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caserma de carolis 3
E' sera, alcune decine di persone assediano la caserma  dei Carabinieri di Paolo VI - quartiere periferico della cittò di Taranto - per impedire l'arresto di cinque ladri di rame: colti sul fatto nella struttura del vecchio ipermercato Coop, oggi vuoto.
 
I furti di questa natura si susseguono in città, molti sono gli edifici pubblici non più in esercizio, o ultimati e non ancora presidiati, che sono stati saccheggiati negli scorsi mesi. Due anni or sono, proprio nel quartiere Paolo VI, un minorenne  ha perso la vità fulminato nel corso di uno di questi furti. Questa volta, per risolvere la situazione, sono dovuti interveire in soccorso dei colleghi dell'arma patuglie di altre forze dell'ordine.
 
Ma insomma cosa altro sta capitando in questa tormentata città?

C'è stato un tempo, all'inizio degli anni '90, in cui la città di Taranto era un posto pericoloso, una guerra per bande la percorreva, lasciando una lunga scia di sangue. Fu anche per questo che i cittadini immaginarono una scorciatoia, quella dell'uomo forte e del sindaco sceriffo, a cui occorreva perdonare tante cose, ma che era capace di usare in certi momenti le maniere forti, e magari il manganello.
Taranto castello1
 
La storia ha dimostrato quanto questa particolare concezione della politica si fosse radicata nella città, e avesse lasciato tracce significative, anche quando l'uomo forte non era più in grado di esprimersi compiutamente nella vita politica.
 
Sì, perchè certi avvenimenti cambiano una comunità più profondamente di qanto si possa immaginare. Così quella che aspirava ad essere la Torino del sud iniziò il suo declino.
 
Tuttavia in questo ventennio qualcosa pareva voler cambiare, molte disgrazie hanno travolto la città: la fine del suo ciclo industriale, il disastro dell'ambiente violato, la povertà crescente a fronte di una sempre maggiore  mancanza di lavoro, il fallimento di una classe dirigente che ha prodotto al Comune "il più grave dissesto economico della storia repubblicana". Tutto, almeno dal punto di vista dell'ordine pubblico, sembrava tornato alla normalità, non foss'altro che per le strade cittadine si è tornati a circolare tranquillamente in ogni ora del giorno e della notte, segno  di una normalità reggiunta, e del fatto che la gente laboriosa  e "per bene" era tornata padrona del territorio.
 
Forse, però, l'ottimismo era eccessivo ed il fuoco covava sotto la cenere. Sotto la polvere del degrado di certi quartieri, sotto la coltre di una sub cultura del gesto forte ed eclatante, attraverso cui far valere le proprie rivendicazioni.
 
stefàno taranto
Ne sa qualcosa, in particolare, il sindaco Stefàno, che potrebbe raccontare quante volte la richiesta di aiuto alle istituzioni sia stata fatta in modi esasperati, se non violenti, e quante volte le istituzionisia state in difficoltà rispetto alle emergenze, con l'esigenza di trovare comunque risposte credibili a domande che non lo erano.
 
Se poi lo stato non è in grado di rispondere sia asicurando i diritti, che passano attraverso un welfare moderno ed efficace (ma in questi anni il welfare italiano è stato progressivamente messo in discussione), sia con la capacità di intervenire per sanzionare i comportamenti devianti, passa la cultura del gesto eclatante, della prova di forza come unica arma risolutiva  e delle richieste giuste o ingiuste.
 
Alcune dichiarazioni di persone coinvolte nei disordini della caserma al quartiere Paolo VI, pare facciano riferimento a furti dettati dalla disperazione economica. Un dato che ha degli elementi di verità, ma che dimostra la necessità di un livello di attenzione crescente da parte delle istituzioni. Occorre che non passi l'idea che tutto può essere giustificato, e sottomesso alla logica del più forte. che diviene in grado persino di mutare -nei fatti- persino la sostanza delle norme; Certo, la povertà può essere una spiegazione , ma non cambia le leggi, ed è sorprendente immaginare che si possa forzare la mano delle istituzioni per impedire degli arresti, nè gli organi dello stato possono, in una città civile essere cittadelle asssediate in terra straniera.
 
Quindi occorre intervenire prima che questa tendenza si consolidi. Lo Stato nelle città deve essere più presente, e non penso solo rafforzando il presidio dei carabinieri, ma con più interventi sociali, con una maggiore attività degli strumenti di formazione ed di cultura .
Tags:
tarantolegalitàcarabiniericasermaassaltosociale
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