in categorie, a seconda di quanto si piegano alle necessità facendo finta di non vedere, nelle parole che Leonardo Sciascia fa pronunciare a don Mariano al Capitano Bellodi. E nel gradino più basso “i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…”



Con queste otto opere Luigi De Giovanni ha voluto materializzare con la sua pittura le angosce e le ferite che causano il pantano dei pettegolezzi sino a renderlo concreto nel colore che tinge in monocromo una tela di denuncia, diventata metafora del fango sputato inutilmente.

Gocciolamenti, spruzzi, macchie essenziali, nelle opere in mostra, realizzate di getto, esprimono la rabbia istintiva del gesto pittorico che si manifesta, anche, mettendo in primo piano la parola, linea guida, “quaquaraquà”. L’allestimento è curato dall’architetto Stefania Branca. Presenta l’artista Antonietta Fulvio direttore responsabile Arte e Luoghi.

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La mostra, organizzata da Il Raggio Verde eventi d’arte in collaborazione con l’associazione E20cult e la Galleria Le Ali di Mirna, potrà essere visitata tutti i giorni dal 13 luglio al 13 agosto con orario 10.30-13.00  e 18.00 – 24.00.

Note biografiche di Luigi De Giovanni
Nato a Specchia, dove ha un proprio atelier, Luigi de Giovanni vive e opera tra il Salento e Cagliari. Diplomatosi all’Istituto d’Arte di Poggiardo nel 1969, nel 1974 si diploma all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Nel 1973 con il maestro Avanessian inizia lo studio dell’imprimitura delle tele e delle terre. Nel 1974 si perfeziona nella tecnica ad olio. Nel 1980 sperimenta la tempera all’uovo; realizza alcune opere con un unico filo conduttore “scalate sociali”. Nel 1988 sperimenta tecniche miste con l’uso di materiali di scarto simbolo di “rifiuto” quali: segatura, trucioli metallici, pezzi di gomma inservibili, carta e tessuti. Nello stesso anno inizia il rapporto con la Galleria “Mentana” di Firenze che lo presenta alla Fiera Arco di Madrid. Negli anni Novanta inizia a realizzare e ad esporre opere che hanno come filo conduttore “l’angoscia nella società attuale” e comincia ad usare i vecchi jeans come tele per le sue opere a carattere  sociale. Il nuovo millennio lo vede siglare importanti collaborazioni con la Galleria Della Tartaruga di Roma e la Galleria “III Millennio” di Venezia. La sua lunga carriera artistica lo ha visto tenere mostre in tutto il mondo: New York, Bormio, Tokyo, Bruxelles, Madrid, Siviglia oltre  che nelle principali città italiane da Milano, a Roma, Firenze, Pisa, Ferrara, Lecce.

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