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“Fare delle energie alternative il fiore all’occhiello della Regione Puglia senza tuttavia fare i conti con le infiltrazioni della criminalità e il malaffare legato al business facile è stato un esercizio di pura propaganda", lo dichiara in una nota Luigi d’Ambrosio Lettieri, capogruppo PdL 12^ Commissione Senato.
 
"Il governo Vendola scenda dalla giostra dell’autoreferenzialità - agiunge - e ammetta la sconfitta. Quel che sta accadendo – purtroppo cronaca di un disastro annunciato – nel settore del fotovoltaico è lo specchio di una regione nel caos, frutto di cattive prassi e cattive politiche segnate da una gestione politico-amministrativa che non ha saputo o voluto accompagnare tempestivamente il pur positivo ricorso alle energie alternative con regole certe e controlli serrati, per evitare che il settore - sia chiaro strategico per lo sviluppo sostenibile della Puglia - fosse facilmente  permeabile alle truffe trasformandosi in un boomerang per economia, ambiente e paesaggio".
 
"Né si può pensare che comprimere all’inverosimile l’intrapresa di privati e amministrazioni pubbliche con la pressione burocratica e lo stallo come rischia di avvenire con il nuovo piano paesistico, possa in qualche modo restituire la bellezza ad un paesaggio deturpato o ristabilire l’ordine".
dambrosio lettieri1
 
"Opporre alla deregulation la giungla burocratica e amministrativa è solo uno specchietto per le allodole",sottolinea d'Ambrosio Lettieri. "Occorrono poche regole, ma certe ed efficaci. Semmai, proprio perché l’amministrazione regionale non è stata all’altezza, tocca ai ministeri competenti vigilare perché i fondi pubblici destinati ad incentivare le energie alternative siano monitorati attentamente nella fase più delicata, che è quella delle concessioni e poi nella fase attuativa”.

"La cronaca (Gazzetta del Mezzogiorno) ci dà l’idea degli imprenditori, oggi ripudiati, ma che ieri Vendola accreditava di nitide virtù e perciò ammessi alla frequentazione non solo dei suoi salotti e delle fabbriche vendoliane soprattutto in occasione di primarie, secondarie ecc... ma anche della Regione", dichiara Ignazio Zullo, capogruppo Pdl in Consiglio regionale.

"Credo che la vicenda Italgest, per come raccontata dai giornali, ci dia uno spaccato tremendo e inesorabile di come tutta la Regione sia stata servile rispetto ad imprenditori del fotovoltaico accreditati dal sistema vendoliano che non hanno apportato lavoro e ricchezza alla Puglia nel mentre con il proliferare di pannelli fotovoltaici deturpavano ambiente e paesaggio e limitavano le pratiche agricole senza alcun vantaggio per i pugliesi, in termini di risparmi sui costi della bolletta energetica e in termini di vantaggi ambientali per riduzione CO2, e di limitazioni nell’utilizzo dei combustibili fossili nella grande impresa".

Zullo

"Ci chiediamo: com’e’ possibile che, nell’accertamento di alcune pratiche ed attività meritevoli di indagine nella Puglia vendoliana, la politica debba essere sempre anticipata da organi di informazione e di giustizia, quando l’accoglimento fin dal 2010 della nostra proposta di legge tendente ad Istituire una Commissione Speciale d’Inchiesta su intrecci tra affari e potere politico-burocratico avrebbe potuto fin da subito agire da deterrente per indurre il sistema a comportamenti più virtuosi? Chi teme che si faccia luce su detti intrecci?"

"Misteri di un Vendola che da un lato ancora oggi osteggia l’istituzione della Commissione d’inchiesta, dall’altro non perde il vizio di pavoneggiarsi nelle televisioni e sulla stampa per beffeggiarsi dei pugliesi, pensando di poter ancora incantare con una storia di energia pulita che nasconde quello che la cronaca rendiconta su Italgest e su chi, nell’essere di casa negli uffici regionali, si avvantaggiava di percorsi autorizzativi agevolati che producevano un fiume di euro dispersi tra evasione fiscale, scatole cinesi e fondi internazionali. Il tutto tra una campagna elettorale e l’altra!"

 

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