di Antonio V. Gelormini
Carlo Paolini, consigliere comunale uscente, si appresta a entrare nel vivo della campagna elettorale, a sostegno della candidatura a sindaco di Antonio Decaro, nella lista “Decaro per Bari”, per il suo terzo mandato amministrativo, e intanto incassa l’attesa vittoria per una scelta fatta durante la scorsa amministrazione, in autonomia e in palese solitudine.
“Ancora una volta L’ARCA Centro di Iniziativa Democratica (l’Associazione da lui fondata e guidata) – sottolinea Paolini – è stata in prima linea a difesa dei principi della democrazia partecipata e delle pari opportunità”.

“Il Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Bari ha azzerato i consigli di amministrazione, Amgas, Amiu, e Amtab in quanto il Sindaco di Bari Michele Emiliano è stato ritenuto responsabile di non aver fatto rispettare il principio di pari opportunità nel designare con decreto di nomina (in data 21 luglio 2011) i membri dei su menzionati Consigli di Amministrazione, aziende controllate dal Comune”.
“Senza alcun timore contro le scelte del Sindaco – ricorda il consigliere e presidende della Commissione Politiche Sociali – avevo posto la mia firma al ricorso al Tar, come presidente dell’ARCA Centro di Iniziativa Democratica, insieme ai legali rappresentanti delle associazioni Centro di documentazione delle donne e Un desiderio in comune, di Magda Terrevoli, presidente della commissione regionale delle Pari Opportunità, a Serena Molendini, consigliera di parità effettiva della Regione Puglia e ad Anna Rossiello, una delle candidate escluse dai Consigli di amministrazione delle società”.
“Ci tengo a ricordare che, anche come consigliere comunale – continua Paolini – avevo pubblicamente denunciato la metodologia spartitoria con una lettera-contestazione inviata il 14 gennaio 2011 al Sindaco e ai colleghi del Gruppo della Lista “Emiliano per Bari” in cui sono stato eletto. Il testo si può consultare sul mio sito internet: http://www.carlopaolini.net/
“Dopo aver amaramente costatato che la mia lettera era caduta nel vuoto, sia da parte del Sindaco che dal mio Gruppo consiliare, decidevo di firmare il ricorso e dichiarare (nel consiglio comunale del 23 febbraio 2012) la decisione di abbandonare la Lista Emiliano per Bari e di iscrivermi, purtroppo, nel Gruppo misto”.
“Ora la sentenza del Tar, che ha accolto il nostro ricorso, azzerando i Consigli di Amministrazione per non aver nominato nessuna donna nelle aziende comunali. Ebbene, in un momento in cui molti parlano di democrazia partecipata e di parità di genere, io ho agito quando era tempo per farlo. Anche a costo dell’isolamento…”
(gelormini@affaritaliani.it)
