Nichi Vendola è tra i 53 indagati dell’inchiesta “Ambiente Svenduto” sull’Ilva. Come anticipato anche da Affaritaliani Puglia, oggi i militari della Guardia di Finanza di Taranto hanno iniziato a notificare in Puglia e in altre zone d’Italia l’avviso di chiusura delle indagini preliminari ad oltre 50 indagati dell’inchiesta per disastro ambientale a carico dell’Ilva. I reati contestati agli indagati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale all’avvelenamento di sostanze alimentari, all’emissione di sostanze inquinanti con violazione delle normative a tutela dell’ambiente. L’indagine, durata 4 anni e condotta da un pool di magistrati guidati dal procuratore di Taranto, Franco Sebastio, coinvolgerebbe così una serie di “nomi eccellenti” (dirigenti, funzionari e politici) e tra questi anche lo stesso presidente della Regione Puglia.
“Concussione ai danni del direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato”, questa l’ipotesi di reato formulata dal procuratore Franco Sebastio e firmata dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino, e dai sostituti procuratori Mariano Buccoliero, Giovanna Cannarile, Remo Epifani e Raffaele Graziano. Secondo quanto indicato negli atti dell’accusa nei mesi scorsi Vendola avrebbe tentato di ”far fuori” il dg di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, figura “sgradita” all’azienda. Il presidente della Regione Puglia sarebbe stato al centro, leggendo gli atti dell’inchiesta, di una “vicenda concussiva in danno del direttore regionale di Arpa Puglia Giorgio Assennato”. Evidenti le conseguenze, stando alle informative dei finanzieri: “All’esito di quella vicenda concussiva e per effetto di essa, in realtà il professore Assennato ridimensionerà [nei confronti dell’Ilva, ndr] il proprio approccio, fino a quel momento improntato al più assoluto rigore scientifico”.
Nuovi nomi arricchiscono il registro degli indagati: l’assessore regionale all’ambiente, Lorenzo Nicastro, l’ex assessore regionale pugliese ed attualmente parlamentare di Sel, Nicola Fratoianni, lo stesso direttore generale dell’Arpa Assennato ed il direttore scientifico Massimo Blonda, tutti accusati di favoreggiamento nei confronti nei confronti di Vendola. Nella fitta lista degli indagati anche Donato Pentassuglia, consigliere regionale Pd accusato di favoreggiamento nei confronti di Archinà ed il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno. Gli altri avvisi di garanzia sono in corso di notifica al patron Emilio Riva e ai suoi figli Nicola e Fabio.
