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Troia (Fg), il restauro della Porta della Libertà a cura del FAI
La Porta della Libertà della Cattedrale di Troia (Fg) tra i beneficiari del sostegno FAI/Intesa Sanpolo per il restauro.

Tra il 2024 e il 2025 oltre due milioni di persone hanno votato i propri Luoghi del Cuore perché non venissero dimenticati. E grazie alla fiducia e alla partecipazione di tanti, si può iniziare a lavorare perché gli sia restituito un futuro.

Con grande entusiasmo, il FAI, insieme a Intesa Sanpaolo, ha annunciato i vincitori del bando 2025: 20 progetti - 15 di restauro, 5 di valorizzazione culturale - che sosterranno altrettanti Luoghi del Cuore e che promettono di portare impatti concreti sul territorio, soprattutto nelle aree interne e periferiche.
Tra essi, il borgo di Troia (Fg) - affacciato sul Tavoliere delle Puglie - che vanta e custodisce una Cattedrale romanica dalle spiccate influenze orientali. Il portale laterale in bronzo, del 1127 (niellato, come quello sulla facciata centrale, da Oderisio da Benevento) tramanda le gesta della popolazione in difesa della propria libertà.

Il FAI e Banca Intesa Sanpaolo garantiranno 24.000 € per il restauro, a cui si aggiungeranno 10.000 € di cofinanziamento del Comune di Troia, che ha sostenuto concretamente il progetto, supportando l’intervento coordinato dal Capitolo della Cattedrale e confermando il proprio impegno nella tutela del patrimonio culturale cittadino.
Ma ancora più confortante è stata la partecipazione - con relativi contributi finanziari volontari - di aziende locali, famiglie private e rimesse dirette di singoli cittadini, per arrivare agli oltre 42mila euro necessari per l'intervento di restauro. A cui vanno aggiunti, per dovere di cronaca, le prestazioni 'a titolo gratuito' dei tecnici progettisti e dei professionisti di settore. Una sorta di crowfunding complementare, che ha animato la passione di ognuno nel canto corale per la porta bronzea.
Un impegno comunitario, che ha visto mobilitarsi l'intera cittadina daunia stimolata, motivata ed entusiasmata dalla caparbietà appassionata della prof.ssa Mina De Santis, referente FAI sul territorio, che ha commentato con un pizzico di orgogliosa emozione il risultato conseguito: "Ce l’abbiamo fatta!!! La NOSTRA PORTA DELLA LIBERTÀ SARÀ RESTAURATA".

"Il suo nome - ha sottolineato - compare nell’elenco appena pubblicato dei 20 “Luoghi del cuore”, unico in Puglia, che il FAI ha scelto di contribuire a salvare dal degrado. Una notizia che ci lascia ' senza parole' perché è vero, ci abbiamo sempre creduto, fin dal principio, ma non potevamo contarci, e questo amplifica tutta la gamma dei sentimenti che ora proviamo: stupore, gioia, soddisfazione, gratitudine... emozione, tanta da non riuscire in questo momento a dire altro".
"Se non che siamo FELICISSIMI per un risultato che assicura un futuro ad un bene prezioso che, forse più di ogni altro, ci rappresenta perché narra di come un aggregato ancora informe di uomini, i nostri padri, iniziò a costruire la propria identità di popolo intorno all’idea di libertà come valore da coltivare e difendere. Ma anche COMMOSSI - ha concluso Mina De Santis - per un risultato che premia l’impegno, la disponibilità, la fatica, la generosità di chi per tanti mesi ci ha lavorato. A LORO, al FAI e a TUTTI, proprio tutti quelli che questo piccolo grande miracolo hanno reso possibile, un immenso GRAZIE!!!"

La storia - Nell'entroterra daunio, sulle pendici della dorsale appenninica al confine con la Campania - da un lato - e il Molise a nord, si trova il borgo di Troia (Fg). Fu fondato nel XI secolo, sui resti adiacenti dell'antica Aecae, lungo la via consolare romana 'Appia-Traiana', che ne costituisce ancora oggi l’asse ordinatore dell’impianto urbano. Su di esso, al centro dell’abitato, affaccia la superba Cattedrale romanica, dedicata all’Assunta.
I lavori per la sua costruzione risalgono al 1093 (anch'essi su una preesistente chiesa di Santa Maria) e si completarono nel XII secolo. L'imponente Cattedrale è uno degli esempi più interessanti del romanico pugliese: vi si mescolano reminiscenze bizantine e islamiche. Mirabile è soprattutto la sua facciata, per architettura e ornati, su cui spicca un magnifico Rosone a 11 raggi (riportato sulle vecchie banconote italiane da 5000 lire).
Affacciata su piazza Episcopio, la Porta della Libertà è il portale bronzeo minore dell'odierna Concattedrale di Troia (Diocesi di Lucera-Troia). Questa opera, più discreta della grande porta principale, fu realizzata nel 1127 da Oderisio da Benevento e custodisce nel metallo non solo raffinate iconografie medievali, ma un frammento decisivo della memoria collettiva della città.

Il portale, suddiviso in ventiquattro formelle scandite da cornici bullonate, racconta attraverso figure minuziosamente incise e una lunga iscrizione la storia dei primi vescovi della città, l’atto di donazione della stessa alla protezione degli Apostoli Pietro e Paolo e la straordinaria rivolta della popolazione contro le pretese accentratrici di Ruggero II di Puglia (figlio di Guglielmo II di Puglia citato sulla stessa porta, nipote di Ruggero Borsa il 'glorioso duca' citato sul Portale della facciata e pronipote di Roberto il Guiscardo), un atto di coraggio civico compiuto “pro libertate tuenda”, per la tutela della libertà. È da questo episodio - inciso a caratteri indelebili - che deriva il nome con cui la Porta è tuttora conosciuta.
La sua importanza non è solo artistica, ma si tratta anche di un prezioso documento che consente di ricavare la data di fondazione della città e la successione dei primi vescovi: una gloriosa pagina di storia, incisa nel bronzo, per tramandare le gesta di un popolo che combatte per la sua libertà. Non sorprende che l’espressione “Troiana Civitas”, incisa su una delle formelle superiori, sia diventata nei secoli una sorta di emblema dell’identità locale.










Il progetto - La Porta della Libertà della Cattedrale di Troia rischia di perdere la sua leggibilità a causa di avanzati processi di ossidazione, perdite materiche e fessurazioni che mettono in pericolo sia la superficie decorata sia la struttura metallica. Per rispondere a questa emergenza, al bando “I Luoghi del Cuore” 2025 è stato candidato dal Capitolo della Concattedrale, il progetto “Una porta da salvare” che ha ricevuto un contributo di 24.000 euro da FAI e Intesa Sanpaolo.
L’obiettivo è duplice: salvaguardare un bene insostituibile e restituirlo alla fruizione pubblica in occasione del suo 900° anniversario. Ma ciò che rende il progetto davvero innovativo è la sua dimensione comunitaria. Attorno alla Porta è nata una rete di associazioni, scuole, università, professionisti, volontari, e istituzioni pubbliche, che collaboreranno non solo durante il restauro - con visite guidate, attività divulgative e percorsi educativi - ma anche negli anni successivi, affinché la Porta della Libertà torni a essere un laboratorio civico permanente.

È stata fondamentale la partecipazione attiva della cittadinanza al censimento “I Luoghi del Cuore”. Con 6.531 voti raccolti in una cittadina di poco meno di settemila abitanti si è potuto dimostrare quanto forte sia il legame identitario della comunità con questo monumento.
(gelormini@gmail.com)

