Bari – Difficilmente qualcuno degli attuali inquilini di Via Capruzzi tenterà di emulare le gesta di Roberto Calderoli quando, Ministro della Semplificazione, diede fuoco a faldoni e scatoloni, armato di piccone e fiamma ossidrica e soddisfatto del lavoro svolto. In compenso, in fatto di snellimento dei procedimenti amministrativi e semplificazione burocratica la Puglia non sta a guardare: fervono i lavori in quinta Commissione, dove è approdata la proposta di legge a tema presentata lo scorso 19 aprile da venti consiglieri, primo dei quali l’ex assessore democratico Fabiano Amati, persuaso che si possa licenziare il testo già il prossimo 3 luglio. Prima di passare alla prova dell’Aula, s’intende.
“Basta a Commissioni e comitati inutili”: il dispositivo affida alla Giunta l’obbligo di decidere ogni anno, nello specifico entro il 30 novembre, quali siano gli organismi collegiali con funzioni amministrative che l’esecutivo ritiene indispensabili per raggiungere i fini istituzionali dell’ente. Tutti gli altri? Automaticamente soppressi, con le relative funzioni demandate al dirigente che ha la competenza prevalente sull’argomento, non fosse altro per riuscire a farsi strada nel tortuoso sottobosco di carte bollate. “Al pari di tutti i colleghi, ritengo che solo questo sia il modo per solidarizzare con i movimenti di denuncia e sollecitazione sul problema dei cantieri e del lavoro”, spiega l’ex titolare delle Opere Pubbliche, “diversamente, si rischia solo di far aumentare il numero degli elmetti protettivi di colore giallo disseminati a Piazza della Libertà a Bari, in un’emblematica metafora del lavoro che manca”.
E proprio in quella direzione è già allo studio l’ipotesi dei primi tagli. A finire sotto il colpo di scure sarebbero il Consiglio regionale dei Lavori pubblici e la Commissione tecnica per la tutela degli alberi monumentali: organismi con funzioni tecnico consultive, il cui giudizio non obbliga il dirigente in questione ad emanare i provvedimenti sollecitati, ma che nel frattempo fanno girare a pieno regime gli ingranaggi della macchina. Così come il Comitato per la Valutazione di Impatto Ambientale o quello tecnico dell’Autorità di bacino, sulla abolizione dei quali sarebbe sorto più di un dubbio in fase di discussione da parte della vicepresidente Angela Barbanente. E se sugli effetti della Via ci dovrebbe essere a giorni una proposta consiliare per eludere le preoccupazioni manifestate sul secondo fronte si demanda il placet, per interventi minimi che i cittadini devono svolgere su manufatti edilizi esistenti, agli uffici tecnici comunali: “Si tratta di procedere passo dopo passo sulla strada della semplificazione possibile, senza mai confondere, in ogni caso, le norme sul procedimento amministrativo con quelle poste a presidio dei beni pubblici prioritari, quali per esempio l’ambiente ed il paesaggio, che debbono essere salvaguardati sempre e addirittura con maggiore vigore”, precisa Amati. E la prossima settimana si parla di Piano dei rifiuti.
(a.bucci1@libero.it)
