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LEGGI L'ORDINANZA INTEGRALE

 

di Ines Macchiarola

Spunta il nome di altri tre imprenditori, presunte vittime di estorsioni da parte del dirigente all'urbanistica di Foggia, Fernando Biagini, e dell'ex consigliere comunale del PD, Massimo Laccetti. I nuovi risvolti alle indagini ricadono, all'indomani della disposizione agli arresti domiciliari da parte del Tribunale del riesame nei confronti del Biagini e del Laccetti, accusati insieme ad un imprenditore edile, che fungeva da intermediario, di aver riscosso tangenti milionarie da Lello Zammaranno per il rifacimento di locali a Piazza Padre Pio destinati ad ospitare i nuovi uffici del Tribunale di Foggia.

Le istanze di scarcerazione presentate dai legali difensori degli accusati erano state recusate dal GIP delle indagini preliminari una decina di giorni prima la decisione del Tribunale del riesame.

Secondo una prima ricostruzione: l'imprenditore Marco Insalata avrebbe versato 10 mila euro come tangente per essere autorizzato a bonificare un'area presso il cimitero del capoluogo daunoove doveva costruire delle cappelle gentilizie; Vincenzo Rana di aver corrisposto 2 mila euro per ottenere l’affidamento di alcuni lavori di manutenzione ordinaria presso una scuola della città; Saverio Normanno, invece, di aver pagato una tangente di altri 2 mila euro per ottenere l’affidamento di due lavori di manutenzione ordinaria presso altrettante scuole di Foggia.

Doppi arresti dunque per entrambi gli indagati raggiunti da nuova ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Foggia che ha accolto le ulteriori richieste della Procura della Repubblica. Ora dovranno di rispondere delle accuse di consumata concussione ai danni di altri tre imprenditori.

“La misura – si legge nella nota degli inquirenti - dispone la custodia agli arresti domiciliari (cui i medesimi già si trovavano sottoposti da qualche giorno per effetto dell’attenuazione delle esigenze cautelari) attesa la gravità e solidità del quadro accusatorio emerso dalle indagini, che non è apparso al giudice suscettibile di essere inquinato. Con provvedimento a parte, il medesimo giudice ha disposto il sequestro preventivo per equivalente di Euro 26.000,00, frutto dell’attività concussiva. Tale ultimo provvedimento è stato eseguito congiuntamente alla Guardia di Finanza.”

Gli episodi delittuosi contestati sono stati ricostruiti anche grazie alle dichiarazioni rese dalle vittime, che hanno confermato quanto era già emerso dalle attività di intercettazione.

(inesmacchiarola1977@gmail.com)

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tangentifoggiaarresti
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