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Xylella: Coldiretti, Regione e D.A.Re. Primo cluster tecnologico regionale

“Non possiamo che dare merito all’Assessore allo Sviluppo Economico, Loreadana Capone, al Sistema Universitario e della Ricerca pugliese e al Distretto agroalimentare regionale D.A.Re. di aver dato ascolto alle nostre istanze rispetto ad un problema che ha assunto proporzioni disastrose nel corso degli ultimi mesi, rispondendo nei fatti attraverso la realizzazione del Cluster Tecnologico TAPASS, un acronimo che sta per Tecnologie Abilitanti per Produzioni Agroalimentari Sicure e Sostenibili. Presenteremo il progetto di ricerca che si occuperà di soluzioni innovative per la diagnosi precoce e il trattamento di xylella fastidiosa, coinvolgendo alcune delle principali expertise regionali, lunedì prossimo a Lecce. Ci attendiamo che nelle prossime ore anche la Comunità Europea dia un forte segnale di responsabilità, catalizzando attenzione e risorse proprio sulla ricerca”.

Capone
 

E’ il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, ad annunciare con soddisfazione la presentazione del progetto di ricerca lunedì prossimo, 30 marzo 2015, alle ore 11,00 presso l’aula Fermi, edificio IBIL, campus Ecotekne dell’Università del Salento.

“Il D.A.Re. ha offerto il proprio contributo organizzando un team di ricercatori delle Università di Bari, Foggia e Lecce, del Centro di Ricerca e sperimentazione Basile Caramia e del CNR che hanno predisposto un progetto ad hoc - sottolinea il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – sfruttando l’opportunità data dall’Avviso Pubblico emanato nello scorso luglio dall’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia per finanziare progetti di ricerca e sviluppo promossa da Cluster Tecnologici. Chiediamo a questo punto a gran voce che le Istituzioni a tutti i livelli sostengano e promuovano il protagonismo del sistema della ricerca pugliese, anche e soprattutto attraverso l’avvio del primo progetto di ricerca scientifico sulla xylella, considerato che fino al 2013  in Europa non c’era traccia del famigerato patogeno”.

Un nemico che pare fosse conosciuto (da 130 anni) solo nelle Americhe e a Taiwan. Colpisce anche alberi da frutto e piante ornamentali, diffusissime in Salento, ma per fortuna la vite ad oggi risulta immune al ceppo. Almeno il rischio di una “nuova fillossera” per ora è scongiurato. Sono sempre più numerosi i focolai e non esiste alcuna storia fitopatologica a cui attingere.

(gelormini@affaritaliani.it)

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