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L'arte del Governo non è fatta soltanto di capacità d’amministrare, creando consenso intorno alle decisioni che vengono assunte; spesso, invece, consiste nel minimizzare la capacità del dissenso, di esprimersi e di trasformarsi in opposizione organizzata. Per far questo esistono buone tecniche già sperimentate, una delle quali è certamente quella di operare quando è minima l'attenzione della controparte.

Si racconta che nell'estate del 1948 in Italia non ci fu la rivoluzione perché gli italiani erano distratti dalle vittorie di Bartali al Tour de France. Forse è una leggenda, ma quante cose che hanno segnato la storia del Paese sono avvenute d'agosto, mentre gli italiani erano in vacanza, quando magari era in carica un "innocuo" governo balneare? La memoria me ne suggerisce una sequela, anche molto gravi e sconvolgenti.... ricordate da soli, non voglio dare suggerimenti, ne fare accostamenti blasfemi.

Certo in pieno agosto, tra le estenuanti trattative per l'abolizione dell'IMU, le grandi discussioni sulla sorte  personale del massimo esponente politico che questo Paese ha espresso nell'ultimo ventennio, ed una mancata attività per superare una legge così efficace ed importante da essere da tutti definita "porcellum", quest'estate - dicevamo - il governo Letta ha inserito in un decreto l'autorizzazione  all'avvio di due discariche interne all'ILVA, di rifiuti anche pericolosi,  con procedura semplificata.

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“Le discariche sono necessarie per procedere alle bonifiche”, è quanto ha affermato il ministro Orlando, dimenticando od omettendo di ricordare le spinose vicende  legate a quel sito, le controversie  sulla sua idoneità a funzionare, le pressioni che l'azienda aveva esercitato per ottenerne l'autorizzazione: questioni di non poco conto, dal momento  che – tra l'altro - hanno comportato lo scioglimento del consiglio provinciale di Taranto.

Una reazione da parte dell'opinione pubblica, della stampa e delle istituzioni locali comunque c'è stata e la questione appare riaperta, visto che nella prossima settimana si terrà un incontro al
ministero con la presenza della Regione Puglia e delle istituzioni locali.

Bene, ma devo dire che c'è più da essere preoccupati delle prospettive che soddisfatti del probabile ripensamento governativo. Preoccupati della pervicacia con cui si ripropongano sempre le stesse soluzioni, preoccupati per una fabbrica che è stata sottratta alla direzione della proprietà, ma che continua ad operare ed a proporsi in continuità con quella gestione e con le scelte che erano state avviate. (Qui ritorna il quesito sulla opportunità di mantenere alla direzione dell'azienda un commissario, che è la stessa persona che fu scelta dalla proprietà per guidarla).

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Preoccupa inoltre l'atteggiamento della classe politica nazionale - tutta - che quando parla di Taranto e dell'ILVA continua a dire cose sconcertanti, e per i tarantini palesemente false, inventando quartieri che la follia locale avrebbe costruito accanto ai parchi minerali, o tumori da uso di tabacco, sino alla poco credibile motivazione di questa autorizzazione fatta con strumenti straordinari.
Cinquant'anni fa la fabbrica ed il suo raddoppio avvennero con licenze straordinarie, che non rispettavano né il buon senso, né le leggi vigenti : la storia può credibilmente ripetersi oggi con le
discariche?

Occorre, pertanto, una ripresa di attenzione democratica. Una maggiore attenzione del movimento cittadino, che vuole la salvaguardia dell'ambiente e che deve essere pienamente consapevole che la battaglia per Taranto continuerà ad essere di lunga durata,  e non potrà essere fatta di sussulti e manifestazioni seguiti da lunghi silenzi, mentre richiederà ancora una capacità di proposta e di controllo della attuazione delle soluzioni, di cui i rappresentanti delle istituzioni locali devono essere i garanti.

Ma una maggiore attenzione devono, finalmente, averla anche le istituzioni e la politica Nazionale, se è vero che essa vuole evitare il conflitto tra diritto al lavoro e diritto alla salute, se è vero che la produzione di acciaio continua ad avere un ruolo strategico nell'economia del Paese è necessario che vi sia una maggiore attenzione alle istanze del territorio, altrimenti l'unica possibilità che i cittadini di Taranto riterranno credibile finirà con l'essere la richiesta di chiudere la fabbrica.

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