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Bari – L’abbraccio con il competitor Stefano Bronzini e un simbolico passaggio di consegne con il predecessore Corrado Petrocelli: è Antonio Felice Uricchio il nuovo Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. "L'Università che immagino sarà aperta ai giovani e guarderà allo sviluppo del territorio", commenta a caldo davanti alla folla in via Crisanzio.
 
Al cinquantaduenne ordinario di diritto tributario, direttore del Dipartimento ionico in “Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo” e già Preside della II Facoltà di Giurisprudenza a Taranto sono servite ben tre votazioni per guadagnarsi la toga dal collo d’ermellino. Solo nel tardo pomeriggio di ieri ha raggiunto e superato il quorum dei 791 voti necessari per battere il collega di Lettere, unico candidato rimasto a contendergli la vittoria dopo che anche Massimo Di Rienzo, posizionatosi solo quarto al secondo turno, ha abbandonato la corsa. Prima di lui lo avevano fatto sin dalla prima tornata anche il prorettore Augusto Garruccio, la docente di chimica Luigia Sabbatini, seguiti dai colleghi di scienze Mediche e Fisica Gabriella Serio e Paolo Spinelli. Più di duecento il vantaggio in termini di preferenze accumulato nello sprint finale dal nuovo Magnifico, originario di Bitonto, confermando un trend stabile che lo aveva portato a distanziare Bronzini in entrambe le fasi precedenti della contesa, allargando la forbice dal 10,42% al 13,61% della vigilia senza bisogno di ricorrere al ballottaggio. 
 
E se a poco sono valsi, in termini statistici, i raffronti con il precedente illustre della tornata del 2006 nella quale, nonostante il testa a testa e la convergenza di buona parte del pacchetto di consensi degli esclusi su Iannarelli, fu l’ex preside di Lettere a spuntarla, questa volta a sollevare più di un malumore sono stati gli endorsement per Uricchio arrivati dalla città dei due mari, tanto dal neo deputato ed ex assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo quanto dal suo collega pidiellino ed ex consigliere in Via Capruzzi Gianfranco Chiarelli, oltre al plauso della Confindustria ionica e dell’Ordine degli avvocati di Taranto, secondo più qualcuno in ampia deroga rispetto al protocollo. “Resto disorientato”, aveva mandato a dire Garruccio a stretto giro di posta, ottenendo l’appoggio della professoressa Serio (“Giusto che l'Università mantenga invece la sua libertà in ogni ambito”). Priorità e linee programmatiche, risanamento del bilancio in primis, saranno più chiare nei prossimi mesi ma prima di vederlo sulla tolda di comanda bisognerà pazientare fino al prossimo 1 novembre, termine del mandato dell’attuale primo inquilino di Palazzo Ateneo.
 
(a.bucci1@libero.it)
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