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Xilella - Mario Capanna: "Caro Vendola, puoi salvare gli ulivi salentini"

Mario Capanna: “Caro Nichi Vendola, puoi salvare gli ulivi salentini”

Caro Presidente Nichi Vendola,

mi rivolgo a Te in forma pubblica, per la natura del tema e per il rapporto reciproco di stima e amicizia. Lo faccio nella mia veste di oli- vicoltore in Umbria, prima che in quella di membro della Fondazione Diritti Genetici. Mi riferisco alla tragedia che sta investendo gli ulivi salentini.

Ho visitato di recente le zone dei prin- cipali focolai di disseccamento delle piante, ho parlato con tanti coltivatori interessati, ho partecipato ai loro presidi contro l’eradicamento degli alberi, potendo conoscere di- rettamente fatti di grande interesse.

Anzitutto: il “Codiro” (il Complesso di disseccamento rapido deli olivi) può essere contenuto e risolto efficacemente, evitando lo sradicamento delle piante, sia di quelle malate sia di quelle ancora sane vicine. L’ho toccato con mano osservando l’intelligente lavoro svolto dall’associazione Spazi Popolari: è stato istruttivo vedere, sullo stesso campo, filari di ulivi rinsecchiti e, accanto, filari floridi.

La differenza decisiva sta nel fatto che, circa un anno fa, all’inizio del generale disseccamento, le piante ora rigogliose sono state trattate con irrorazioni di poltiglia bordolese e calce, mentre le altre, non trattate allo stesso modo, sono morte.

È la prova, inoppugnabile, che i rimedi dei “vecchi”, insieme alla buone pratiche agricole, funzionano. Ho constatato de visu che le piante salvate sono cariche di gemme a fiore: vuol dire che fruttificheranno. Dunque: non è vera e propria follia, priva di evidenze scientifiche a soste- gno, il ricorso allo sradicamento previsto dal piano regionale Silletti?

Sradicamento già cominciato e solo temporaneamente sospeso per l’opposizione degli ulivicoltori. Coloro che hanno guarito le piante, ricorrendo alla antica sapienza contadina, non sono “santoni” (come, con inaccettabile delegittimazione morale, sono definiti dai sostenitori del “piano Silletti”): sono, semplicemente, olivicoltori esperti, molto più affidabili, visti i risultati positivi ottenuti, di certi ricercatori scientisti, che non hanno mai tenuto in mano una zappa o guidato un trattore.

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Sono i fatti – contrari alle chiacchiere e agli allarmismi - a dire che lo sradicamento degli ulivi deve essere l’ultima opzione immaginabile, dopo aver provato ogni rimedio alternativo. Partire, invece, dall’eradicazione come prima opzione è una illogicità pura, sia sul piano scientifico che su quello del buon senso. Per di più ho visto con i miei occhi ulivi maestosi, condannati allo sradicamento senza che abbiano una sola foglia secca.

Credo che tu sappia meglio di me come sul Salento si stiano da tempo concentrando appeti- ti speculativi sia nazionali che stranieri.

Massacrare l’immenso patrimonio dei suoi splendi- di ulivi secolari significherebbe cambiare irreversibilmente i connotati di una delle terre più belle del mondo. No, non si può e non si deve!

E, per riuscire a impedirlo, c’è un modo. La politica smetta di essere latitante – come è accaduto finora – e ponga fine al suo ruolo ancillare rispetto all’ignoranza scientifica camuffata da soluzione salvifica.

Quando su dei cartelli leggi: “Stop frode Xylella”, devi intenderlo come una richiesta di aiuto. Tu puoi dare l’esempio di una politica sana che torni al posto di comando, come è suo dovere: Vai Tu (non aspettare che loro vengano da Te) a parlare con i cittadini dei presidi e ascolta le loro buone ragioni. Troverai persone competenti, capaci e pacifiche.

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Ti prego di farlo adesso, prima che si arrivi al punto in cui le ruspe siano accompagnate dai carabinieri e tutto degeneri. La triste vicenda degli ulivi salentini, se gestita con intelligenza e razionalità, può dare insegnamenti utili: il primo dei quali è che la ricerca scientifica sia partecipata, con i cittadini che si appropriano delle conoscenze (come sta accadendo nel Salento) e la politica li aiuti in tal senso, anziché scoraggiarli.

La gestione civica della conoscenza sarà la chiave del futuro. Sulla importanza della posta in gioco relativa agli ulivi del Salento si sta allargando la consapevolezza: gruppi di ulivicoltori e di giovani si stanno organizzando da ogni regione per venire in aiuto ai presidi locali.

Ex malo, bonum, dunque. Trarre il positivo dal negativo. Credo sia Tuo dovere fare tutto il possibile per favorire questo processo. Ti sarò grato per un cortese cenno di risposta.

Con il saluto più cordiale, Mario Capanna

(ex leader del movimento del ’68 e deputato - Democrazia proletaria / Verdi - dal 1983 al ’92)

da "Il Fatto Quotidiano" 18 aprile 2015
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